L’effetto serra si sta mangiando gli aiuti dell’Africa

Perfino le sole promesse di cancellazione del debito e di aiuti economici per l”Africa e per la lotta alla fame e alla povertà – formulate nel vertice dei “G 8” del luglio scorso in Scozia – potrebbero essere del tutto vanificate dal surriscaldamento del clima terrestre, il cosiddetto “effetto serra”: lo afferma Lord May of Oxford, ex-consulente scientifico del governo inglese e presidente della “Royal Society” di Londra, in una lettera indirizzata ai ministri dell’Ambiente del ‘G8’ in preparazione del vertice internazionale sul mutamento del clima terrestre convocato a Londra per il 1° novembre. Se la concentrazione di gas nell’atmosfera terrestre continuerà a crescere, si profila il pericolo concreto che l”aumento degli aiuti deciso a Gleneagles possa essere interamente assorbito dai crescenti costi per fronteggiare gli effetti negativi del cambiamento climatico in Africa scrive Lord May, sottolineando che, in un base a prove scientifiche crescenti, l” effetto serra è il pericolo più grave per il mondo d”oggi e in particolare per i paesi in via di sviluppo. A mo” d”esempio, viene citata una ricerca di James Verdin dello “Us Geological survey” ( Ufficio geologico americano) sulla costante diminuzione delle piogge a partire dal 1996 in Etiopia e nei paesi vicini. I ricercatori richiamano l”attenzione sul fatto che la riduzione delle precipitazioni sta danneggiando i raccolti e facendo aumentare il numero delle persone bisognose di aiuti alimentari aggiunge Lord May. Il quotidiano inglese Indipendent, che ha reso noto il contenuto della lettera di Lord May, ricorda che a Gleneagles il presidente americano impedì che si stabilisse un nesso tra aiuti all”Africa e mutamento del clima, ottenendo perfino che qualsiasi collegamento tra i due fatti fosse escluso dal comunicato finale. [www.misna.org ]


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