Fernando Pereira è un fotografo portoghese scappato dal proprio paese devastato da una delle più sanguinarie dittature degli ultimi tempi e, per rifiutare l”arruolamento forzato nell”esercito nazionale in partenza per la conquista imperialista dell”Angola, decide di fuggire, passando da una Spagna retriva e franchista, poco aperta al riconoscimento dei diritti d”asilo politico dei rifugiati, in Olanda, dove conosce la propria futura moglie, di nascita tedesca, che gli darà due figli.
E” il 1985 e la Francia prosegue nei propri esperimenti nucleari nelle isole Marshall: un programma ampio per il riarmo nel Paese viene promosso e sostenuto dai grandi potentati economici e finanziari. La guerra nucleare in questa contingenza storica è un fine delle grandi potenze mondiali per poter imporsi sulla scena mondiale e per poter arginare l”espansionismo sovietico: la guerra fredda provoca tensione tra i due blocchi che si contendono il controllo delle sorti mercantili e geopolitiche del pianeta.
Fernando Pereira è un fotografo portoghese scappato dal proprio paese devastato da una delle più sanguinarie dittature degli ultimi tempi e, per rifiutare l”arruolamento forzato nell”esercito nazionale in partenza per la conquista imperialista dell”Angola, decide di fuggire, passando da una Spagna retriva e franchista, poco aperta al riconoscimento dei diritti d”asilo politico dei rifugiati, in Olanda, dove conosce la propria futura moglie, di nascita tedesca, che gli darà due figli.
Fernando aderisce il 10 luglio 1985 al progetto di Greenpeace pronta a salpare i mari con la propria nave Rainbow Warrior alla volta della Nuova Zelanda, dove ormeggerà nel porto di Auckland. La spedizione è finalizzata a portare aiuto concreto e fattivo alle popolazioni delle Isole Marshall, colpite da piogge acide dovute dagli effetti devastanti degli esperimenti nucleari promossi dalla potenza militare francese. La nave viene fatta affondare da due ordigni esplosi a bordo, posti da agenti dei servizi segreti con l”approvazione e il mandato del Presidente del tempo, Francoise Mitterand, come testimonia la deposizione di un esponente dei servizi in un articolo pubblicato quest”anno, alla luce del ventesimo anniversario del grave atto, su Le Monde.
Il 10 luglio 2005 viene commemorata la grave azione che non fu approfondita dall'informazione di massa con l'appostamento di una flottiglia presso la baia di Matauri, nei cui fondali giacciono ancora i resti dell'imbarcazione di Greenpeace. La Francia e la Nuova Zelanda hanno dedicato alcuni minuti di silenzio al ricordo delle vittime, mentre a Parigi è stato disegnato con i corpi dei militanti di Greenpeace un arcobaleno all'ombra della Torre Eiffel. La pace e la questione dell'ecosostenibilità , in nome del disarmo nucleare sono stati gli elementi maggiori che hanno investito la commemorazione del terribile e terroristico evento.
Dopo la caduta del Muro di Berlino e il cessare della guerra fredda la questione del disarmo è divenuta oggetto di superficiali e puramente esteriori impegni, mai concretizzati con azioni conseguenti, delle potenze mondiali, espressi in roboanti dichiarazioni presso Trattati Internazionali e bilaterali. Ancora oggi, però, vengono promosse e portate avanti dalla Francia in primis, con determinatezza e costanza, un'attività di riarmo nucleare con l'intento di una riutilizzazione dei dati emersi durante gli esperimenti nucleari condotti a Muroroa da parte della Francia. L'ipocrisia così espressa dalle potenze mondiali è il filo conduttore di un'azione che contraddice la buona intenzione e il pericolo di una nuova guerra nucleare e di offensive militari devastanti l'ambiente e l'umanità , il proprio futuro e l”avvenire sociale ed esistenziale.
Alla luce del 10° Anniversario della sua morte spicca con maggiore forza e determinatezza l'espressione politica e culturale derivante dall'esempio etico e civico di Alex Langer: nella sua identità valoriale traspare il primo esempio di connubio tra pacifismo ed ecologia. La solidarietà tra i popoli e la convivenza sociale per una prosperità sociale e civile della comunità internazionale non possono prescindere da un forte indirizzo nel compimento dell”impegno di garantire la ripartizione equa delle risorse, il loro riutilizzo in termini di riciclaggio e di un sistema di sviluppo che detenga come priorità assoluta la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema. Il disarmo nucleare è precondizione per avviare un processo forte che sia indirizzato a costruire una nazione mondiale di popoli e di cittadine e di cittadini che siano uniti dal principio di solidarismo e di pacifica convivenza.
L'esempio di Pereira e il ricordo di Langer combaciano nel riportare con forza e determinazione un impegno etico e politico, che ponga come questione prioritaria la messa al bando di qualsiasi armamento che possa essere seria minaccia alla sopravvivenza e all'esistenza delle persone nella totale garanzia di una prevaricazione delle superpotenze sugli altri popoli per interessi di dominio startegico e di imperialistica depredazione delle risorse naturali, ricchezze primarie di un popolo autodeterminato.
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