Appare sempre piu' vicina la soluzione del conflitto che taglia in due la Costa d'Avorio. Il paese dell'Africa occidentale e' infatti spezzato da una linea che separa le forze dei governativi del sud e quelle dei ribelli del nord. Questa linea del cessate il fuoco e' vigilata dall'Onu e dalle forze francesi. A Pretoria i leader delle due parti si sono accordati per avviare il disarmo delle milizie a partire dalla fine di giugno in modo da poter celebrare elezioni democratiche il prossimo 30 ottobre e riunificare il paese. Tuttavia lo scoppio di violenti disordini nella zona occidentale, vicino alla linea di demarcazione fanno temere che la prospettiva della guerra civile non sia ancora del tutto scongiurata. dall'inizio di giugno oltre 60 persone hanno perso la vita negli scontri tra etnie rivali. 15.000 profughi hanno trovato rifugio tra le mura della missione salesiana di Douake'.
Si tratta di un episodio sporadico oppure forti interessi nazionali e/o stranieri soffiano sul fuoco per riaccendere il conflitto?
Abbiamo rivolto questa domanda a:
Lucio Caracciolo
(rivista di geopolitica Limes)
Mariano Benni
(agenzia missionaria di notizia – Misna)
Massimo Alberizzi
(inviato del Corriere della sera)
Konan Bédié
(ex presidente Costa d'Avorio)
Aminata Traore'
(ex ministro della cultura del Mali)
Limes – Rivista italiana di geopolitica
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