Clima rovente nel paese latinoamericano. La figura più
autorevole della Chiesa locale critica il governo del presidente Chavez, che replica in modo durissmo, invocando l'intervento del papa. L'ultima provocazione dell'uomo forte di Caracas.
[Articolo di Mattia Bianchi 19/07/2005]
CARACAS – Muro contro muro tra il presidente del Venezuela Hugo Chavez e il cardinale Rosalio Castillo, una delle figure eminenti della Chiesa locale. Al centro del contendere, un'intervista del porporato su politica e governo, a cui il presidente ha reagito con parole grosse, durante Salve, presidente, il programma settimanale che conduce in radio. Castillo è un bandito, immorale e golpista, ha detto Chavez. L'unica sua colpa? Avere esortato la popolazione a disconoscere il governo, rovesciarlo e a non avallare un processo elettorale farsa. Lei è una farsa, cardinale bandito, ruffiano dei governi corrotti del passato!», ha sentenziato l'uomo forte di Caracas come se avesse il prelato davanti a sè. Nell'intervista pubblicata domenica dal giornale 'El Universal', il cardinale, già presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e della Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano, aveva affermato che il governo Chavez è il più nefasto che il Paese abbia mai avuto e che dietro la patina di democrazia si nasconde la dittatura. Sono convinto, continua Castillo – che nel Paese vi sia una dittatura; una dittatura intesa come esercizio dispotico e arbitrario del potere concentrato nelle mani di una singola persona.
Il porporato, a nome della Conferenza episcopale venezuelana, non si è fermato qui e, richiamandosi all'articolo 350 della Costituzione, ha detto che il popolo venezualano, fedele alle sue tradizioni repubblicane e alla sua lotta per l'indipendenza, la pace e la libertà , deve disconoscere qualsiasi regime, legislazione o autorità contraria ai valori, ai principi alla garanzie democratiche e al rispetto dei diritti umani. Le azioni del governo, ha assicurato il cardinale, violano tutti questi presupposti. Poi l'anatema contro il presidente: Possa soffrire le frustate di Cristo per tradimento. Infine, un commento amaro: àˆ con questi banditi che il Vaticano ci chiede di intrattenere buone relazioni?. La risposta di Chavez, da cattolico praticante che vanta di avere convertito al crisianesimo anche il leader cubano Fidel Castro: Il papa deve sapere tutto questo. Che Dio perdoni il cardinale e che il diavolo lo accolga.
Giudizi durissimi che aprono un nuovo fronte con la Chiesa: una scelta azzardata dalle conseguenze imprevedibili. Dal Vaticano, non è arrivata nessuna reazione, ma i vescovi del paese hanno espresso la loro solidarietà al cardinale Castillo. “Il presidente deve capire il ruolo che ricopre e dovrebbe sapere come comportarsi, ha detto monsignor Roberto Luckert, arcivescovo di Coro, alla TV Globovision. Chavez dovrebbe dare un esempio di rispetto se vuole essere rispettato . L'incidente è l'ultimo scontro tra il nazionalismo del presidente che dice di seguire Cristo con le sue politiche socialiste e gli esponenti della Chiesa. Molti vescovi lo accusano di voler costruire un sistema comunista filocubano. Chavez rinfaccia ai prelati di essere alleati ai ricchi contro di lui. E lo scontro continua…
Be the first to comment on "Scontro in Venezuela. Il card. Castillo: Chavez è un dittatore"