Cento milioni per mandarli via. Solo 1 clandestino su 2 torna a casa.
Il punto è questo: spendiamo cento milioni di euro l”anno per trattenerli. Ogni clandestino ospite di un centro di permanenza temporanea costa in media settanta euro al giorno, ma poi solo uno su due sale sul volo che lo riporta nel suo Paese.
Lo scopo della permanenza nei cpt – che per alcuni è una prigionia e per altri un soggiorno – è quello di dare alle autorità italiane il tempo di accertare l”identità e la provenienza dello straniero. Stabilire se ha diritto all”asilo politico e, se non è così, accompagnarlo finella sua terra d”origine. Questo viaggio di ritorno lo fa solo uno su due. Gli altri tornano clandestini, tornano a essere facce senza nome che si nascondono fino al prossimo controllo della polizia.
Per la legge italiana semplicemente non esistono e, quindi, non hanno diritto a fermarsi nel nostro Paese. Dai dati del Ministero dell”interno elaborati dalla Corte dei conti emerge che nei primi nove mesi deI 2004 su 11.883 irregolari trattenuti nei centri di permanenza solo 5.688 (il 48 per cento) sono stati effettivamente rimpatriati. Degli altri, 2.919 sono stati dimessi per scadenza dei termini di legge (i sessanta giorni), tremila per «altre cause»», 232 si sono allontanati «arbitrariamente». Nel 2003 su 14 mila ospiti dei ctp solo 6.830 (il 48 percento) hanno lasciato il nostro Paese e l”anno precedente su 18mila trattenuti il 34 per cento ha dovuto rinunciare al sogno del Belpaese.
L”anno scorso per riportare a casa gli extracomunitari entrati clandestinamente sono stati investiti 12,4 milioni di euro, altri 63 mila sono stati spesi per servire i pasti a bordo degli aerei e 299 mila per trasportare gli immigrati nelle questure o nei cpt.Molti degli stranieri che non rispettano l”ordine di lasciare l”Italia, nella maggior parte dei casi vanno a ingrossare le fila della criminalità organizzata: chi non ha i documenti diventa una ghiotta preda della malavita. Secondo il ministro dell”Interno Beppe Pisanu in alcune regioni l”incidenza dei reati attribuiti ai clandestini supera il cinquanta per cento del totale dei reati scoperti. Solo l”anno scorso sono stati arrestati o denuniciati 237 mila stranieri irregolari. Intanto continuano ad approdare sulle nostre coste.
Solo nell' ultimo fine settimana ci sono stati due sbarchi di clandestini a Lampedusa ben trecento persone sono giunte dal Pakistan, dal Sudan e dalU Eritrea», la denuncia arriva dal responsabile nazionale del terzo settore della Margherita, Donna Bianchi che aggiunge: «Settanta di loro sono stati trasferiti nel centro di accoglienza. Ieri sono sbarcati in cinquanta lungo il litorale di Gela: nessun sono stati trasferiti al centro di permanenza temporanea di Caltanissetta. Al Sud alcune strutture sono già al collasso.«Le condizioni del centro di permanenza temporanea di Crotone sono sempre più difficili. Continuare a caricare il Sant' Anna con nuovi arrivi significa esasperare le difficoltà della struttura che già ospita un numero di clandestini di molto superiore alle sue reali possibilità ». Una parte dell”opposizione sostiene che ai costi elevati per la gestione di questi centri non corrispondono servizi adeguati, che nelle strutture gli irregolari vengono trattati come detenuti anche se non hanno commesso alcun reato.
In questo senso il rapporto di Medici senza Frontiere presentato nel gennaio dcl 2004 è diventato quasi una bibbia. In duecento pagine l”organizzazione umanitaria mette sotto esame tutti i centri. «Il sistema ha mostrato le sue carenze a prescindere dall”ente gestore, dalle condizioni delLa struttura o dalla professionalità degli operatori», scrivono nel rapporto Medici senza Frontiere che lamentano anche l”assenza di procedure uniformi per l”assunzione e la gestione del personale. «Inoltre – aggiungono – le convenzioni strette tra ente gestore e singole prefetture non tengono in debita considerazione il livello di esperienza dell”organizzazione nel campo dell”immigrazione». Da una parte ci sono i costi dei centri di permanenza con le strane differenze di tariffe, dall”altra ci sono le entrate legate alle procedure di regolarizzazione: nel 2003 nelle casse dello Stato sono entrati 35O milioni di euro. Enorme anche il flusso di denaro che dall”Italia parte per raggiungere i familiari di tutti gli extracomunitari che lavorano da noi: oltre due miliardi di euro nel 2004, dieci volte di più rispetto al 1995.
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