Nelle scorse settimane, si sono avvicendati sui media vari annunci e articoli (alcuni ripresi anche da Criticamente) secondo i quali sarebbe possibile utilizzare l'olio di colza (addirittura quello del supermercato) per fare il pieno alle auto diesel. Premettendo che tale pratica è comunque illegale (si evade il pagamento delle accise sui carburanti), si riportano di seguito alcune informazioni e approfondimenti “scientifici” su quali siano le reali conseguenze su consumi, usura del motore e rispetto dell'ambiente (a cura della Redazione).
Secondo il CTI (Comitato Termotecnico Italiano), in un dossier redatto con il patrocinio della Regione Lombardia (cfr. https://www.cti2000.it/virt/cti2000/Headbio.htm), l'olio di colza, di girasole o soia NON andrebbe bene come combustibile al posto del gasolio nei motori diesel. Questo olio è infatti pieno di impurità e non possiede le caratteristiche di densità , viscosità ed infiammabilità del gasolio. Può succedere ad esempio che in inverno l'olio diventi troppo viscoso, oppure che vengano lasciati troppi residui carboniosi nella camera di scoppio a causa di una non perfetta combustione. L'olio esterificato (biodiesel) “somiglia” invece molto bene al gasolio tradizionale ed in più non contiene zolfo, è più stabile fisicamente e contiene una certa percentuale di ossigeno che migliora la combustione, dando luogo a gas di scarico privi parzialmente delle famigerate PM10 e PM20.
Da sottolineare l'interessante esperienza – fatta a Bologna da Comune e Provincia – di sperimentazione sui carburanti alternativi, “secretata” a suo tempo dal Ministero dell'Ambiente e pubblicata (nonostante tutto e per dovere di trasparenza) dalla Provincia di Bologna e dal Comune di Bologna nella propria “Valutazione sulla Qualità dell'Aria 2002” (datata settembre 2003). Le conclusioni sono sorprendenti:
BIODIESEL
* calo di prestazioni con conseguente aumento dei consumi di circa 5-8%;
* non si rilevano anomalie motoristiche;
* aumento delle concentrazioni di PM10 osservate;
* stabilità delle concentrazioni di PTS;
* arricchimento in massa delle frazioni di PM10 inferiori a 2 µm;
* contenuto di IPA di circa 2 volte quello del gasolio;
* aumento delle concentrazioni di ossidi di azoto;
* fattore di tossicità complessivo del PM10 pari a circa 2 volte quello del gasolio.
L'indirizzo dove poter scaricare la relazione:
http://www.provincia.bologna.it/ambiente/pdf_pubblicazioni/qualita_aria/appendice_colophon.pdf
Molto diversi invece – e su molti aspetti addirittura specularmente opposti – i risultati presentati nel dossier redatto dal gruppo Amici del biodisel:
http://www.amicidelbiodiesel.org/documenti/ProgettoBiodiesel0603.pdf
Insomma, difficile riuscire a fare chiarezza su questo tema così importante.
Intanto, altre considerazioni e riflessioni sono disponibili in un articolo pubblicato di recente su Zeusnews:
Olio di colza nei diesel, chi lo usa è fritto
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