Italia a rischio di catastrofe nucleare

Un recente rapporto del NRDC (National Resource Defence Council) di Washington ha sorpreso la comunità internazionale, rivelando per la prima volta il numero preciso e la localizzazione di 480 armi atomiche americane presenti nelle basi Usa in Europa. 90 di queste in Italia, nelle basi di Ghedi e Aviano. Reporter Associati ha intervistato in esclusiva Hans Kristensen, autore del rapporto che tanti timori ha destato nella opinione pubblica italiana e dei paesi dell”Unione Europea [Gianluigi Corbani].


La sorpresa del contenuto del Rapporto non si limita al numero (inimmaginabile…) delle testate atomiche presenti nelle basi Usa in Italia e in Europa (superiore all”intero arsenale nucleare cinese, per esempio), ma aumenta nell”apprendere che circa un terzo di questo arsenale atomico è destinato per la sua gestione e manutenzione, in base ad accordi segreti, alle Areonautiche Militari dei paesi ospitanti.

Si tratta di paesi che, come nel caso dell”Italia, non dispongono di tecnologia militare nucleare propria, ma anzi ripudiano esplicitamente nella loro legislazione l”uso di qualsiasi tipo di tecnologia nucleare.

Hans Kristensen, esperto e studioso delle armi non convenzionali, con l”aiuto mirato del Freedom of Information Act (FOIA, la legge degli Stati Uniti che concede la posibilità di desecretare documenti concernenti la sicurezza nazionale e internazionale) è riuscito ad avere accesso ad un numero significativo di files segreti del governo americano e della NATO.

Abbiamo posto a Hans Kristensen tutta una serie di domande per conoscere quanto sia legale oltre che legittima la presenza delle 480 testate nucleari in Italia e in Europa e sulla sicurezza delle popolazioni che vivono nei pressi delle basi che ospitano le armi atomiche.

Perché, gli chiediamo, dovremmo fidarci a occhi chiusi del suo rapporto e non tenere in considerazione le smentite (peraltro imbarazzate…) provenienti dalle cancellerie dell”Unione Europea e dalla NATO?

 La differenza – ci ha risposto Kristensen – è che per la prima volta ho avuto accesso a documenti che erano classificati top secret e quindi non accessibili. Ma una volta aperti neppure smentibili. Tutti i numeri delle testate nucleari che circolavano fino ad oggi erano frutto di stime e chiacchere tra studiosi. Cifre approssimative ricavate da note uficiali fornite dalla NATO e del governo di Washington”.

“Questo rapporto, del quale ho diretto il team di redazione, per la prima volta, proprio grazie all”applicazione del Freedom of Information Act concesso dall”ex presidente Bill Clinton, è in grado di ricostruire la dislocazione delle 480 testate nucleari presenti in Europa ricavando le informazioni direttamente da documenti ufficiali, e fino a ieri segreti, che per la prima volta è stato possibile consultare. Quello che posso garantire è che il rapporto contiene la valutazione più accurata mai resa disponibile. Basata su fonti certe. Inoppugnabili.

…l'intervista continua su http://www.reporterassociati.org/index.php?option=news&task=viewarticle&sid=6142

Be the first to comment on "Italia a rischio di catastrofe nucleare"

Leave a comment