La Chiesa italiana tace sulla guerra ed è tiepida sul militarismo; è ora che “dica 'basta'! agli uomini di Chiesa, che chiamano 'beati operatori di pace' ragazzi, personalmente innocenti, ma che muoiono con in pugno le armi della minaccia”. à ˆ duro il vescovo di Caserta, mons. Raffaele Nogaro, nell'esprimere il suo personale disagio e denunciare i silenzi e le omissioni della Chiesa in tema di guerra e di pace [Adista].
L'occasione glie la offre la 26.ma Giornata della Vita, domenica 6 febbraio: in un Messaggio rivolto all'intera comunità ecclesiale e civile di Caserta, mons. Nogaro sceglie di parlare di cultura della pace.
“La Chiesa italiana sembra tollerare certe espressioni sociali, che sono delle equivocità dissacranti”, si legge nel Messaggio. “Dovrebbe farsi vanto dei 'pacifisti', che non sono certo dei Ponzio Pilato e quantomeno amici dei terroristi, ma persone coraggiose capaci di dare un segnale genuino che i 'sentieri di Isaia', i sentieri della pace universale, si stanno aprendo. Dovrà chiarire che Francesco è eminentemente uomo di pace, anche se un politico, in un discorso ad Assisi, lo vuole un crociato militante”, con chiaro riferimento al vicepremier Gianfranco Fini che, nel suo “Messaggio agli italiani” dello scorso 4 ottobre – festa di san Francesco d'Assisi -, ridimensionò fino quasi a negare il pacifismo del fondatore dei francescani (v. Adista n. 71/04).
“La Chiesa – prosegue mons. Nogaro – non può permettere che il valore supremo della pace e la cultura della pace vengano catturati e snaturati da logiche di potere”.
Il testo integrale del Messaggio è disponibile su: http://www.adista.it/numeri/adista05/adi13/adi13-3.htm
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