à ¢â‚¬Å“Un Paese immobile, che si lascia trascinare dalle congiunture internazionali senza saper immaginare la strada del suo sviluppo futuro. Un Paese ricco di individualismi, con unà ¢â‚¬â„¢alta qualità ƒ della vita e unà ¢â‚¬â„¢ottima speranza di vita, ma che non riesce a darsi un progetto ed una speranza comune per il futuro.à ¢â‚¬? (RSINews)
Cosà ƒÂ¬ la presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, Anna Maria Artoni, ha illustrato la fotografia derivante dalla à ¢â‚¬Å“continua vittoria della tattica sulla politicaà ¢â‚¬?, in apertura del convegno annuale, svoltosi a Capri là ¢â‚¬â„¢1 e 2 ottobre, dove ha illustrato le tesi dei giovani imprenditori, intitolate à ¢â‚¬Å“Riforme in cerca dà ¢â‚¬â„¢autore: la sfida della trasparenza contro la à ¢â‚¬Ëœtrappola del consensoà ¢â‚¬â„¢à ¢â‚¬?.
Secondo Artoni, à ¢â‚¬Å“la crisi delle classi dirigenti si puà ƒÂ² sintetizzare con la felice intuizione di Pierluigi Celli: siamo in una fase storica in cui nessuno si sente più in debito verso nessun altroà ¢â‚¬?. Per questo, à ¢â‚¬Å“la realizzazione di un codice etico dei gruppi dirigenti sarebbe un segnale importante della leadership del Paese nei confronti della società ƒ : un gesto di responsabilità ƒ , là ¢â‚¬â„¢assunzione di un impegno di trasparenzaà ¢â‚¬?.
Per i giovani imprenditori, à ¢â‚¬Å“è necessario fondare un nuovo à ¢â‚¬Ëœcontratto socialeà ¢â‚¬â„¢, una nuova declinazione dei diritti e dei doveri basata sul merito, sulla cultura della responsabilità ƒ sociale, sulla capacità ƒ di premiare chi ha il coraggio di rischiareà ¢â‚¬?.
à ¢â‚¬Å“Il rapporto di fiducia tra ceti dirigenti e cittadini si puà ƒÂ² ricostruire solo lanciando una grande ambiziosa sfidaà ¢â‚¬?, sostengono i giovani di Confindustria. à ¢â‚¬Å“Là ¢â‚¬â„¢etica della trasparenza deve diventare il faro di strategie e comportamenti della politica, delle amministrazioni e delle imprese. Non è solo un imperativo morale. Eà ¢â‚¬â„¢ là ¢â‚¬â„¢unica strada possibile per garantire un futuro allà ¢â‚¬â„¢Italia. Eà ¢â‚¬â„¢ là ¢â‚¬â„¢unica scossa che attende il nostro Paese.à ¢â‚¬?
Artoni ha chiesto al mondo politico un segnale forte per restituire fiducia ai cittadini, sottolineando l'urgenza di à ¢â‚¬Å“approvare una grande riforma di sistema del risparmio, per dare finalmente ai risparmiatori e ai mercati internazionali quella risposta che attendono dopo gli scandali Parmalat e Cirio.
à ¢â‚¬Å“Siamo in colpevole ritardo: gli Stati Uniti e numerosi Paesi europei hanno reagito agli scandali potenziando le istituzioni di vigilanza o rafforzando i codici di corporate governance. In Italia, invece, sono trascorsi quasi due anni dallo scandalo Cirio. Non cà ¢â‚¬â„¢è stata alcuna reazione legislativa. E i mercati, a differenza delle opinioni pubbliche, non dimenticanoà ¢â‚¬?.
à ¢â‚¬Å“Senza indulgere negli eccessi della Salbanes-Oxley à ¢â‚¬ sostiene Artoni -, è necessario perà ƒÂ² dare segnali chiari sullà ¢â‚¬â„¢intenzione di estendere là ¢â‚¬â„¢area della legalità ƒ . Creando strumenti di difesa collettivi dei risparmiatori, come le class action. Affrontando finalmente la questione cruciale: la confusione di ruoli tra banca commerciale, servizi dà ¢â‚¬â„¢investimento, fondi comuni e gestioni patrimoniali. Unà ¢â‚¬â„¢intricata matassa di potenziali conflitti dà ¢â‚¬â„¢interesse, da cui nasce oggi il pericolo che ogni rischio sia trasferito dalle banche ai risparmiatori.à ¢â‚¬?
Artoni ha perà ƒÂ² riconosciuto che à ¢â‚¬Å“sarebbe troppo facile attribuire alla politica là ¢â‚¬â„¢intera responsabilità ƒ del deficit di fiducia e di trasparenza del ceto dirigente. Come Giovani imprenditori, come imprenditori giovani dobbiamo avere il coraggio di guardare anzitutto al nostro interno. Iniziamo a mettere in discussione Milton Friedman, là ¢â‚¬â„¢idea che là ¢â‚¬â„¢unica responsabilità ƒ sociale dellà ¢â‚¬â„¢impresa sia la creazione del profitto.
à ¢â‚¬Å“Là ¢â‚¬â„¢illusione di Friedman è quella di un mercato perfetto, che perà ƒÂ² esiste solo allà ¢â‚¬â„¢interno dei testi di scuola. Là ¢â‚¬â„¢etica non è più un lusso per le nostre imprese, perchà ƒÂ© sta diventando rapidamente una necessità ƒ economica. Oggi i mercati chiedono sempre più qualità ƒ , riconoscibilità ƒ del prodotto, trasparenza dei processi produttivi, à ¢â‚¬Ëœforza socialeà ¢â‚¬â„¢ del brand. Tutto cià ƒÂ² ci impone di rendere protagoniste le nostre imprese anche nel rapporto con la società ƒ : investendo sulla reputazione di mercato, sulla fiducia di consumatori e risparmiatori, sulla qualità ƒ del rapporto con i lavoratori.à ¢â‚¬?
Artoni ha definito à ¢â‚¬Å“clamorosoà ¢â‚¬? il caso dellà ¢â‚¬â„¢indice etico del Dow Jones, à ¢â‚¬Å“che negli ultimi anni ha registrato performance nettamente migliori rispetto agli altri indici. Allà ¢â‚¬â„¢interno dellà ¢â‚¬â„¢indice etico, inoltre, le società ƒ con performance sociali più alte hanno registrato una crescita più sostenuta e un più alto rendimento di mercato.
à ¢â‚¬Å“In Italia la responsabilità ƒ sociale dà ¢â‚¬â„¢impresa e là ¢â‚¬â„¢investimento sostenibile sono ancora, in gran parte, strade inesplorate. Non possiamo aspettare là ¢â‚¬â„¢arrivo, eventuale, di incentivi fiscali per sviluppare il ruolo sociale delle nostre imprese. Chi si incamminerà ƒ per primo, in ogni settore, riuscirà ƒ a conseguire un vantaggio competitivo e renderà ƒ la sua azienda protagonista del territorio in cui operaà ¢â‚¬?.
La presidente Artoni ha affrontato anche il tema delle delocalizzazioni, affermando che à ¢â‚¬Å“continuiamo ad attardarci in un dibattito anacronistico e inutile: delocalizzare o meno? Come Giovani imprenditori, dobbiamo avere il coraggio di rompere un tabù. Delocalizzare non è necessariamente un fatto negativo. Non possiamo illuderci che lo sviluppo delle nostre aziende possa seguire criteri ideologici. Come se fosse possibile decidere a tavolino le strategie di imprese, che per rimanere sul mercato debbono posizionarsi dove trovano i fattori produttivi alle condizioni migliori.
à ¢â‚¬Å“Per alcune tipologie di aziende spostare i luoghi di produzione è la conseguenza necessaria della globalizzazione dei mercati e delle competenze. Dobbiamo preoccuparci perà ƒÂ² di fare in modo che la delocalizzazione porti più sviluppo non solo nei Paesi di destinazione, ma anche in Italia. Basterebbe non lasciare sole le nostre imprese quando mettono la testa fuori dai recinti domestici. Organizzando uno sforzo concertato del sistema-Italia à ¢â‚¬ ambasciate, Ice, banche – perchà ƒÂ© aiuti le nostre imprese a utilizzare la delocalizzazione per conquistare i mercati di approdoà ¢â‚¬?.
Artoni ha concluso affermando che à ¢â‚¬Å“chiunque crede nel futuro del nostro Paese dovrebbe interrogarsi sul livello di etica in Italia dei comportamenti quotidiani di politici, imprenditori, amministratori. Eà ¢â‚¬â„¢ tempo di lanciare una nuova questione moraleà ¢â‚¬?.
à ¢â‚¬Å“Là ¢â‚¬â„¢etica della trasparenza è dunque la caratteristica di fondo di un nuovo ceto dirigente, capace di ricostruire il rapporto di fiducia con la società ƒ e di sfuggire alla à ¢â‚¬Ëœtrappola del consensoà ¢â‚¬â„¢. Ma dobbiamo iniziare a misurare là ¢â‚¬â„¢etica con criteri nuovi. Non possiamo più considerare etica, ad esempio, una decisione che rechi danno alle generazioni future.à ¢â‚¬?
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