“L’unica notizia che aspettavamo è arrivata. Ci sarà ƒ tempo per ricostruire, ora vogliamo solo ringraziare tutti coloro che hanno collaborato a questa meraviglioso risultato, a partire dal mondo arabo a musulmano che in tutto il mondo, ed in Iraq, si è mobilitato in modo corale.
Un ringraziamento alla società ƒ civile, alle forze politiche, alle organizzazioni religiose, alle organizzazioni della resistenza irachene”: si legge sul sito Internet di ‘Un ponte per…’, l’organizzazione non governativa per cui lavorano Simona Pari e Simona Torretta. “Un ringraziamento alla società ƒ civile e alle forze politiche italiane. Un ringraziamento ai governi, a quello italiano e a quelli dell’area. Molti sono stati partecipi seguendo la linea del dialogo e della collaborazione. Abbiamo detto all’inizio di questa vicenda che il rapimento dei nostri quattro operatori di pace era una metafora della guerra. Che in Iraq ci sono milioni di altre persone ostaggi, della guerra e della violenza, prigionieri e rapiti. Non ci scorderemo di loro, chiediamo a tutti di non scordarli. Vorremmo sperare che anche la liberazione delle margherite possa essere una metafora della fine della guerra, e dell’occupazione, che possa prevalere anche per tutti gli iracheni la linea del dialogo e che tacciano le armi”.
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