Per la pace servono più soldi e più…soldati!

La Comunitàƒ internazionale sembra sempre più impegnata a salvaguardare il processo di pace in corso nella Repubblica democratica del Congo e a garantire che non subisca battute d'arresto. Negli ultimi giorni, la Francia, da un lato, e gli Stati Uniti, dall'altro, hanno ribadito, seppur in modo diverso, il loro attaccamento al futuro del Congo.


Parigi ha fatto circolare al Consiglio di Sicurezza una bozza di risoluzione per l'invio immediato di 2 battaglioni (per un totale di quasi 1700 uomini) che andrebbero a rinforzare le file della Missione delle Nazioni Unite in Congo (nota con l'acronimo francese Monuc). Washington, invece, attraverso l'agenzia umanitaria governativa, Usaid, ha stanziato 108 milioni di dollari per la ricostruzione, ma anche per il finanziamento del programma di disarmo e reinserimento dei combattenti ancora presenti nel Paese. Il direttore esecutivo di Usaid, Andrew Netsios, ha preso personalmente l'impegno mentre si trovava in visita a Kinshasa. Dopo la capitale, Netsios si è recato a Bunia, capoluogo della provincia nord orientale dell'Ituri e cittàƒ simbolo (insieme alle altre del Sud Kivu) delle tensioni che ancora attraversano il bollente est del Paese, dove, nonostante gli accordi di pace, scontri e violenze non si sono mai realmente concluse anche se proseguono con intensitàƒ minore rispetto al passato. Proprio perchàƒÂ© l'instabilitàƒ della zona orientale del Congo non interferisca troppo col processo di pace, che vive un “momento di svolta estremamente delicato”, il Segretario Generale dell'Onu, Kofi Annan, aveva chiesto nelle scorse settimane al Consiglio di Sicurezza di raddoppiare (portandolo intorno ai 24.000) il numero dei 'caschi blu' presenti nel Paese, ai quali andrebbe anche ampliato il mandato. Dopo cinque anni di guerra, che secondo le stime più diffuse hanno provocato almeno due milioni e mezzo di morti, nel luglio del 2003 a Kinshasa si è insediato un governo di transizione di cui fanno parte anche gli ex-gruppi ribelli del Paese africano e che dovràƒ traghettare l'ex Zaire verso nuove elezioni democratiche.

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