Non è mai troppo tardi per redimersi. Nemmeno se si tratta di Nestlè. Ma gli operatori del commercio etico sono scettici sulle intenzioni della multinazionale: à‚«Un'operazione di facciata che gioca con la fiducia dei consumatorià‚».
La multinazionale più boicottata al mondo con l'accusa di riservare scarsa attenzione al sociale, infatti, sta per lanciare sul mercato del Regno Unito un caffè a marchio equo e solidale. Dal quartier generale della compagnia alimentare svizzera non sono finora pervenuti ulteriori dettagli, ma la voce non è stata nemmeno smentita. L'unica dichiarazione è che à‚«non si vogliono commentare speculazioni commercialià‚».
E sàƒÂ¬, perchàƒÂ© la clamorosa notizia ha fatto sobbalzare quanti, da sempre, si battono per un commercio equo. à‚«Nestlè – affermano le associazioni in difesa di consumi sostenibili – non puàƒÂ² cavarsela cosàƒÂ¬, lavandosi il volto con il lancio di un prodotto di commercio equo e solidale e appuntandosi al petto la medaglietta dell'impegno socialeà‚». L'obiettivo del gruppo elvetico, a dire il vero, sembra ancora una volta di tipo economico: il caffè à‚«equoà‚», infatti, nasce per rispondere a una crescente domanda dei consumatori britannici, in sostanza una moda del momento. In attesa del lancio del nuovo prodotto, comunque, giàƒ emergono le prime certezze: Nestlè non ricorreràƒ alla certificazione della Fairtrade Foundation, l'organizzazione internazionale che vidima la maggior parte dei prodotti di questo genere che vengono venduti nelle botteghe e nei supermercati e che, in Italia, è rappresentata da Trans Fair.
L'ingresso di Nestlè nell'universo dei prodotti etici è visto da molti esperti del settore in maniera negativa perchàƒÂ© la sua storia è ricca di episodi contradditori, come per esempio la massiccia distribuzione di latte in polvere nei Paesi del Sud del mondo. Il commento di Mike Brady, uno dei responsabili di Baby Milk Action, l'organizzazione no profit che lotta appunto contro l'utilizzo del latte in polvere nelle zone depresse e che da tempo tiene sotto osservazione il lavoro della multinazionale elvetica, è pesante: à‚«Nestlè – dice – prima di buttarsi in questo settore dovrebbe rivedere molte cose. Mi chiedo quali siano le sue vere intenzioni: vuole davvero dare una svolta in senso etico alle proprie strategie o sta semplicemente cercando di tenere tranquille le migliaia di consumatori che cominciano a chiedere conto dei suoi comportamenti?à‚»
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