“Lo Stato si é accorto che dare miliardi a dei serial killer come Balduccio Di Maggio può rivelarsi investimento non redditizio. I soldi indietro però non torneranno”. Lo afferrma Enzo Fragalà , componente di An in commissione Giustizia, a proposito della risposta del ministero di via Arenula alla sua interrogazione parlamentare sul pentito.
“Lo Stato é costretto ad ammettere la propria impotenza. Balduccio non ha alcuna intenzione di ridare indietro un prestito agevolato di 500 milioni di vecchie lire a tasso zero concessogli nell'aprile del 1996, oltre ai due miliardi di liquidazione dei propri stipendi ottenuti in una sola volta”.Fragalà attacca dicendo che “un anno e mezzo dopo, l'uomo che sciolse il piccolo figlio del boss Di Matteo nell'acido era di nuovo in manette”.
Il parlamentare di An ricorda come Di Maggio, “sorpreso a fare movimenti con i mafiosi della propria ex famiglia si vide revocare il programma di protezione.
Morale della favola?
Lo Stato i soldi li vedrà solo con il binocolo dato che Di Maggio da buon delinquente che non fu mai ex, ha fatto sparire tutto, compresi i passaggi con cui ha fatto comprare da prestanomela casa che lo stato gli ha regalato, e adesso il suo caso può essere classificato tra le “sofferenze dell'Antimafia”
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