Caratteristica di ogni bene, al fine dello scambio, è avere un valore d'uso. Il denaro ha invece solo valore di scambio senza alcun valore d'uso. La sua funzione risiede esclusivamente nello scambio essendo per sua natura un “intermediario”.
[di Matteo Toniato e Nicola Furini]
Denaro “astratto” dalla realtà ƒ
Il fatto che, ormai da 35 anni la circolazione monetaria sia stata completamente distolta da qualsiasi legame reale con i beni che essa dovrebbe rappresentare ha innescato gravi fenomeni di crisi sociali e istituzionali ma, cià ƒÂ² che più ci interessa, ha del tutto spersonalizzato ogni rapporto e valore umano.
I trasferimenti monetari più consistenti ormai si svolgono solo nella realtà ƒ virtuale ed è questa invisibilità ƒ del denaro (favorita anche dal segreto bancario) che incoraggia ad abbandonare ogni scrupolo nel tentativo di accumularne sempre di più. Cià ƒÂ² che conta in questo tipo di sistema è infatti l'accumulazione, la quantità ƒ di denaro che deve sempre crescere. In questo senso è significativo ricordare cià ƒÂ² che il prof. Massimo Amato dell'Università ƒ Bocconi di Milano ha sottolineato nel suo intervento al convegno sulle monete locali/alternative, tenuto a Firenze nell'ambito della rassegna Terra Futura: “La moneta è sociale (cioè favorevole all'uomo n.d.r.) quando tende a sparire e non ad essere accumulata”. In altro modo, ma sempre con la stessa valenza, si era espressa poco prima Margrit Kennedy rappresentante della Money Network Alliance dicendo che: “questo sistema del denaro e la democrazia non sono compatibili, o l'uno o l'altro”. La distorsione fondamentale legata all'uso del denaro risiede nel tasso di interesse, che è figlio della moneta accumulata e della sua logica disintegrante di qualsiasi legame col reale.
Giunti a questo punto, per individuare valide alternative, non dobbiamo inventarci alcunchà ƒÂ© ma solo prendere in considerazione riflessioni ed esperienze che ci hanno preceduto nel tempo o che sono tuttora in via di sperimentazione.
Denaro: bene “sociale”
E' evidente che il denaro, quale strumento sociale, è un bene pubblico e la sua proprietà ƒ dovrebbe corrispondere ai principi enunciati nell'art. 42 della nostra Costituzione secondo cui la legge assicura la “funzione sociale” della proprietà ƒ . Tuttavia è lecito, da parte nostra, nutrire qualche dubbio in merito all'attuazione di questo principio in quanto non staremmo qui, oggi, a vedere continuamente depauperato il valore del nostro lavoro e tagliati i fondi a sostegno della sanità ƒ , della scuola o della famiglia per fare cassa e far fronte ad un debito che sembra essere pubblico solo perchà ƒÂ© viene scaricato sulle spalle di tutti.
Ma se il debito è “pubblico” perchà ƒÂ© non lo è anche il denaro e il potere di spenderlo per lo scopo che più ci aggrada? In realtà ƒ la Banca centrale è una SpA con scopo di profitto e il suo governatore è l'organo, eletto pressochà ƒÂ© a vita, che determina le politiche monetarie legate al costo del denaro e all'accesso al credito che poi vanno ad incidere direttamente sulle politiche economiche e sociali dello Stato, cioè su noi tutti. Le continue diatribe fra il Ministero dell'Economia e delle Finanze e il governatore della Banca d'Italia ci confermano questo dato. Se il potere del denaro appartenesse ai nostri rappresentanti politici che bisogno avrebbero costoro di chiedere sempre il permesso alla banca centrale prima di intervenire in ogni senso?
Per tali ragioni sono stati elaborati progetti e proposte come il reddito di cittadinanza, le monete locali, in cui i soldi sono usati solo come mezzo di cambio e non da riserva di valore, anzi, essi si svalutano col passare del tempo cosicchà ƒÂ© più se ne trattengono più carta “marcia” si accumula.
Ma vediamo qualche esempio:
Hureai Kippu: in Giappone, centinaia di organizzazioni non-profit hanno introdotto nel 1993 l'Hureai Kippu (letteralmente “biglietti di assistenza comunitaria”) per affrontare il problema dell'invecchiamento della popolazione. Si tratta di una moneta complementare allo yen, la cui unità ƒ di conto è l'ora di servizio. Chi fornisce il servizio agli anziani accumula crediti in uno speciale conto di risparmio di tempo sanitario da cui puà ƒÂ² attingere quando ritiene di averne bisogno (quando diventa vecchio a sua volta, ma anche prima). Tali crediti vanno ad integrare il normale programma di assistenza sanitaria finanziato in yen.
Ithaca: anche New York, capitale della finanza mondiale, ha un sistema complementare (al dollaro). Gli “Hours of lthaca” vengono impiegati per pagare il lavoro prestato reciprocamente a livello locale: si rafforzano cosà ƒÂ¬ gli scambi comunitari e si espande un commercio più confacente all'attenzione per l'ecologia e la giustizia sociale. La gente paga l'affitto con gli Hours, i migliori ristoranti in città ƒ li accettano, cosà ƒÂ¬ come i cinema, i bowling, negozi, etc.
Il circolo Wir: il circolo economico Wir, organizzato in forma di cooperativa, è stato fondato a Zurigo nel 1934, in seguito alla cattiva situazione economica di quel periodo. Facendo propria la teoria dell'economia libera di Silvius Gesell, si voleva cercare di rimediare allà ¢â‚¬â„¢insufficiente disponibilità ƒ di denaro e all'alterazione subita dalla circolazione monetaria a seguito della spiccata tendenza alla tesaurizzazione del denaro. Per evitare questo tipo di accumulo, Gesell riteneva che il denaro dovrebbe essere libero da interessi. E infatti il credito Wir, senza interessi, aumentà ƒÂ² il potere d'acquisto e contribuà ƒÂ¬ a stimolare la circolazione di beni. Il Wir crebbe ad un tasso impressionante, pur attraversando periodi di alti e bassi. Dal 1980 al 1991 il giro d'affari è cresciuto da 250 milioni a oltre 2 miliardi di franchi, poi stabilizzandosi.
La moneta-merce del Sistema Lets: ideato negli anni 70 per ridare lavoro ai licenziati di una base aerea, il sistema Lets è uno degli esempi più noti e collaudati di denaro complementare. Pur non essendo legati ad alcuna merce, i Local Exchange Trading System (Lets) sono l'equivalente moderno della moneta-merce. Il principio è semplice: si accende un conto in capo a ciascun aderente al sistema; oggetto degli scambi sono beni, servizi e saperi (ad esempio: ore di consulenze), e tramite un supporto informatico si contabilizzano tutti gli scambi del sistema in prestazioni orarie (Community Exchange) oppure tramite una moneta locale complementare a quella di corso legale. All'avvio ognuno ha un saldo nullo sul proprio conto. Gli aderenti creano potere d'acquisto a proprio vantaggio accendendo debiti: chi effettua il primo pagamento va in rosso, chi lo riceve viene accreditato dell'equivalente monetario del servigio reso.
I Sel francesi: i Système d'Echange Local (Sel) sono la versione francofona dei Lets inglesi, ma hanno la caratteristica di mettere al centro la convivialità ƒ : gli aderenti si incontrano a cadenze fisse nei caffè, nelle librerie o negli altri luoghi deputati ove intessono relazioni sociali, scambiando, donando e ricevendo beni, servizi, emozioni. Decisivo è l'elemento formativo: non a caso sono definiti “sistemi di educazione locale, e sono fondati sull'autoresponsabilità ƒ e sul controllo reciproco. Prima di essere un sistema economico complementare, il Sel è dunque un luogo d'incontro di libertà ƒ e di parola.
Banca del Tempo: affermatasi nel corso degli anni novanta, il modello Banca del tempo si caratterizza per la pratica dello scambio di beni e servizi su base personale e locale, senza intermediazione monetaria, in un clima conviviale che fa riscoprire concretamente il valore del legame sociale.
Club de trueque: reti di scambio di merci e di servizi, molto diffuse in America latina, che usano una moneta alternativa denominata “credito”. Questa rete, che propone una sorta di edizione moderna del baratto, coinvolge diversi milioni di persone.
LCC (Local Capital Circuits): sistema sviluppato dalla Fondazione olandese Strohalm che si configura come una rete di scambio che unisce consumatori e aziende. Le transazioni commerciali avvengono tramite lo scambio di merci o servizi in base ad “unità ƒ di scambio”. L'idea dietro LLC è che tutte le transazioni avvengano in un cerchio interno, fuori del sistema monetario reale e senza interesse aggiunto. LLC rappresenta una specie di combinazione tra un LETS e un sistema di baratto di tipo Bartersystem (scambi fra imprese).
Eco-Aspromonte: è una moneta locale nata per sostenere le attività ƒ dellà ¢â‚¬â„¢omonimo Parco e rilanciare l'economia di una zona economicamente depressa come l'Aspromonte. Si tratta di una moneta vera e propria, coniata dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che convive con l'Euro. Il valore di scambio e' fissato a 1 Euro = 1 Eco-Aspromonte, e i tagli sono quattro da 1, 2, 5 e 10 Eco-Aspromonte pagabili a vista al portatore. Tutte le banconote hanno una scadenza che impedisce l'accumulo di moneta inoperosa e dunque evita la funzione della cosiddetta “riserva di valore”. Entro la scadenza, il possessore delle banconote Eco-Aspromonte ha diritto a convertirle in Euro presso i centri abilitati.
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