Esempio da applicare con facilità anche in Italia. Rapido anche da andare a verificare di persona.
Dal libro Atti contro natura di Antonio Cianciullo: Per trovare un”alternativa non bisogna andare molto lontano né rivolgersi a gruppi di eremiti. Nel 1990, mentre alcune città italiane, scartata la possibilità di far guidare i biondi nei giorni pari e i bruni nei dispari, optavano per le targhe alterne, in una casa di Zurigo si brindava al sorpasso…
Tratto da: VeraDemocrazia
A stappare la bottiglia era Willi Husler, un urbanista che sembra uscito da una comune berlinese, appena graziato dall”esercito svizzero che gli aveva condonato l”ultima quota di servizio militare. E il sorpasso che si festeggiava era quello delle tessere del tram sui libretti di circolazione delle auto. La capitale del trasporto pubblico realizzato è Zurigo, la città dei banchieri, la cassaforte d”Europa. E” qui che nei tram tutte le mattine si assiste al meticoloso sfoglio dei giornali economici e, nelle serate in cui il teatro dell”opera è aperto, si sente un gran frusciare di sete e di rasi. Per capire che lo status symbol non è più la Rolls ma la tessera dell”autobus basta passeggiare per la Bahnhofstrasse, la via delle grandi banche lastricata come una chiesa e rigorosamente riservata a tram e pedoni; oppure girovagare tra le aiuole di quelli che un tempo furono parcheggi, fermandosi a curiosare alle fermate degli autobus trasformate in salotti. Il centro di Zurigo è fisicamente occupato dalle rotaie e le macchine sono costrette ad affacciarsi con cautela, a bussare agli incroci chiedendo permesso, a insinuarsi con prudenza in mezzo al flusso dominante dei mezzi pubblici. Il tram non è una moda o un sacrificio accettato in nome della salvaguardia ambientale. E” un vantaggio concreto a cui nessuno è disposto a rinunciare. Il perché lo spiega Husler, che è stato uno dei registi della mutazione che ha reso l”auto in città un oggetto superato. Il primo segreto del miracolo Zurigo è nell”orgoglio di bandiera che ha fatto del bianco-azzurro dipinto sulle fiancate dei tram il simbolo della riscossa cittadina: Dove arriviamo noi Zurigo vive, proclamano con orgoglio i dirigenti del servizio pubblico. E questo già segna una differenza rispetto all”Italia perché una pubblicità del genere a Roma o a Napoli susciterebbe commenti salaci. Il secondo segreto è in una capacità di vendita del prodotto da multinazionale. Mentre in Italia si fanno acrobazie pur di smerciare un viaggio alle Mauritius ma lo spostamento casa-ufficio viene considerato alla stregua di un trasporto merci, l”azienda municipalizzata di Zurigo ha puntato su un marketing molto aggressivo per convincere le varie fasce di pubblico: i dipendenti delle banche, le signore che fanno shopping, i giovani. A forza di concerti rock, accordi aziendali, sconti nei negozi, il partito degli automobilisti è finito in minoranza. Il terzo segreto è la qualità dell”offerta: in ogni punto della città si può raggiungere una fermata dell”autobus o del tram in cinque minuti e, nelle ore di punta, l”attesa media è tre-quattro minuti. A tutto ciò si è arrivati dopo un referendum in cui, secondo il metro di giudizio italiano, è stata sconfitta la posizione ecologista. Nel 1973 Zurigo ha scelto di rinunciare all”underground e di destinare all”ammodernamento del trasporto di superficie i duecento miliardi di lire disponibili. Gli svizzeri non avevano voglia di scendere sottoterra per lasciare il sole alle macchine e hanno preferito optare per un massiccio investimento in elettronica. Una nuova centralina, collegata a una rete di sensori dislocati negli incroci chiave, permette una continua fotografia in tempo reale del traffico. In base a queste informazioni si regolano i semafori e si inviano altri mezzi a colmare un eventuale buco tra due tram in modo da assicurare in ogni caso il rispetto degli orari stabiliti. Il progetto ora è di allargare questo sistema a tutta la Svizzera permettendo di fare a meno dell”orario ferroviario: ci sarà un tram ogni cinque minuti nell”area urbana, un treno ogni quarto d”ora per collegare i centri di media grandezza, un intercity ogni mezz”ora tra le maggiori città . Il nuovo piano prevede di mantenere un vantaggio rispetto all”auto anche dal punto di vista economico: già oggi la tessera dell”intera rete pubblica (dal tram al battello) costa quanto un garage in una grande città e una famiglia di quattro persone paga meno del costo di due abbonamenti singoli. Un”alternativa ecologica è possibile. Se si impara a cercare.
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