La repubblica celebre per i domini Tv è la prima nazione del pianeta
Terra cancellata dall'effetto serra.
La repubblica di Tuvalu e' costituita da una dozzina di atolli corallini piu' o meno a mezza strada fra le Hawaii e l'Australia. E' conosciuta soprattutto perche' il suo suffisso internet e' .tv, percui se ti registri a Tuvalu, avrai roba come www.new.tv, www.film.tv, www.my.tv, e cosi' via: facile da ricordare, perfetto come immagine e senza “com”.
Articolo di Riccardo Orioles
[Fonte:ZEUS News ]
Un paio d'anni fa c'e' sbarcato un imprenditore americano, certo Garth Miller, e ha fatto un po' di soldi accordandosi col governo locale e rivendendo in America un po' di questi nomi di dominii. Poi non se n'e' parlato piu', e onestamente non esistono molte ragioni per cui ci si debba occupare di dodici isolotti con circa quindicimila esseri umani, cani e gatti compresi.
Tuvalu tuttavia e' entrata nella storia del pianeta, e temiamo che ci restera' molto a lungo, il 19 febbraio alle ore venti locali. A quell'ora una serie di ondate anomale hanno ricoperto tutte le isole, e le hanno tenute sott'acqua per piu' di un'ora.
Poi l'oceano si e' lentamente ritirato (i tetti delle automobili, i finestrini, e finalmente le ruote) e nel giro di ventiquattr'ore la situazione e' tornata piu' o meno normale. Non ci sono state vittime perche' le autorita', avvertite dai metereologi, avevano provveduto in tempo a far mettere la gente al sicuro nei piani alti.
Per quell'ora tuttavia, l'intera repubblica ha vissuto appena sopra il pelo dell'acqua. E' la prima nazione del pianeta Terra cancellata, sia pur provvisoriamente, dall'effetto serra.
Le isole del Pacifico, secondo i primi navigatori (Bouganville, Cook) erano una specie di paradiso terrestre abitato da felici indigeni che non facevano altro che mangiare, prendere il sole e fare l'amore tutto il giorno (e la notte). I marinai occidentali hanno portato loro la sifilide. I missionari, la posizione del missionario. I governi, i gendarmi, gli hamburger e le guerre.
Tutto questo per dire che se una fine del mondo ha da esserci, pare tristemente appropriato che debba cominciare proprio la'.
AUSTRALIA: BARRIERA CORALLINA SCOMPARIRA' ENTRO 50 ANNI
La Grande barriera corallina australiana, la piu' grande e preziosa 'riserva' di coralli del mondo, scomparira' quasi del tutto entro il 2050, e sara' perduta per sempre entro il 2100 se non si interverra' sul progressivo riscaldamento del pianeta, di cui e' responsabile l'effetto serra. L'avvertimento e' in uno studio durato due anni i cui risultati sono pubblicati sul sito on line del World Wildlife Fund (WWF) che ha commissionato la ricerca, e che chiede interventi immediati.
'Lo strato di corallo si ridurra' a meno del 5% della sua superficie attuale sulla maggior parte della barriera entro 50 anni nella migliore delle ipotesi', scrivono Ove e Hans Hoeg-Guldberg (padre e figlio), del Centro di Studi marittimi dell'Universita' di Qeensland (Australia orientale). Nei 50 anni successivi, aggiungono, la perdita di corallo sara' completa.
Per ricostituire lo strato di coralli ci vorranno – se le condizioni ambientali cambieranno – centinaia di anni.
La Grande barriera corallina, la piu' grande forma di barriera vivente esistente al mondo, si allunga per 2.000 km di fronte alla costa nord orientale dell'Australia: la sua estensione e' di 345.000 km quadrati. Dichiarata 'patrimonio mondiale' dall'Unesco, e' formata da 2.900 scogliere coralline e da 900 isole; ospita 400 specie di coralli, 1.500 specie di pesci e 4.000 specie di molluschi.
Responsabile della sua progressiva distruzione e' il riscaldamento del pianeta, che provochera' inesorabilmente la morte dei coralli. Le rocce, sotto, rimarranno, ma saranno bianche, non piu' colorate dai fiabeschi coralli, soppiantati gradualmente da normali alghe.
I coralli sono estremamente sensibili ai cambiamenti di temperatura delle acque, anche di un solo grado. Un esempio: nel 1998, le acque divennero piu' calde di un grado: il 16 per cento dei coralli di tutto il mondo mori', il 46 per cento di quelli dell'Oceano Indiano.
Gli scienziati prevedono che le acque che circondano la grande barriera corallina diventino piu' calde dai due ai sei gradi entro 50 anni. E a questo problema, sottolineano gli scienziati, si aggiunge l'inquinamento e la pesca sregolata che stermina un'altra componente della vita della barriera. Il danno, oltre che immenso dal punto di vista dell'ambiente, si tradurra' in perdite calcolate in 6,24 miliardi di dollari per l'economia: i posti di lavoro perduti saranno 12.000 entro il 2020.
Non c'e' molto da scegliere, nel cercare soluzioni. Secondo i ricercatori, qualche speranza di ridurre il danno ci sara' se si riesce a contenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi. Il WWF chiede che, a questo scopo, gli interventi siano ''immediati''. ''Riduzioni importanti dei gas a effetto serra devono aver luogo ora, non tra cinque o dieci anni'', sottolinea.
L'Australia ha lanciato a dicembre scorso un programma ambientale volto a fare della Grande barriera ''la maggior rete di zone acquatiche piu' protetta al mondo''. L'intento del progetto, che prendera' il via a meta' di quest'anno dopo l'approvazione in parlamento, e' di vietare totalmente la pesca commerciale sulla barriera, ora ammessa seppure in basse percentuali.
Ma resta il problema dell'effetto serra e delle omicide emissioni di gas inquinanti, che puo' essere risolto solo a livello mondiale. E non tutte le grandi potenze sembrano inclini a farlo.
Fonte: ANSA
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