Del denaro e le sue alternative (parte prima)

C'è un'economia che fa muovere persone, beni e prodotti pur restando estranea ai meccanismi di scambio monetario. Spesso sentiamo proporre -dai guru delle più grosse istituzioni mondiali- come unico rimedio alla povertà estrema, che occorre investire di più, aumentare i consumi o ridurre i costi dei servizi.

[di Matteo Toniato]


Supportati da importanti studi scientifici descrivono l'(apparentemente) inesorabile destino cui siamo votati se non ci pieghiamo alle logiche del mercato e della finanza: nessun futuro, o meglio, un futuro senza speranza poiché integralmente ipotecato.

Le nostre paure crescono quando ci viene detto che un miliardo abbondante di persone nel mondo vivono con meno di un dollaro al giorno. In realtà , quel miliardo e più di uomini e donne un dollaro o euro non sanno manco comè fatto. E' un dato che dovrebbe indurci a riflettere sulla natura e il valore del denaro che, mai come oggi, domina le nostre relazioni e le nostre menti tanta è l'importanza che ad esso ci viene insegnato a riservare.

Ha senso tutto questo attaccamento ad un mezzo (la moneta) quasi fosse più importante della sostanza che rappresenta? In fin dei conti quando si ha fame non si mangiano banconote da cento euro condite in olio d'oliva e se anche consegnassimo qualche vagone di bigliettoni a ogni famiglia con ciò la sua ricchezza rimarrebbe tale e quale perché -per sua natura- il denaro è rappresentazione di beni. Tuttavia oggi è invalsa, o si tende a rafforzare, l'illusione che il denaro costituisca un bene di per sé, anzi più del grano, delle pesche o del latte. Prova ne sia che, in nome del mercato dei valori, si distruggono annualmente ingenti quantitativi di frutta, cereali e quant'altro: al solo scopo di dominare e mantenere il potere sui prezzi.

Ci troviamo a vivere in un mondo in cui, da una parte, lo spreco e il consumo insensato sono regole indotte dalle leggi politico/pubblicitarie mentre intere popolazioni si impoverisconoogni giorno di più e mancano del necessario a dare dignità alla vita. Aumenta la ricchezza totale ma, paradossalmente, diminuisce il relativo benessere globale.

Qualcosa non va..: a partire da questo editoriale, iniziamo a scandagliare le profondità del grande oceano degli scambi monetari e non, delle numerose e variegate relazioni che, quotidianamente, muovono interessi, scatenano ansie e paure e anche a quelle che danno speranza aumentando la fiducia nella comunità umana.

(Fine parte prima)
Matteo Toniato

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