A scuola di management dai terroristi!

Uno scherzo?  No: è proprio questo il titolo di un dibattito-lezione svolto in occasione del “World Economic Forum 2004” conclusosi a Davos nei giorni scorsi.

Business lessons from terrorist” il titolo esatto della conferenza.

Un'analisi accurata dell'azienda di successo “Al Qaeda” che è riuscita ad imporre il suo Brand a livello mondiale, a fidelizzare e a motivare il management “disposto all'estremo sacrificio in nome della mission aziendale”, ad ottenere risultati inaspettati con la tecnologia esistente e ad espandere il proprio business nonostante le peggiori condizioni e l'ambiente di mercato ostile..
Fino al concetto di diversity management con un sistema di reclutamento specifico per ogni paese in cui opera: “ti do quanto prendi nel tuo paese…” –
Capito bene?


In altre parole la tesi del dibattito dimostra che “Al Qaeda” ha funzionato in quanto Bin Laden ha applicato all'organizzazione terroristica le regole più evolute di business management… diventando così un guru da prendere d'esempio?? fortunatamente non è esattamente questo il messaggio che si vuole passare.

Nel dibattito c'è anche chi indica alcune strade da percorrere per combattere questa piccola ma agile organizzazione… sempre utilizzando “armi” aziendali e qui si spreca la fantasia. Innanzi tutto una buona controinformazione, cercando di abbassare l'attenzione sul brand a favore di altre piccole organizzazioni. Poi si consiglia una campagna acquisti di manodopera (terroristica) come fonte di informazioni, che dovrebbe arrivare anche al pagamento di minorenni da parte della CIA, saturando il mercato con prodotti e servizi alternativi, quali la pace!

Il problema però che viene sottolineato è che l'Osama è più lungimirante di molti imprenditori occidentali, così mentre si stanno affannando per eliminarlo, lui sta creando le cosi' dette “terze linee”, ovvero i suoi manager che proseguiranno nella mission aziendale….

***

Detto questo, cosa ne pensate?

I manager sono ormai tutti fuori di testa e questo è il sintomo del delirio collettivo? (della serie non sappiamo più di cosa parlare pur di finire sui giornali)

Si tratta invece di riflessioni critiche da prendere in seria considerazione: ad esempio combattere il terrorismo con “armi aziendali” potrebbe portare a soluzioni trasversali sicuramente migliori e più efficaci dell'attacco militare..?

Sinceramente noi non abbiamo una risposta: questo episodio provoca tutta una serie di sensazioni contrastanti e difficili da decifrare. Da un iniziale stupore e rabbia “come è possibile che dietro a tutte le belle parole di apertura del forum su impegno sociale, povertà , etica.. si invitino i manager a prendere esempio da Bin Laden?”. Alla curiosità di approfondire i termini del dibattito. Ad alcune idee, che tolti i termini di giudizio morale sul terrorismo (su cui ovviamente non si discute), non sono così assurde.
Insomma cercando di leggere oltre alla prima e immediata interpretazione, la domanda è: un'eresia, una trovata folkloristica, una riflessione coraggiosa e utile per rompere gli schemi?

Risultato netto è che ai manager del 2004 è chiesto contemporaneamente di imparare da Gandhi e da Bin Laden ..

 

Per approfondimenti scarica gli atti del forum (pdf)
http://www.weforum.org


 

Be the first to comment on "A scuola di management dai terroristi!"

Leave a comment