Il "lasciapassare" della Nike

Perchè Marc Kasky ha rinunciato a proseguire la sua causa contro la Nike a fronte di una donazione di 1,5 milioni di dollari alla Fair Labor Association (Associazione per là¢â‚¬â„¢Equitàƒ dei rapporti di Lavoro, NdT), un gruppo controllato dalla Nike stessa e da altri grossi produttori di calzature?

Kasky, descritto in diverse cronache come un à¢â‚¬Å“attivista del lavoroà¢â‚¬? e una à¢â‚¬Å“pesteà¢â‚¬?, merita di certo molto credito per aver avviato un procedimento legale contro la Nike presso una corte californiana, denunciando le menzogne circa le attivitàƒ svolte oltreoceano dallà¢â‚¬â„¢impresa e i modi in cui venivano trattati i lavoratori presso i suoi fornitori.


Nel 2002, la Corte Suprema della California aveva respinto la rivendicazione dà¢â‚¬â„¢immunitàƒ rispetto alle denunce effettuate sulla base delle leggi di tutela dei consumatori avanzata dai legali della Nike che si erano appellati al Primo Emendamento.

La Nike si era quindi appellata alla Corte Suprema Federale la quale, allà¢â‚¬â„¢inizio di questà¢â‚¬â„¢anno, ha rinviato il caso alla Corte californiana. Una vittoria per Kasky.

Ma allà¢â‚¬â„¢inizio di questo mese, Kasky ha rinunciato alla sua causa contro il gigante delle calzature.

Secondo i termini dellà¢â‚¬â„¢accordo raggiunto, la Nike ha acconsentito a versare 1,5 milioni di dollari alla FLA di Washington D.C..

In un comunicato stampa congiunto di Kasky e della Nike si afferma che à¢â‚¬Å“il Sig.Kasky è soddisfatto per là¢â‚¬â„¢accordo raggiunto poichàƒÂ© riflette là¢â‚¬â„¢impegno della Nike a cambiare in positivo il suo atteggiamento quando si ha a che fare con questioni relative ai suoi operaià¢â‚¬?.

La scorsa settimana gli attivisti anti-sfruttamento si sono detti oltraggiati dallà¢â‚¬â„¢accordo, facendo rilevare come la FLA sia controllata di fatto dalla Nike e dallà¢â‚¬â„¢industria calzaturiera.

à¢â‚¬Å“La Nike e i suoi compagni dà¢â‚¬â„¢affari praticamente gestiscono la FLAà¢â‚¬?, ha affermato Andy Eissen, uno studente del Lake Forest College e membro di United Students Against Sweatshops (Studenti Uniti Contro lo Sfruttamento del lavoro, NdT). à¢â‚¬Å“Eà¢â‚¬â„¢ unà¢â‚¬â„¢associazione governata di fatto dalle imprese che dovrebbe monitorareà¢â‚¬?.

Alle imprese sono attribuite sei poltrone nellà¢â‚¬â„¢organismo dirigente della FLA, e lo statuto della FLA stabilisce che siano necessarie maggioranze super-qualificate tra le imprese rappresentate nellà¢â‚¬â„¢organismo per approvare qualsiasi decisione di rilievo.

Gli studenti hanno inoltre attaccato i criteri operativi della FLA giudicandoli oscuri e inefficaci, affermando che tutte le informazioni rilevanti non sono trasmesse allà¢â‚¬â„¢opinione pubblica.

à¢â‚¬Å“Questa organizzazione è operativa da anni, e non puàƒÂ² ancora rivendicare alcun risultatoà¢â‚¬?, afferma Julia Plascencia, studentessa della University of California di Los Angeles. à¢â‚¬Å“Non stiamo chiedendo là¢â‚¬â„¢impossibile: un organo di controllo effettivamente indipendente come il Worker Rights Consortium (Consorzio per i Diritti dei Lavoratori, NdT) pubblica periodicamente resoconti completi relativi a imprese specifiche, mentre la FLA ci ha messo anni a pubblicare un solo resoconto che peraltro non includeva neanche gli indirizzi delle fabbricheà¢â‚¬?.

Kasky, che lavora al San Diego Naval Training Center Foundation (Fondazione del Centro di Addestramento Navale di San Diego, California, NdT), non si è reso disponibile per commenti.

Giàƒ in passato egli aveva preparato cause simili contro altre imprese, tra le quali quella contro la Tarrant Apparel Group del 1997. Quella causa non venne accolta da una Corte di Stato californiana.

Là¢â‚¬â„¢avvocato di Kasky, Alan Caplan della Caplan & Fielding di San Francisco, non si è reso disponibile per commenti.

Allà¢â‚¬â„¢inizio di questo mese, il New York Times ha diffuso la notizia che à¢â‚¬Å“parte dei termini dellà¢â‚¬â„¢accordo non sono stati resi noti, e che entrambe le parti si sono rifiutate di dire se la Nike avesse o meno pagato le spese legali del Sig.Kasky o effettuato altri pagamentià¢â‚¬?.

Jeffrey Ballinger, direttore esecutivo di Press for Change (Stampa per il Cambiamento, NdT), il gruppo che iniziàƒÂ² la campagna contro la Nike negli anni novanta, ha dichiarato che ha incontrato in Italia nel luglio di questà¢â‚¬â„¢anno gli avvocati di Kasky, Alan Caplan e Phil Neumark, per discutere alcune scoperte, importanti ai fini del processo che si sarebbe dovuto svolgere.

Balliger ha affermato che gli avvocati non hanno fatto menzione di possibili accordi, ma hanno semplicemente discusso delle nuove scoperte e del processo.

Dopo aver saputo dellà¢â‚¬â„¢accordo, Ballinger ha chiamato Caplan per avere spiegazioni, ma Caplan si è reso indisponibile anche per lui.

à¢â‚¬Å“I termini dellà¢â‚¬â„¢accordo sono stati interamente definiti dalla Nikeà¢â‚¬?, ha dichiarato Ballinger. à¢â‚¬Å“Se si riuscisse a far tirare fuori dei soldi alla Nike per questo tipo di cause, questi dovrebbero andare ai lavoratori imbrogliati dalla Nike. Fine della storia. La Nike non è mai stata costretta a pagare per gli abusi che hanno avuto luogo presso i suoi fornitori, abusi che nel caso dellà¢â‚¬â„¢Indonesia sono stati documentati per anni. Decine di migliaia di lavoratori pagati illegalmente con salari da apprendistato. Tutto ciàƒÂ² è stato ammesso dalla Nike nel 1996à¢â‚¬?.

Secondo Ballinger, la Nike deve ai lavoratori indonesiani qualcosa tra gli 8 e i 12 milioni di dollari, à¢â‚¬Å“solo per imbrogli salarialià¢â‚¬?.

à¢â‚¬Å“Si puàƒÂ² parlare inoltre di molestie sessualià¢â‚¬?, ha aggiunto. à¢â‚¬Å“Bisogna che venga accordata qualche forma di compensazione anche per questo. La Nike stessa ha ammesso che le molestie sessuali erano ampiamente diffuse. Cà¢â‚¬â„¢era addirittura un resoconto pubblicato nel 2001 da una falsa ONG finanziata dalla NIKE: la Global Allianceà¢â‚¬?.

Ballinger evidenzia come la Nike abbia profuso sforzi in termini di finanziamento di gruppi con a cuore problemi umanitari, dalla Coalizione Arcobaleno di Jesse Jekcon al Centro per i Diritti Umani à¢â‚¬Å“Robert F. Kennedyà¢â‚¬?, nel tentativo, per giunta riuscito, di comprare il silenzio sugli abusi commessi ai danni dei suoi lavoratori.

Le scoperte della causa di Kasky avevano il potenziale di far conoscere al grosso pubblico gli incartamenti dellà¢â‚¬â„¢inchiesta Nike, e di documentare i maltrattamenti subiti dai lavoratori in giro per il mondo e i finanziamenti occulti della Nike alle associazioni umanitarie.

CiàƒÂ² nonostante, Kasky e i suoi avvocati hanno rinunciato a questa causa di portata storica per una donazione di 1,5 milioni di dollari ad una associazione controllata dallà¢â‚¬â„¢industria calzaturiera. E non ne vogliono neanche discutere.

Fine della storia?

Pensiamo proprio di no.

Be the first to comment on "Il "lasciapassare" della Nike"

Leave a comment