ACQUE MINERALI: IL MINISTERO DIFFIDA 86 MARCHE


Dopo i controlli sulle analisi effettuate dall’Istituto superiore di sanita’, nell’ambito dell’inchiesta sulle acque minerali della Procura di Torino, il ministero della Salute ha mandato una diffida per 86 diverse marche i cui esami sono risultati non in regola.

Le aziende produttrici di queste acque avranno 60 giorni di tempo per trasmettere la certificazione con analisi conformi alle norme vigenti o, in caso contrario, il ministero provvedera’ a sospenderne il riconoscimento.
Adnkronos, 16 giugno 2003

QUANDO LE ACQUE MINERALI PESCANO NEL TORBIDO

[ANSA] – PALERMO, 20 GIU – Sono poco meno di un centinaio le acque minerali di marche regolarmente in commercio i cui certificati di analisi non sarebbero conformi alla normativa vigente.
La verifica e’ stata compiuta a Roma dall’Istituto Superiore di Sanita’. I parametri sulla presenza di ”sostanze indesiderabili” non sarebbero infatti nei limiti consentiti. Il procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello, che sulle acque minerali sta conducendo un’ inchiesta, ha nuovamente scritto al Ministero della Salute chiedendo ”quali misure immediate si vogliono adottare per garantire la salute pubblica”.
Il magistrato torinese aveva gia’ scritto una prima lettera dopo avere avuto la segnalazione dei valori irregolari di 23 acque minerali. Il ministero della salute in questo contesto ha mandato una diffida ad aziende proprietarie di 86 marche di acque minerali regolarmente in commercio affinche’ entro 60 giorni facciano pervenire certificazioni con analisi conformi alla normativa stabilita con il decreto del maggio 2001.
Se non lo faranno o le analisi non saranno complete, verra’ sospeso il loro riconoscimento. Il provvedimento non soddisfa pero’ l’ intesa dei consumatori [Codacons, Adusbef, Federconsumatori e il sindacato dei consumatori Adoc.org.].
Le quattro associazioni chiedono un provvedimento piu’ severo attraverso il quale disporre il sequestro dagli scaffali delle 86 acque minerali diffidate dal ministro. Non solo. Per l’ intesa e’ necessario rendere pubblici i nomi di queste marche, perche’ il consumatore, al momento dell’acquisto, sappia quali marche rispettano le disposizioni di legge e quali invece sono state diffidate dal Ministero della Salute. Mineracqua, la federazione che riunisce i produttori italiani di acque minerali, dal canto suo rileva che ”l’ indagine in corso concerne i laboratori autorizzati e quelli universitari, ai quali per legge le aziende si devono rivolgere per le analisi chimiche, con riguardo ai metodi analitici utilizzati in applicazione del decreto ministeriale 31/05/2001”.
”Non si tratta di irregolarita’ riferite alla qualita’ del prodotto – spiega Mineracqua – ma eventualmente di irregolarita’ formali che non garantiscono l’omogeneita’ applicativa da parte dei laboratori a causa della non chiarezza del decreto citato. Da tempo Mineracqua sta sollecitando un provvedimento che faccia chiarezza rispetto ai problemi interpretativi insorti nell’applicazione del decreto e che fissi parametri di riferimento chiari ed omogenei per tutti i laboratori. Fino a quando questo provvedimento non verra’ adottato, si continuera’ in una incertezza normativa della quale ne fanno immotivatamente le spese l’immagine delle aziende e i consumatori”.
Mineracqua conclude ribadendo che ”le acque minerali commercializzate dalle imprese ad essa associate sono di qualita’ e del tutto sicure, riconosciute dal Ministero della Salute, controllate dalla autorita’ sanitarie competenti e dagli stessi produttori”.
”La maggior parte di esse – dice la federazione che riunisce i produttori – sono in commercio da molti decenni e mai hanno fatto registrare rischi per la salute dei consumatori”.

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