Una delegazione della MONUC, la missione ONU nella DRC, è finalmente riuscita a visitare la zona di Drodro, teatro giovedì 3 aprile di uno spaventoso massacro dove hanno perso la vita circa 1.000 persone. I delegati della MONUC, accompagnati da rappresentanti degli Hema e dell’esercito ugandese, hanno confermato la morte di 966 persone e la scoperta di circa 20 fosse comuni.
Anche se non è ancora chiaro chi abbia condotto l’attacco, i sospetti si concentrano sulla popolazione di etnia Lendu. Secondo una cinquantina di sopravvissuti, ora ricoverati in un ospedale della zona, tra gli assalitori ci sarebbero stati anche donne e bambini, armati di fucili e machete. Il massacro sarebbe cominciato alle 3 del mattino e sarebbe durato alcune ore.
Nei giorni scorsi portavoce di due gruppi ribelli, l’UPC e il RCD-Goma, hanno accusato l’esercito ugandese di stanza a Bunia di aver partecipato all’attacco, accuse prontamente respinte dagli ufficiali delle UPDF. Ma nuove accuse all’operato ugandese sono state lanciate da Amnesty International, secondo cui i soldati ugandesi starebbero disatribuendo armi ai civili per fomentare il conflitto etnico nella zona e avere un pretesto per mantenere le proprie truppe in Ituri.
E’ comunque certo che i soldati ugandesi non stanno contribuendo a mantenere la sicurezza della regione, come afferma anche il Dipartimento di Stato americano. Washington ha invitato le truppe di Kampala a prestare maggiore attenzione, e a monitorare la zona per evitare nuove violenze contro la popolazione.
Tensione nel Sud Kivu
Secondo fonti dell’agenzia MISNA [www.misna.org], nuovi scontri sarebbero avvenuti nei giorni scorsi nella città di Bukavu, nella regione del Sud Kivu. Un gruppo ribelle vicino alle milizie Mayi-Mayi avrebbe attaccato la città , controllata dai soldati del filo-rwandese RCD-Goma. Inoltre, sarebbe stata segnalata la presenza di truppe rwandesi nella zona.
Se la notizia fosse confermata, ciò non farebbe altro che accrescere la tensione tra Uganda e Rwanda. I due stati, una volta alleati nella guerra congolese, sono ormai ai ferri corti da alcune settimane, in particolare da quando le truppe ugandesi hanno invaso l’Ituri. Il giornale filogovernativo ugandese New Vision scrive che altre truppe rwandesi sarebbero entrate nell’Ituri, e sarebbero a pochi chilomentri dalla zona controllata dalle UPDF, l’esercito ugandese. Un eventuale scontro tra i due eserciti avrebbe conseguenze catastrofiche per la regione.
Comincia la transizione
Il presidente della DRC Joseph Kabila ha giurato sulla nuova Costituzione, promulgata lo scorso venerdì dallo stesso capo di stato. Alla cerimonia era presente buona parte dei 362 delegati che hanno partecipato alla firma dei trattati di pace a Sun City la settimana passata. Assenti invece i rappresentanti dei gruppi ribelli, che entreranno a far parte del nuovo esecutivo che dovrebbe essere formato nei prossimi giorni.
Matteo Fagotto – warnews
Be the first to comment on "Congo, mille morti in scontri tribali"