Comunicato Stampa 25 Settembre 2002
Il 58% degli italiani è contrario alla guerra americana
non perché ha paura ma perché ha un elevato senso di responsabilità .
Perugia, 25 settembre 2002 – Il discorso del Presidente del Consiglio Berlusconi è gravissimo e irresponsabile. Dà per scontata una guerra che l’Onu e il mondo intero stanno cercando di evitare. Pretende di trascinare il nostro paese in una guerra che rappresenta un vero e proprio salto nel buio per il popolo iracheno, per il Medio Oriente, per l’Italia, per l’Europa.
Invece di impegnare l’Italia a sostenere ogni sforzo per evitare lo scoppio di questa nuova guerra, invece di sostenere fino in fondo l’importantissima azione dell’Onu e del suo Segretario Generale, il Presidente Berlusconi pretende addirittura di riscrivere e stravolgere l’articolo 11 della nostra Costituzione. Non è vero che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesaâ€� come dice Berlusconi. Quell’articolo sancisce un’altra cosa, molto più chiara e netta: “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionaliâ€�.
La nostra condanna del regime iracheno è sempre stata netta, forte, totale. Ma il regime di Saddam Hussein –come tutti i sistemi dittatoriali- va contrastato dalle Nazioni Unite e dall’intera comunità internazionale con i numerosi strumenti del diritto, della legalità e della giustizia penale internazionale di cui disponiamo.
Vale la pena di ricordare al Presidente del Consiglio che la guerra –e ancor di più la guerra preventiva- è categoricamente vietata dalla Carta delle Nazioni Unite e dal diritto internazionale. La guerra all’Iraq sarebbe solo il primo test della nuova dottrina di “guerra preventivaâ€� che prevede azioni militari unilaterali contro tutti coloro, paesi e singoli, che sono sospettati di minacciare gli Stati Uniti e i loro interessi. Il fatto che l’Amministrazione Bush abbia deciso di abbandonare la dottrina della legittima difesa -prevista dal diritto internazionale- per adottare una strategia così destabilizzante infligge un colpo mortale al diritto, alla pace e alla sicurezza nel mondo. In questo modo, chiunque potrebbe sentirsi autorizzato ad attaccare “preventivamenteâ€� un proprio nemico gettando il mondo nell’anarchia e nel caos. Nessuna risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu potrà legittimare una guerra preventiva.
Il terrorismo -minaccia per la pace, la libertà e la democrazia- si deve combattere e si può sconfiggere non promuovendo una guerra infinita ma la globalizzazione della giustizia, della democrazia e dei diritti umani. Anche per questo noi diciamo ancora una volta no ad una nuova guerra contro l’Iraq.
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