L´etica? E´ servita online


Articolo tratto da ‘La Stampa’ del 20/11/2001 Sezione: Cronache italiane Pag. 22

IL PUBBLICO DI INTERNET E´ LA NICCHIA IDEALE PER I SITI ECOLOGICI, EQUI E SOLIDALI

Marco Roveda, il fondatore della Fattoria Scaldasole, lancia Lifegate [www.lifegate.it] portale-comunità per vivere con coscienza

Marco Roveda, 50 anni, noto per aver fondato la Fattoria Scaldasole, quella degli yoghurt e dei succhi d´arancia biologici, ha venduto l´azienda per aprire un portale bio-etico, Lifegate [www.lifegate.it], ma la fattoria in campagna ce l´ha ancora. Da 28 anni sposato con Simona, 44 anni, sua grande spalla e ispiratrice, oggi direttrice della redazione di Lifegate, ha un figlio, Enea, 20 anni, che studia ingegneria gestionale e dirige la radio online del portale. Nel tempo libero, di notte, studia inglese, per migliorare il suo «bagaglio di conoscenza». Che cos嫏 Lifegate? E´ un portale italiano di eco-cultura, ma è soprattutto una comunità , cioè un centro di aggregazione per le persone che pensano con la propria testa, che hanno un atteggiamento consapevole nei confronti della qualità della vita. E’ un luogo d’incontro per persone di cuore. E´ una filosofia di vita: vivere meglio è possibile e bisogna salvare il pianeta. La parte «portale» è solo la piazza di un villaggio virtuale per far vedere i prodotti, quello che si fa. In Italia siamo gli unici: una comunità -movimento dove lavorano quasi 100 persone. Perchè ha venduto la Fattoria Scaldasole alla Plasmon, una multinazionale? Ho abbracciato i principi dell´agricoltura biodinamica e li metto in pratica, con mia moglie Simona, dagli anni `70, La Scaldasole è diventata la prima società italiana del mercato biologico, contribuendo in modo determinante alla diffusione di una coscienza ecologica e nello stesso tempo diventando il modello di un’alternativa imprenditoriale. Dal 1985 al 1999 la superficie coltivata a biologico è passata da 5 mila a 1 milione di ettari con un’estensione pari alle Marche, equivalente al 6,5% del territorio italiano coltivato. L’Italia è diventata la prima nazione al mondo del biologico. Ma è bello cambiare: ho venduto Scaldasole perchè non era più a misura d´uomo. Ormai avevo fatto quello che volevo e la Plasmon è l´unica multinazionale che mi garantiva di mantenere questo investimento di «nicchia» nel biologico. Così, con i proventi della vendita ho fondato il portale LifeGate. Internet è perfetta per le nicchie… Io adoro le nicchie: è nelle botti piccole che sta il vino buono. Sono convinto che Internet sia un grande strumento, una finestra sul mondo. Ma è stata intesa male, sia da chi l´ha interpretata anzitempo come un grande supermercato, mercificandola prima che ci fosse fiducia diffusa nel mezzo, sia da chi l´ha intesa come la tv, che vive di pubblicità . Ma in tv ci sono milioni di audience, mentre in Internet non ci sono ancora i volumi per le masse: i progetti di massa su un mercato di nicchia non funzionano. Come funziona la nicchia di Lifegate? Stiamo crescendo senza pubblicità , del 100 per cento ogni mese in termini di visite [100 mila visitatori mensili]. Stiamo per partire con una serie di nuovi prodotti etici: LifeGate Insurance, l´assicurazione etica, e LifeGate Bank, la Banca etica, e poi LifeGate Restaurant, cafè, hotel…tutto che punta al benessere con coscienza. Per esempio? Sto concludendo una partnership per fare una Sim card telefonica che finanzi un progetto di ricerca contro l´inquinamento elettromagnetico. Ma perchè per fare qualcosa per un mondo migliore bisogna andare su Internet? E´ un dato di fatto che siamo nell´era globale e tutto sta andando sul Web. E che tutti vogliono benessere psico-fisico, più qualità della vita. Il nostro pubblico di riferimento va su Internet: ci tengo a sottolineare che non è necessariamente chi ha soldi, ma chi ha cuore e cervello. Non c´entra il livello socio-economico, ma il livello intellettuale: il nostro pubblico non è quello del Grande Fratello, per intenderci. Ma non siamo bobò [borghesi bohémiene]. Cosa pensa del movimento no-global? Ci sono sempre i «contro» a tutto: in certe cose hanno ragione, in altre torto. A Genova hanno ecceduto. Non mi schiero, ma mi sono simpatici. Lifegate è un logo? No, perchè non è posseduto da una multinazionale con finalità di lucro. Cosa pensa del futuro che ci aspetta? E´ inevitabile che ci aspettino tempi duri, paghiamo il conto di quello che abbiamo consumato in questi ultimi 50 anni. Ma sono positivo nel pensare che la gente abbia preso coscienza, per esempio dei problemi ambientali: non parlo della massa, quelli poi arrivano, come i vagoni di un treno…

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