Un anno fa mi trovavo a parlare del primo, per quanto ne so, sodalizio fra Nino Galloni e Marco Della Luna: il fortunato saggio "Il Grande Mutuo" (Editori Riuniti, euro 12,00, www.criticamente.it/Article3514.html) probabilmente uno dei piu' felici e puntuali testi di economia usciti di recente. A distanza di un anno ho fra le mani "La Moneta Copernicana", recentemente uscito per "Nexus" (euro 15,00 pp.235). di Alberto Leoncini
E’ passato un anno, appunto, un anno dove è successo di tutto. Si sapeva che nel 2008 molti nodi sarebbero venuti al pettine, ma l’evoluzione della cronaca economico-finanziaria ci porta a domandarci ogni giorno: che succederà oggi? Molte utili chiavi di lettura si possono senz’altro riscontrare nella pubblicazione fresca di stampa: senza abbandonare una spinta divulgativa, pur a volte portata all’eccesso (imperdonabile in tal senso citare Wikipedia per spiegare il “Teorema dell’impossibilità di Arrow”, p.95 ), e talvolta cedendo a toni sensazionalistici, sono demistificati molti luoghi comuni e falsi convincimenti sulla moneta, il mercato e loro rapporto con il sistema della rappresentanza svelandone i reali meccanismi di funzionamento.
Il titolo è senza dubbio azzeccato, visto che dogmi incontestabili sono crollati sotto il peso dell’insostenibile attitudine menzognera della loro natura: come Copernico non è stato preso in considerazione ma rivalutato, così succede oggi agli economisti eretici, costretti per lungo tempo alla latitanza dai grandi circuiti (o meglio dire circhi!) mediatici e accademici.
Un dato su tutti parla chiaro e ci dice che il sistema, anzi questo Sistema, è giunto al capolinea. Il costo del denaro in Inghilterra è oggi ai livelli del 1694 (circa 1%). Anno di nascita della Bank of England, la prima banca centrale creata al mondo. E’ indubbiamente un’epoca che si chiude, quella della separazione tra potere politico e potere di validazione monetaria; un’era, come ben vediamo, che si sta chiudendo nel peggiore dei modi e urge senza ombra di dubbio una riforma anzitutto delle autorità monetarie che restituisca allo Stato, o se vogliamo ad una entità rappresentativa del popolo complessivamente inteso, la titolarità esclusiva a emettere e governare sotto certi presupposti, enunciati chiaramente nel testo, l’emissione e la gestione della massa monetaria. Verrebbe da dire: dove ci eravamo lasciati?
Sarebbe bello poter ripensare al nostro mondo (una nuova fase costituente) senza dover contemporaneamente tener conto delle migliaia di cassintegrati e disoccupati che ogni giorno si aggiungono ad una già nutrita schiera, senza poi dimenticare le catastrofi ambientali e l’utilizzo delle risorse. Ma ciò non è possibile e pertanto urge un impegno subitaneo, e soprattutto senza deleghe, ecco perché reputo un fatto importante l’uscita di questo libro.
C’è di più, però, infatti si scoprono, tra l’altro interessanti considerazioni proprio di Copernico in merito alla moneta, contenuti in un trattato, che lo annovera fra i tanti autori che non hanno potuto prescindere dall’occuparsi di moneta: da Aristotele a David Hume passando per Ezra Pound. Senza dimenticare che Newton è stato proprio uno dei più zelanti collaboratori alla nascita e all’affermazione dell’istituto della banca centrale. Al di là di questi insospettabili economisti, risulta secondo me imprescindibile una considerazione di fondo, ossia che la nostra epoca, nonostante quanto si creda e quanto, ad esempio la Chiesa Cattolica si ostini a sostenere, non è affatto un’epoca di relativismo e personalismo. Tutt’altro! Siamo più circondati da dogmi e da “universali”, di quanto non lo fossero nel Medio Evo e i nostri sono ancor più marmorei dei loro perché hanno perso la dimensione trascendente e ce li siamo posti da soli! Come dunque il diritto positivo è quello che più resiste alla sua violazione così i dogmi che da soli ci poniamo sono i più duri da scalfire. “Dio è morto, tutto è possibile” dichiarava Nietzsche un secolo fa, ebbene oggi bisogna dire che quel proclama non suona meno stantìo e libresco di qualsiasi trattato teologico di qualche oscuro commentatore dei passati secoli. In questa spinta demistificatoria che si ravvisa in tutto il libro nel suo insieme, il discorso che ho fatto ricollegandomi alla filosofia non è affatto campato in aria, poiché sembra che gli autori, e qui effettivamente peccano un po’ in superbia, vogliano calarsi nella parte di quel protagonista del “Mito della Caverna” platonico che, riuscendo a fuggire dalla caverna stessa, racconta agli altri suoi simili che quello a cui assistono non è che una sfuocata rappresentazione della realtà che si svolge al di fuori. L’allusione è, evidentemente, alla vicenda di Socrate, ma un malcelato atteggiamento di superiorità si ravvisa nella lettura di questo testo che talvolta pare sottendere il messaggio: “ti spiego come stanno le cose e credimi”. Troppo semplice: sarebbe il passaggio da una caverna ad un’altra. La conoscenza è anzitutto dialettica, confronto, scambio di idee, appunto. Di ricette preconfezionate da economisti e studiosi di varia natura ne abbiamo viste fin troppe, con risultati che…. Sono sotto gli occhi di tutti!
Recensire un libro soffermandosi sulle facezie formali, ricorda l’atteggiamento dello stolto che invece di guardare la luna, guarda il dito, come recita un famoso proverbio cinese; la questione in questo caso è più complessa, secondo me, fermo restando che a volersi addentrare su questo terreno qualunque libro, finanche il più scientificamente ferrato, può essere demolito. A parte il sopraccitato wikipedia stupisce l’assenza dalla bibliografia, pur ampia e articolata di testi di Auriti, quando parallelamente si ravvisano opere di tale “Brunetta Renato” (sì proprio lui!), che mi convincono assai poco. Specie se nel testo Auriti stesso viene citato, pur in posizione di critica, legittima s’intende (p.129), ma senza darne alcun conto in bibliografia.
Il libro pur interessante e attuale, mi sembra un’occasione persa. Non faccio fatica ad immaginare lo spirito di rivincita di economisti e studiosi come gli autori, di fronte alla puntuale realizzazione delle loro analisi, ma la “vendetta” è un piatto che va gustato freddo… Insomma, vale la pena per cavalcare un’onda rinunciare a quel rigore che ha contraddistinto altri scritti, ben più di nicchia e il cui merito è quello di aver cercato di porre all’attenzione del pubblico, in tempi non sospetti, temi che oggi molti si sbracciano a diffondere? Aver passato lunghi periodi a ululare alla luna, non è forse un tesoro da capitalizzare con cura e da non sprecare in vista di una piena riabilitazione e, magari, un recepimento di teorie alternative anche da parte di quelle istituzioni così bisognose di rinnovamento?
L’unico auspicio che posso in questa sede compiere è quello di poter presto vedere una nuova edizione, rivista e corretta, che possa costituire a pieno titolo un mattone importante nella costruzione di quel dibattito economico, un po’ eretico, ma neanche troppo come i fatti dimostrano, che necessita come il pane di nuovi spunti e progettualità. Ovviamente per una nuova edizione bisognerebbe prima esaurire questa, ed è il migliore augurio che mi sento di fare.
NEXUS Edizioni s.r.l. - via Roma n.102 35020 Due Carrare (PD) Tel.+39.049.9115516 Fax +39.049.5290639
www.nexusedizioni.it
Alberto Leoncini albertoleoncini AT libero.it Il titolo è senza dubbio azzeccato, visto che dogmi incontestabili sono crollati sotto il peso dell’insostenibile attitudine menzognera della loro natura: come Copernico non è stato preso in considerazione ma rivalutato, così succede oggi agli economisti eretici, costretti per lungo tempo alla latitanza dai grandi circuiti (o meglio dire circhi!) mediatici e accademici.
Un dato su tutti parla chiaro e ci dice che il sistema, anzi questo Sistema, è giunto al capolinea. Il costo del denaro in Inghilterra è oggi ai livelli del 1694 (circa 1%). Anno di nascita della Bank of England, la prima banca centrale creata al mondo. E’ indubbiamente un’epoca che si chiude, quella della separazione tra potere politico e potere di validazione monetaria; un’era, come ben vediamo, che si sta chiudendo nel peggiore dei modi e urge senza ombra di dubbio una riforma anzitutto delle autorità monetarie che restituisca allo Stato, o se vogliamo ad una entità rappresentativa del popolo complessivamente inteso, la titolarità esclusiva a emettere e governare sotto certi presupposti, enunciati chiaramente nel testo, l’emissione e la gestione della massa monetaria. Verrebbe da dire: dove ci eravamo lasciati?
Sarebbe bello poter ripensare al nostro mondo (una nuova fase costituente) senza dover contemporaneamente tener conto delle migliaia di cassintegrati e disoccupati che ogni giorno si aggiungono ad una già nutrita schiera, senza poi dimenticare le catastrofi ambientali e l’utilizzo delle risorse. Ma ciò non è possibile e pertanto urge un impegno subitaneo, e soprattutto senza deleghe, ecco perché reputo un fatto importante l’uscita di questo libro.
C’è di più, però, infatti si scoprono, tra l’altro interessanti considerazioni proprio di Copernico in merito alla moneta, contenuti in un trattato, che lo annovera fra i tanti autori che non hanno potuto prescindere dall’occuparsi di moneta: da Aristotele a David Hume passando per Ezra Pound. Senza dimenticare che Newton è stato proprio uno dei più zelanti collaboratori alla nascita e all’affermazione dell’istituto della banca centrale. Al di là di questi insospettabili economisti, risulta secondo me imprescindibile una considerazione di fondo, ossia che la nostra epoca, nonostante quanto si creda e quanto, ad esempio la Chiesa Cattolica si ostini a sostenere, non è affatto un’epoca di relativismo e personalismo. Tutt’altro! Siamo più circondati da dogmi e da “universali”, di quanto non lo fossero nel Medio Evo e i nostri sono ancor più marmorei dei loro perché hanno perso la dimensione trascendente e ce li siamo posti da soli! Come dunque il diritto positivo è quello che più resiste alla sua violazione così i dogmi che da soli ci poniamo sono i più duri da scalfire. “Dio è morto, tutto è possibile” dichiarava Nietzsche un secolo fa, ebbene oggi bisogna dire che quel proclama non suona meno stantìo e libresco di qualsiasi trattato teologico di qualche oscuro commentatore dei passati secoli. In questa spinta demistificatoria che si ravvisa in tutto il libro nel suo insieme, il discorso che ho fatto ricollegandomi alla filosofia non è affatto campato in aria, poiché sembra che gli autori, e qui effettivamente peccano un po’ in superbia, vogliano calarsi nella parte di quel protagonista del “Mito della Caverna” platonico che, riuscendo a fuggire dalla caverna stessa, racconta agli altri suoi simili che quello a cui assistono non è che una sfuocata rappresentazione della realtà che si svolge al di fuori. L’allusione è, evidentemente, alla vicenda di Socrate, ma un malcelato atteggiamento di superiorità si ravvisa nella lettura di questo testo che talvolta pare sottendere il messaggio: “ti spiego come stanno le cose e credimi”. Troppo semplice: sarebbe il passaggio da una caverna ad un’altra. La conoscenza è anzitutto dialettica, confronto, scambio di idee, appunto. Di ricette preconfezionate da economisti e studiosi di varia natura ne abbiamo viste fin troppe, con risultati che…. Sono sotto gli occhi di tutti!
Recensire un libro soffermandosi sulle facezie formali, ricorda l’atteggiamento dello stolto che invece di guardare la luna, guarda il dito, come recita un famoso proverbio cinese; la questione in questo caso è più complessa, secondo me, fermo restando che a volersi addentrare su questo terreno qualunque libro, finanche il più scientificamente ferrato, può essere demolito. A parte il sopraccitato wikipedia stupisce l’assenza dalla bibliografia, pur ampia e articolata di testi di Auriti, quando parallelamente si ravvisano opere di tale “Brunetta Renato” (sì proprio lui!), che mi convincono assai poco. Specie se nel testo Auriti stesso viene citato, pur in posizione di critica, legittima s’intende (p.129), ma senza darne alcun conto in bibliografia.
Il libro pur interessante e attuale, mi sembra un’occasione persa. Non faccio fatica ad immaginare lo spirito di rivincita di economisti e studiosi come gli autori, di fronte alla puntuale realizzazione delle loro analisi, ma la “vendetta” è un piatto che va gustato freddo… Insomma, vale la pena per cavalcare un’onda rinunciare a quel rigore che ha contraddistinto altri scritti, ben più di nicchia e il cui merito è quello di aver cercato di porre all’attenzione del pubblico, in tempi non sospetti, temi che oggi molti si sbracciano a diffondere? Aver passato lunghi periodi a ululare alla luna, non è forse un tesoro da capitalizzare con cura e da non sprecare in vista di una piena riabilitazione e, magari, un recepimento di teorie alternative anche da parte di quelle istituzioni così bisognose di rinnovamento?
L’unico auspicio che posso in questa sede compiere è quello di poter presto vedere una nuova edizione, rivista e corretta, che possa costituire a pieno titolo un mattone importante nella costruzione di quel dibattito economico, un po’ eretico, ma neanche troppo come i fatti dimostrano, che necessita come il pane di nuovi spunti e progettualità. Ovviamente per una nuova edizione bisognerebbe prima esaurire questa, ed è il migliore augurio che mi sento di fare.
NEXUS Edizioni s.r.l. - via Roma n.102 35020 Due Carrare (PD) Tel.+39.049.9115516 Fax +39.049.5290639
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