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Ferrara, 6 lug. Condanna di 3 anni e sei mesi per i quattro poliziotti accusati di eccesso colposo nell'ambito dell'omicidio di Federico Aldrovandi, il ragazzo di 18 anni morto il 25 settembre 2005 a Ferrara. Lo ha deciso nel pomeriggio di oggi il Tribunale della citta' estense chiudendo dopo quattro anni e 32 udienze un processo dai risvolti drammatici.





Gli agenti sono stati giudicati colpevoli di avere infierito sul giovane Aldrovandi - come ha sostenuto l'accusa - nonostante questi continuasse a chiedere aiuto, ammanettandolo con la mani dietro alla schiena e steso per terra a faccia in giu', in una posizione che secondo alcuni periti avrebbe causato un'asfissia posturale.

Il pm Nicola Proto aveva chiesto condanne per tre anni e otto mesi a ciascuno dei quattro agenti sottolineando la concausalita' del loro comportamento del "tutto imprudente e sproporzionato", non raccogliendo le richieste d'aiuto del ragazzo e infierendo su di lui in una colluttazione imprudente usando i manganelli. Per la difesa, concausa della morte di Aldovrandi era invece l'assunzione di droghe dello stesso giovane.

I quattro sono anche stati condannati a pagare un risarcimento di 100.000 euro alla madre di Federico, altri 100.000 al padre, cinquantamila ciascuno al fratello e al nonno. Alla lettura della sentenza i genitori del ragazzo si sono abbracciati piangendo e in aula sono partiti applausi.

Leggi il dossier di Nicola Furini che racconta la vicenda Aldrovandi




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