Il 20 febbraio muore una figura che ha saputo imprimere un impegno civile e politico, partendo non da astratte teorie ideali ma, bensàƒÂ¬, dalla propria condizione umana: Luca Coscioni. Eà¢â‚¬â„¢ la prima volta che accade in Italia che un malato possa rendere il proprio caso non oggetto di strumentalizzazioni esterne da parte di terzi bensàƒÂ¬ un punto di partenza per costituire un processo politico di sensibilizzazione e di pressione affinchàƒÂ© i diritti inalienabili civili possano essere riconosciuti per tutte e per tutti coloro che soffrono oggi di patologie e forme di inabilitàƒ gravi [Alessandro Rizzo].
Il diritto alla salute è un presupposto essenziale da cui poter partire per dire che là¢â‚¬â„¢impegno di Luca Coscioni ha saputo caratterizzarsi su diversi ambiti e spazi che potrebbero concorrere al raggiungimento del fine ultimo, il progresso civile tramite là¢â‚¬â„¢ampliamento e la concretizzazione di una democrazia, dove, al centro, venga posto là¢â‚¬â„¢uomo, la donna, cittadino e cittadina, soggetti di diritti e, come tali, persone che devono poter partecipare alla vita civile e alla concretizzazione di scelte che riguardano sàƒÂ© stessi, il proprio futuro, la propria quotidianitàƒ , la propria esistenza.
à¢â‚¬Å“La persona malata, - scrive Luca Coscioni nel suo libro à¢â‚¬Å“Il maratonetaà¢â‚¬? - non appena una diagnosi le fa assumere questo nuovo status, perde immediatamente, elementari diritti umani, e tale perdita è tanto maggiore, quanto poi più gravi sono le condizioni di salute della persona in questioneà¢â‚¬?. Ed è da questo presupposto che Luca decide di ribellarsi nel momento in cui gli viene diagnosticata, allà¢â‚¬â„¢etàƒ di 28 anni, là¢â‚¬â„¢ancora incurabile sclerosi laterale amiotrofica. In quel periodo era docente di Economia ambientale allà¢â‚¬â„¢universitàƒ di Viterbo e si stava preparando per poter partecipare attivamente alla maratona di New York. Sembrava che tutto fosse ormai scontatamente irreversibile e che lo stato e la condizione in cui si trovava Luca non potessero essere modificati: tutto ormai era deciso agli occhi dellà¢â‚¬â„¢opinione pubblica degli scienziati e unica sua possibilitàƒ era quella di rimanere a guardare il declino continuo in cui la sua vita avrebbe dovuto essere sottoposta, da quel momento in poi, senza ripercussioni alcune sulle condizioni salutari e su un minimo bagliore di speranza di guarigione, di ritornare a essere una persona dotata di capacitàƒ autosufficiente di muoversi, di correre, di salire su un albero, di abbracciare il vento che spira, come considera nel suo libro. Ma Luca si ribella a questo stato inamovibile e inalterabile di condizione salutare e umana: là¢â‚¬â„¢intollerabilitàƒ di essere relegato a cosa, senza diritti e senza più possibilitàƒ di autoaffermarsi liberamente e indipendentemente nella societàƒ , nella civiltàƒ , porta il ragazzo ad abbracciare una battaglia storica, quella di combattere per la libertàƒ alla vita, a vivere dignitosamente e autodeterminatamente, per il diritto alla salute, per il diritto a provvedere al miglioramento delle proprie condizioni, verso una completa emancipazione della persona in quanto essere umano.
Luca fonda unà¢â‚¬â„¢associazione che si prefiggesse lo scopo di tutelare e promuovere la libertàƒ di ricerca scientifica e di conoscenza: la fondazione porta il suo nome e vive ancora nel ricordo e nel proseguimento della lunga lotta di laicitàƒ e di libertàƒ di Luca.
Nel 2005 l'Associazione Coscioni è stata tra le promotrici della campagna referendaria contro la legge 40, che vieta qualsiasi ricerca sulle cellule staminali embrionali.
Ma da sempre non ha voluto essere considerato soggetto di compatimenti e di pietismi caritatevoli: la sua volontàƒ era quella di professarsi persona libera e come tale impegnata a rendere nota a tutta la societàƒ la sua immensurabile propensione a considerarsi cittadino a pieno titolo e concorrere per rimuovere un problema indecentemente voluto dallà¢â‚¬â„¢oscurantismo esistente nella cultura politica nostrana, dai pregiudizi ideologici che pongono limiti alla lunga strada della conoscenza libera scientifica e allà¢â‚¬â„¢utilizzo dei benefici derivanti da questo valore. Il suo è stato un caso singolare divenuto politico, pubblico e, come tale, elemento di crescita universale per considerare quella del malato essere una condizione soggettiva, comune a più persone che soffrono, su cui riflettere se si vuole realmente battersi per la tutela dei diritti del medesimo e della sua libertàƒ , della sua dignitàƒ , della sua esigenza e del suo bisogno di diventare autodeterminato a decidere il trattamento assistenziale per la propria persona, soggetta a patologia. Luca era stato candidato nei Radicali per il Parlamento nel 2001: nessuno ascoltava le sue proposte, i media e la televisione non hanno dato rilievo giusto ed equo alle sue istanze, facendone solamente un caso singolo e umano, non una proposta politica di alto contenuto civile. La sua candidatura non è passata in silenzio, peràƒÂ², nonostante la totale assenza di risposte da parte del mondo istituzionale nostrano, in quanto 50 Premi Nobel per la scienza hanno firmato a sostegno della sua candidatura.
Luca è morto a causa del gravarsi della sua oggi incurabile malattia: una gravitàƒ continuativa della forma patologica che poteva essere risolta grazie a un intervento tempestivo di ciàƒÂ² che la scienza giàƒ puàƒÂ² fare, sconfinando in secolari conquiste di conoscenza per il progressivo miglioramento delle condizioni salutari dellà¢â‚¬â„¢umano genere, ma che non puàƒÂ² attuare in Italia, perchàƒÂ© ancora non riconosciute come legittime da parte dello stato. Non si puàƒÂ² beneficiare di cellule staminali perchàƒÂ© là¢â‚¬â„¢utilizzo di queste viene vietato da una irragionevole motivazione che trova solo corresponsione nella volontàƒ di alcuni apparati ideologici oscurantisti e integralisti, precondizionanti e pregiudizievoli, che da parte di un tutto si elevano a diventare rappresentative di unà¢â‚¬â„¢ipotetica volontàƒ universale, proponendosi, cosàƒÂ¬, come unica ratio di profanazione legislativa. Il ricordo di Luca rimarràƒ vivo in coloro che considerano i diritti civili e di libertàƒ di ricerca come condizioni senza le quali il progresso democratico e civile, là¢â‚¬â„¢eguaglianza delle persone e là¢â‚¬â„¢autodeterminazione civile delle cittadine e dei cittadini possa determinarsi positivamente.
Alessandro Rizzo





