Bioetica

Print
Eutanasia, suicidio assistito, genetica, aborto, clonazione, donazione e trapianto di organi, fecondazione assistita, ma anche cura quotidiana dei malati: questi e altri temi, ad essi collegati, descrivono il campo di studio della disciplina che chiamiamo à¢â‚¬Å“bioeticaà¢â‚¬?. La bioetica è un tema di dibattito per eccellenza nella societàƒ contemporanea. Ma quando e dove è nata la bioetica? Quali sono i suoi scopi? Quali sono le sue metodologie? Di Elisa Caldarola

La bioetica è una disciplina giovane e allo stesso tempo complessa, spiega Pascal Borry, dellà¢â‚¬â„¢Universitàƒ Cattolica di Lovanio, in Belgio, intervenuto venerdàƒÂ¬ 27 gennaio alla seduta di apertura del Corso di Perfezionamento in Bioetica presso là¢â‚¬â„¢Universitàƒ di Padova. Giovane, perchàƒÂ© nasce negli Stati uniti alla fine degli anni à¢â‚¬â„¢50 e cattura là¢â‚¬â„¢interesse europeo prevalentemente negli ultimi 20 anni, restando, salvo eccezioni, una disciplina ancora trascurata nei paesi in via di sviluppo. Complessa per numerosi motivi. In primo luogo, perchàƒÂ© è un campo di ricerca interdisciplinare, che coinvolge medici, infermieri, sociologi, teologi, filosofi, psicologi e giuristi. In secondo luogo perchàƒÂ© queste figure si accostano alla materia con metodologie differenti, di natura sia teorica (concernenti anzitutto la formulazione di principi e di norme che orientino là¢â‚¬â„¢agire nel campo medico e della ricerca scientifica) che empirica (studi a carattere quantitativo, principalmente, basati sulla somministrazione di test a pazienti e medici). Complessa, infine, perchàƒÂ© la sua breve storia conosce giàƒ alcune svolte. Vediamo quali.

La bioetica nasce negli Stati uniti come figlia della deontologia medica, di fronte alle questioni morali suscitate da particolari casi clinici e alla consapevolezza che gli sviluppi delle biotecnologie e della medicina, nonchàƒÂ© là¢â‚¬â„¢affermarsi del pluralismo culturale ed etico, rendono necessario un maggiore controllo delle pratiche cliniche e di ricerca scientifica. In un secondo momento, peràƒÂ², questa disciplina si rende autonoma rispetto alla deontologia medica: nasce cosàƒÂ¬ la figura professionale dellà¢â‚¬â„¢esperto di bioetica, che affianca i medici nelle strutture ospedaliere. Alla formazione di esperti le universitàƒ americane provvedono da anni tramite là¢â‚¬â„¢istituzione di numerosi master, mentre in Europa è attivo il solo Erasmus Mundus Master of Bioethics.

Ma di cosa è esperto là¢â‚¬â„¢esperto di bioetica? Una delle risposte più diffuse consiste nel sostenere che là¢â‚¬â„¢esperto di bioetica non è in primo luogo identificato dalla competenza relativamente a certe teorie, nàƒÂ© e colui che fornisce soluzioni ai problemi bioetici, ma è colui che co-opera con medici e scienziati affinchàƒÂ© vari casi che costoro si trovano ad affrontare vengano trattati alla luce di particolari principi, i principi guida dellà¢â‚¬â„¢azione morale in bioetica. Relativamente alla determinazione di tali principi guida Stati uniti ed Europa hanno scelto soluzioni diverse. Gli americani, infatti, indicano in Autonomy, Normalificience, Beneficience e Justice le linee che devono orientare la ricerca di soluzioni alle questioni di bioetica. Gli europei, invece, durante gli anni à¢â‚¬â„¢90, hanno reagito allà¢â‚¬â„¢impostazione statunitense dominante e hanno indicato in Autonomia, Dignitàƒ , Integritàƒ e Vulnerabilitàƒ i propri principi cardine in materia di bioetica, sottolineando la necessitàƒ che i sistemi per la salute si basino anzitutto sui valori della solidarietàƒ e della giustizia. Negli ultimi tempi, peràƒÂ², si è avvertita là¢â‚¬â„¢esigenza di nuovi approcci alle questioni bioetiche sia in Europa che negli Stati uniti. Si sono cosàƒÂ¬ sviluppate prospettive vicine a correnti filosofiche come il personalismo e là¢â‚¬â„¢ermeneutica, forme di etica narrativa (basata sullà¢â‚¬â„¢attenzione ai singoli casi e alla storia propria di ogni paziente) e di ethics of care, ma si è dato anche maggior rilievo allà¢â‚¬â„¢applicazione di metodi empirici, statistici, come la somministrazione di questionari.

Non esiste dunque una bioetica, ma esistono tante bioetiche. CiàƒÂ² che resta fermo, come emerge da un recente studio condotto da Borry, è il dominio statunitense, e dei paesi di lingua inglese in genere, nella ricerca bioetica. Negli Stati Uniti, infatti, esce il 60% delle pubblicazioni in materia, seguito dal 13,5% in Gran Bretagna, dal 4% del Canada e dal 3,8% dellà¢â‚¬â„¢Australia. La nazione leader in Europa, dopo la Gran Bretagna, sono i Paesi Bassi, con il 2,7% delle pubblicazioni. Là¢â‚¬â„¢Italia detiene lo 0,6%, similmente a Francia, Germania e Cina. Tuttavia gli articoli di matrice extra-statunitense stanno aumentando: dal 32% del 1990 hanno raggiunto il 54% nel 2003.


LINKS:

La ricerca bioetica:

www.eacmeweb.com  European Association of Centers of Medical Ethics

www.espmh.cm-uj.krakow.pl European Society for Philosophy of Medicine

www.societasethica.info Societas Ethica. European Society for Research in Ethics

www.kuleuven.be/een/Contents/introduction.html European Ethics Network

La politica:

www.coe.int/T/E/Legal_affairs/Legal_co-operation/Bioethics Council of Europe

www.europa.eu.int/comm/european_group_ethics/index_en.htm

European Commission. European Group on Ethics in Science and New Technologies

Organizzazioni internazionali:

www.who.int/ethics/en World Health Organization (Geneva)

www.unesco.org/ethics UNESCO (Paris)

Master europeo in bioetica:

www.masterbioethics.org Erasmus Mundus Master of Bioethics: K.U. Leuven à¢â‚¬ Universitàƒ di Padova à¢â‚¬ Radboud

Il nostro sito utilizza cookie tecnici necessari a rendere semplice l'uso dei nostri servizi ai nostri visitatori. Vengono inoltre utilizzati link e componenti di terze parti che potrebbero a loro volta generare cookie dei quali non possiamo essere responsabili. Premere su 'OK' oppure continuare la navigazione nel nostro sito comporterà la prestazione del consenso all'uso dei Cookie. Consulta la pagina sulla privacy.