Mercoledì 09 Febbraio 2005
Scritto da Redazione
Un numero sempre maggiore di persone si pone domande sulle conseguenze del proprio stile di vita e di consumo sull'ambiente e sulle condizioni di lavoro. Per fornire degli orientamenti rispetto a queste domande, seguendo l'esempio dello sportello "Stilinfo" di Venezia, anche a Torino inizia la sperimentazione di uno sportello sul consumo critico. Lo sportello fornisce informazioni su argomenti come l'agricoltura biologica, i gruppi di acquisto solidale, il commercio equo e solidale, la finanza etica, il turismo responsabile, le campagne di boicottaggio, il risparmio energetico, il riciclaggio e la gestione dei rifiuti, mettendo il consumatore critico in contatto con le realtà locali che da tempo si occupano di queste tematiche. Lo sportello sarà aperto in forma sperimentale tutti i martedì dalle 17.30 alle 20.30 in via S. Secondo 3 a Torino presso la sede del Movimento Consumatori. Sarà possibile chiedere informazioni recandosi di persona, telefonando al numero 011-5069546, oppure via posta elettronica scrivedo all'indirizzo sportello@consumatorecritico.it
Domenica 09 Gennaio 2005
Scritto da Redazione
A Venezia è in corso il reclutamento di 1000 famiglie disponibili a sperimentare e monitorare cambiamenti nello stile di vita con il progetto "Cambieresti?" (Consumi AMBIEnte Risparmio Energetico STIli di vita) promosso dai bilanci di giustizia. Informazioni sul sito www.cambieresti.net
Giovedì 12 Maggio 2005
Scritto da Redazione
Bio Eco Cosmesi, Detergenza pulita, Tessile Biologico e Agriturismi Bioecologici. Sono i quattro nuovi marchi che nascono da Aiab, l'Associazione Italiana Agricoltura Biologica per compiere azioni di vita comuni preferendo il biologico per uno stile di vita che fa del rispetto dell'ambiente e delle risorse naturali il punto fermo per garantire una migliore qualità della vita. I quattro marchi sono stati concepiti per permettere al consumatore di riconoscere e acquistare in tutta sicurezza un prodotto, superando così la generica e poco attendibile definizione di prodotto naturale (Fonte: Vita).
Sabato 06 Ottobre 2007
Scritto da Redazione
 Lo "sviluppo sostenibile" può essere stato al centro dei discorsi di molti politici in questi ultimi tempi ma, secondo un recente studio, il paese dove lo si può vedere realizzato è uno solo: Cuba.
Una ricerca del Global Footprint Network, ripresa dal settimanale britannico New Scientist, ha infatti messo a confronto le condizioni di vita (in termini di Pil individuale, istruzione, sanità, aspettativa di vita, ecc.) di 93 paesi con la loro "impronta ecologica", un indice che misura l'impatto ambientale dello stile di vita di una determinata nazione. Lo studio, che sarà pubblicato sulla rivista Ecological Economics, fa parte della ricerca più vasta su 150 Paesi che viene presentata nel giorno del debito ecologico mondiale, domani. I risultati sono stati, in larga misura, quelli attesi: i paesi occidentali hanno standard di vita molto elevati ma consumano troppe risorse.
Gli scienziati autori della ricerca hanno addirittura calcolato che servirebbero cinque pianeti come la terra se tutta la popolazione mondiale vivesse secondo gli standard statunitensi.
All'altro capo della scala, i Paesi dell'Africa, dell'America Latina e di buona parte dell'Asia consumano le risorse della Terra in proporzione sostenibile - tanto che il nostro pianeta basterebbe tranquillamente a farci vivere tutti come un cittadino, ad esempio, della Malaysia - ma gli standard di vita sono troppo bassi. L'unica nazione dove lo sviluppo sembra andare d'accordo con la sostenibilità è, sorprendentemente, il paese guidato da Fidel Castro. "I cubani - spiega Mathis Wackernagel, coordinatore dello studio - hanno alti livelli di istruzione e di aspettativa di vita, e sono stati costretti dall'embargo petrolifero ad avere una piccola 'impronta ecologica ". "Nessuno ha il coraggio di dire cosa sia veramente la 'sostenibilità' - aggiunge lo scienziato - ma noi crediamo di averne fornita una misurazione solida".
(ANSA - 5/10/2007)
Giovedì 05 Giugno 2003
Scritto da Redazione
Come è riscaldata la tua casa? E con che mezzo di trasporto ti muovi? Quante volte alla settimana mangi carne o pesce? Hai acquistato articoli a risparmio energetico negli ultimi 12 mesi? Quanti sacchi della spazzatura produci ogni settimana? Ecco alcune delle domande del test per calcolare la propria impronta ecologica, ovvero l'impatto sull'ambiente del nostro stile di vita. [in fondo al comunicato in versione integrale con i risultati]. E' una delle iniziative promosse all'interno della settimana dell'impronta ecologica organizzata in tutta Italia da Rete Lilliput.
In questo contesto Lilliput invita i Comuni italiani ad intraprendere ed incentivare la costruzione di edifici in linea con i principi della bio-edilizia. L'invito è già stato raccolto da numerosi comuni della Brianza [tra cui Monza, Villasanta, Vimercate, Cesano Maderno, Seregno, Meda, Vedano al Lambro e Carugate]; il Comune di Mezzago ha già completato la costruzione di una scuola materna a basso impatto ambientale e visto il successo dell'iniziativa [realizzata con costi di poco superiori rispetto a quelli usuali], la Rete Lilliput propone a tutti i Comuni interessati di costruire almeno un edificio a basso consumo energetico sicura che in questo modo si possa innescare una spirale virtuosa che inciderà positivamente sullo stile di vita dei cittadini, spesso vittime inconsapevoli di materiali inquinanti, e sul settore dell'edilizia fornendo una nuova spinta verso l'utilizzazione di tecnologie innovative.
L'utilizzo di materiali per il risparmio energetico come pannelli solari,vetri a bassa dispersione, vernici ecologiche, recupero dell'acqua piovana…costituisce non solo una risposta efficace alle sempre più insistenti richieste dei cittadini di non farsi complici di un sistema di sfruttamento ambientale e praticare comportamenti rispettosi dell'ambiente ma permettono anche di ridurre drasticamente le emissioni nocive di anidride carbonica e offrono alle famiglie la possibilità di abitare in un ambiente salubre.
In linea con la scelta di non limitarsi alla critica dei modelli negativi esistenti ma adoperarsi attivamente in iniziative che conducano a pratiche quotidiane di rispetto dell'ambiente, la Rete Lilliput organizza incontri di formazione gratuiti per studenti ed addetti ai lavori tesi ad accrescere le conoscenze intorno alle tecniche di costruzione di edifici a basso impatto ambientale: giovedì 5 giugno nella città studi a Milano si terrà un seminario dal titolo 'Nuove culture e nuovi strumenti per capire ed affrontare la complessità che ci circonda' con la partecipazione di Mathis Wackernagel, Wolfgang Sachs e Jochen Jesinghaus, sempre giovedì a Monza al Teatro Manzoni gli stessi relatori terranno una conferenza su 'Un futuro sostenibile per la Brianza'. Venerdì 6 giugno a Villasanta [ore 9-13 località S. Fiorano] e sabato 7 giugno a Vimercate [ore 9-13 Auditorium della biblioteca] si terranno invece due incontri di formazione per i tecnici dei comuni della Brianza e le categorie professionali interessate sul tema del risparmio energetico e dei regolamenti edilizi orientati alla sostenibilità .
Test dell'impronta ecologica. Calcola la tua impronta personale.
CASA 1. Quante persone vivono con te? a] 1 30 b] 2 25 c] 3 20 d] 4 15 e] 5 o più 10
2. In che modo è riscaldata la casa? a] Gas naturale 30 b] Elettricità 40 c] Olio combustibile 50 d] Energia rinnovabile 0
3. Quanti punti di acqua [bagno, cucina, lavanderia, balcone] ci sono? a] Meno di 3 5 b] 3-5 10 c] 6-8 15 d] 8-10 20 e] più di 10 25
4. In che tipo di casa abiti? a] Appartamento/condominio 20 b] Villetta 40
ALIMENTAZIONE 1.Quante volte alla settimana mangi carne o pesce? a] 0 0 b] 1-3 10 c] 4-6 20 d] 7-10 35 e] più di 10 50
2. Quanti pasti cucini personalmente [compresi quelli portati a scuola /lavoro]? a] meno di 10 25 b] 10-14 20 c] 14-18 15 d] più di 18 10
3. Quando acquisti alimenti preferisci prodotti locali? a] sì 5 b] no 10 c] qualche volta 15 d] raramente 20 e] non lo so 25
ACQUISTI 1.Quanti acquisti importanti [stereo, televisore, computer, automobile, mobili, elettrodomestici] hai fatto nel corso degli ultimi 12 mesi? a] 0 0 b] 1-3 15 c] 4-6 30 d] più di 6 45
2. Hai acquistato articoli a risparmio energetico negli ultimi 12 mesi? a] Sì 0 b] No 25
TRASPORTI 1. Se hai un mezzo qual è? a] Bicicletta 15 b] Utilitaria 35 c] Vettura intermedia 60 d] Berlina 75 e] Macchina sportiva, monovolume o familiare 100 f] Van, utilitty vehicle o fuoristrada 130
2. Come vai a scuola/lavoro? a] In automobile 50 b] Con i mezzi pubblici 25 c] Con uno scuolabus 20 d] A piedi 0 e] In bicicletta o pattini a rotelle 0
3. Dove hai passato le vacanze nel corso dell'ultimo anno? a] Niente vacanze 0 b] Nella mia regione 10 c] In Italia 30 d] In Europa 40 e] In un altro continente 70
4.Quante volte utilizzi l'automobile per il fine settimana? a] 0 0 b] 1-3 10 c] 4-6 20 d] 7-9 30 e] più di 9 40
RIFIUTI 1. Fai la riduzione dei rifiuti [per esempio preferisci imballaggi ridotti,rifiuti l'invio di posta pubblicitaria, preferisci contenitori riutilizzabili]? a] Sempre 0 b] Qualche volta 10 c] Raramente 15 d] Mai 20
2. Quanti sacchi della spazzatura produci ogni settimana? a] 0 0 b] ½ sacco 5 c] 1 sacco 10 d] 2 20 e] più di 2 30
3. Ricicli i giornali, le bottiglie di vetro e quelle di plastica? a] Sempre 5 b] Qualche volta 10 c] Raramente 15 d] Mai 20
4. Prepari il compost con i rifiuti della frutta e della verdura? a] Sempre 5 b] Qualche volta 10 c] Raramente 15 d] Mai 20
RISULTATO Meno di 150 punti: impronta ecologica inferiore a 4 ettari 150- 350: tra 4 e 6 ettari [la maggior parte degli italiani] 350- 550: tra 6 e 7,7 ettari 550- 750: tra 7,7 e 10 ettari
L'impronta media mondiale richiesta dagli scienziati è di 1,7 ettari a persona. Ottenere un punteggio inferiore a 4 è indice di un comportamento eco-sostenibile.
Martedì 01 Dicembre 2009
Scritto da Redazione
Sono totalmente affascinata, in genere, dalle discussioni tecniche che quotidianamente avvengono nel Fight Club dei sostenitori del global warming versus propugnatori del global cooling. Con l'arrivo del vertice di Copenhagen, e dei pesantissimi e vincolanti impegni economici che eventualmente comportera', la battaglia si fa sempre piu' aspra. L'ultimo punto a favore l'hanno segnato i 'negazionisti' (odio questa parola, che toglie liberta' di pensiero a chi, magari anche sbagliando, va contro il pensiero mainstream e dovrebbe avere tutto il diritto di farlo), quando grazie ad un manipolo di hackers sono riusciti a mettere le mani sulle email di un gruppo di scienziati della parte avversa.
Dalle email si evincerebbe che il global warming e' una falsita' che viene propugnata e spinta con ogni mezzo. Fermo restando che se si leggessero le email di tutti noi evidenziandone solo alcune frasi, saremmo tutti imputabili di progettare l'omicidio del cognato tirchio, del cane del vicino o persino di qualche Presidente che non nomino, e' assai probabile comunque che chi crede fermamente in un 'ideale' cerchi di affermarlo con ogni mezzo, e cio' non certo per denaro o avidita' o corruzione. Mi perdonino gli amici meteorologi o climatologi, io non sono cosi preoccupata per il cambiamento climatico e per le sue conseguenze. Non tengo neppure a sapere se e' cosa vera o falsa o tirata per i capelli. Credo invece, e lo dico apertamente, che rappresenti un'opportunita' magnifica. E' probabile anche che non sia la sola a pensarla cosi: i nodi energetici stanno venendo al pettine. Quelli della produzione industriale anche, cosi come quelli del consumo, per tacere dell'inquinamento e dei disastri ambientali. Pare pero' che ne' i cittadini ne' il sistema produttivo siano in grado di accettare la realta' che dovremo presto tornare ad uno stile di vita anni '60, volenti o nolenti, e pare anche che non ci sia un solo politico, governante, ente sovranazionale disposto a mettere le carte in tavola su queste scomode verita'. Se il global warming diventa allora il conveniente paravento dietro cui nasconderle, per far ingoiare al mondo intero l'inevitabile marcia indietro a cui sara' sottoposto il nostro stile di vita, allora ben vengano persino le eventuali bugie. Anzi, ringraziamo il cielo che hanno avuto almeno il buonsenso di inventare/accettare il global warming. Potevano continuare a far finta di niente, cosa in cui riescono benissimo. (Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)
Martedì 12 Giugno 2007
Scritto da Redazione
 A lanciarlo il portale www.buonpernoi.it, la testata giornalistica online di Coop, che, recentemente premiato da Assoweb come esempio di buona prassi a servizio dei consumatori, invita a tutti coloro che condividono la sua filosofia a mettere in comune testi, video e immagini per dar vita alla comunità dei consumatori consapevoli.
Buonpernoi.it è il primo portale italiano che decide di dedicare un social network a chi crede che quello che compriamo, quello che mangiamo, il modo in cui ci rapportiamo agli altri, alle cose e alla natura siano gesti quotidiani che, in un circolo di scelte consapevoli, hanno il potere di migliorare la vita di tutti. E per farlo ha utilizzato la piattaforma Ning, creando Buonpernoi.ning.com dove, in maniera semplice e immediata, è possibile creare il proprio profilo personale, per partecipare alle discussioni del forum, inviare immagini e video nelle gallerie, condividendo insomma i propri contenuti con gli altri membri che via via entreranno a far parte di questa community dei consumatori consapevoli.
D’ora in poi, dunque, oltre a leggere nelle varie sezioni del portale Buonpernoi.it, interviste, rubriche, dossier dedicati ai consumi consapevoli, alle altre culture che vivono accanto a noi, al nostro ambiente da conoscere e difendere, al cibo come cura e cultura, al benessere e alla prevenzione e al mondo del volontariato, sarà dunque possibile, per chiunque voglia, far sentire la propria voce, partecipando al Ning con testi, foto e video. E lì instaurando relazioni con chi condivide gli stessi valori. Rispetto alla gran parte dei social network attualmente esistenti Buonpernoi.ning.com punta infatti a creare una community dove ciò che unisce i vari membri non sono né le passioni del tempo libero, né gli interessi professionali, ma uno stesso stile di vita. E pertanto, rispetto ad altri social network, non vi si entra su invito personale di uno dei membri che già ne fanno parte, ma in maniera libera, semplicemente dietro registrazione del proprio profilo.
Buonpernoi.ning.com, come vuole la filosofia del Web partecipativo, è a disposizione di tutti, senza mediazioni e in assoluta libertà. Vive, insomma, in maniera del tutto autonoma e indipendente dal portale www.buonpernoi.it che l’ha creato, perché saranno i membri della community a inserire i contenuti secondo l’approccio del cosiddetto web 2.0.
“Ci auguriamo che questo spazio di condivisione d’esperienze lanciato dal nostro portale stimoli l’instaurarsi di interazioni tra chi cerca e sa trovare il meglio per tutti, grandi e piccoli, uomini e donne. Proprio come suggerisce la parola stessa, Ning infatti è un nome cinese unisex che significa Pace.”, dichiara Paola Parenti, Presidente di Chiocciola Srl (www.e-chiocciola.it), la società del gruppo di Coop Adriatica che ha ideato e attualmente gestisce il portale www.buonpernoi.it.
Nato nel 2002 con il contributo della Commissione Europea Direzione Generale Salute e Tutela dei consumatori, Buonpernoi.it è la testata giornalistica di Coop che si pone l’obiettivo di aiutare le persone a trovare il punto d´incontro tra le idee e i comportamenti quotidiani per migliorare l’impatto che le nostre azioni hanno sulla nostra vita e su quella del mondo. Una sfida per la quale il portale ha ricevuto da Assoweb lo scorso 26 maggio il Premio DONNAèWEB 2007, dedicato ai progetti online promossi da donne, quale esempio di buona prassi per il suo impegno nella divulgazione di informazioni di servizio per i consumatori.
Venerdì 30 Ottobre 2009
Scritto da Redazione
di Dott.ssa Fabiola Menon, nutrizionista - http://www.fabiolamenon.it
Uno dei disturbi che io osservo di piu' nei miei pazienti, e che tratto quotidianamente come nutrizionista nella mia pratica clinica, e' il Diabete.
Quante persone hanno il diabete'¦..le ultime stime parlano di circa 2.000.000 di diabetici in Italia. E c'e' la previsione di arrivare ai 5.000.000 nel 2025. Partiamo col dare una definizione semplice di diabete, una definizione breve, comprensibile e chiara per tutti: il diabete e' l'incapacita' dell'organismo di controllare il livello degli zuccheri nel sangue, cioe' il livello della glicemia.
Esistono fondamentalmente due forme di diabete: il Tipo 1, che normalmente ci portiamo dalla nascita, e il Tipo 2 che insorge con l'eta'. Nel diabete tipo 1 c'e' un vero e proprio 'difetto di fabbrica', per cosi dire, che consiste nel fatto che il nostro pancreas non produce insulina e quindi non puo' in alcun modo gestire il livello glicemico del sangue. Nel diabete tipo 2, invece, l'insulina c'e', viene prodotta dal pancreas, tuttavia non e' quantitativamente sufficiente (oppure non e' in grado) di svolgere bene il suo lavoro, che consiste nel veicolare il glucosio dentro la cellula. Immaginate che il glucosio contenuto nel sangue, che abbiamo immagazzinato attraverso il cibo, debba entrare nelle cellule di tutti i nostri organi. Ebbene, l'insulina e' la chiave che apre la porta delle cellule. Se l'insulina non c'e', o non e' sufficiente, o e' arrugginita'¦'¦il glucosio non entra nelle cellule e rimane in circolo, nel sangue. Ecco perche' ci si ritrova con la glicemia alta.
C'e' una soluzione? Anzi, c'e' la soluzione? Si, naturalmente: bisogna imparare a mangiare.
In questo caso, rivolgersi a un professionista della nutrizione significa dare una svolta importante alla propria vita, nel senso di cambiare lo stile di vita, per ottenere indubbi vantaggi circa i livelli della glicemia e "guadagnare" salute.
E' una convivenza difficile quella con il diabete. La diagnosi spesso arriva all'improvviso e con essa tutte le ansie legate alla comparsa delle gravi complicanze che sono associate alla malattia. Alcune di queste sono note da tempo e i pazienti ne parlano liberamente con il medico: e' il caso delle malattie cardiovascolari e della retinopatia, che sono tra i principali fattori di rischio associati al diabete. Altre complicanze sono vissute in silenzio, come ad esempio la disfunzione erettile, la difficolta' psichica nel volgersi all'altro nel rapporto sessuale.
Ricordiamo anche che il diabete e' la prima causa di insufficienza renale, sia in Europa che negli stati Uniti. E quindi abbiamo all'orizzonte, per i casi piu' gravi, lo spettro della dialisi. Attualmente il 10% dei dializzati e' affetta da diabete (ricordo che i diabetici sono 2.000.000, il 10% significa 200.000 persone in dialisi a causa del diabete. Vi do un dato nostrano: il Registro Dialisi e Trapianto della regione Veneto mostra, ad esempio, che nel '97 la percentuale di diabetici fra i nuovi casi di dialisi era del 10,9% e che la percentuale e' aumentata progressivamente fino a raggiungere il 18% nel 2000. Non sono numeretti'¦..Attualmente nella fascia d'eta' tra i 46 e i 75 anni, il diabete e' responsabile di oltre un terzo dei casi di dialisi.
Quella con il diabete e' una convivenza difficile eccome. Per non parlare dell'inesorabile appuntamento quotidiano con l'autocontrollo della glicemia e con le terapie che hanno delle inevitabili e dirette ripercussioni sull'organizzazione quotidiana e di conseguenza sulla qualita' della vita. Una realta' complessa quella del diabete'¦'¦.dove il paziente si confronta quotidianamente con gli orari dei pasti, non parliamo di quelli che seguono la terapia insulinica che e' legata a regole e orari molto rigidi, per non parlare delle gravi rinunce alimentari solo perche' nessuno ha spiegato al paziente cosa/come mangiare. Poi c'e' il confronto quotidiano con con le possibili complicanze della malattia, di cui la retinopatia e' la piu' sentita (c'e' sempre questa spada di Damocle della cecita' che pende'¦..). Poi non parliamo del rinnovo della patente, vissuto sempre come uno shock.
Evidenze cliniche internazionali hanno dimostrato che e' possibile prevenire la malattia nella popolazione generale ed, inoltre e' possibile curare bene le persone che ne sono gia' affette: il cibo e' in grado di prevenire il diabete o, nei casi piu' refrattari, di ritardare la comparsa delle manifestazioni cliniche del diabete.
La lotta contro l'obesita' e il soprappeso corporeo, ad esempio, comportano un impegno che va' al di la' dell'assistenza sanitaria, perche' incide nel costume, nello stile di vita, nell'informazione, nell'istruzione primaria, e, non ultimo, anche nelle politiche industriali delle aziende del settore alimentare.
Risulta chiaro che per ottenere dei risultati non ci si deve limitare a intervenire sul paziente, una volta che la malattia e' conclamata. Ma si deve operare direttamente nella collettivita' informando su che cosa e' il diabete, su quali sono gli elementi che possono accelerarne la progressione, intervenire sui soggetti che sono gia' avanti in questo percorso aiutandoli a invertire la rotta, ma soprattutto intervenire sugli elementi che agiscono in modo positivo educando le persone a uno stile di vita nuovo che, non solo li aiutera' a gestire e risolvere questa malattia cronica ma, incredibilmente, li portera' a uno stato di salute impensabile prima. Questo perche' incidere sullo stile di vita, attraverso il cibo, significa liberarsi di tutto un insieme di segni e sintomi che 'girano' attorno al diabete e che aggravano/appesantiscono lo stato generale del paziente.
Dott.ssa Fabiola Menon, Nutrizionista - Master in Psico Neuro Enodocrino Immunologia
(Tratto da: http://www.stampalibera.com)
Giovedì 18 Settembre 2003
Scritto da Redazione
In un lungo articolo dal titolo "Senz'ombra di pietà per l'Occidente" apparso su "Tempi duri" allegato al quotidiano "Il Giornale", Anna Bono accusa gli organi di stampa missionaria di mostrare "una completa identificazione con il pensiero no global". Secondo l'articolista "gli organi di stampa e d'informazione missionari affiancano i no global nel sostenere che il mondo non deve scegliere l'Occidente, il suo modello e il suo stile di vita". "Più che all'amore per i poveri sembrano dediti all'odio per i ricchi" - ribadisce il sottotitolo dell'articolo.
All'articolo della Bono risponde padre Ottavio Raimondo, direttore dell'Editrice Missionaria Italiana (EMI) con un editoriale nel quale chiarisce i motivi che portano il mondo missionario vicino alle istanze del movimento new-global. "L'EMI, la FESMI, la MISNA non puntano il dito contro nessuno ma dicono a tutti: questo sistema in cui viviamo non ha futuro, non è il sogno di Dio, semplicemente perché non è per tutti, è escludente, emarginante". E sottolinea che "il dito puntato sull'altro sparge ancora il seme dell'odio. Puntare il dito contro le persone non è lecito e, per lo meno, è pericoloso. Quando punti il dito contro una persona ne punti contemporaneamente tre contro te stesso e uno verso l'alto!"
Nella seconda parte dell'editoriale il direttore dell'EMI richiama il significato dell'impegno missionario: "Il nostro è un invito a cambiare rotta per avere futuro. Proprio perché amiamo anche l'Occidente di cui siamo figli gli diciamo: amici pensiamoci su, facciamo una pausa per vedere verso dove stiamo camminando. Noi possiamo anche tacere ma parlerebbero le pietre. Ciò che sta accadendo nel mondo di oggi non è degno dell'uomo e, tanto meno, del cristiano". E prosegue domandando: "Perché in questo mondo tutto è permesso meno mettere in discussione il Cesare con il suo potere e con i suoi miti della pace basata sulle legioni?... Ma quale diritto? Il diritto di fare schiavi e di annientare? Ieri con la croce oggi con le bombe?". L'editoriale si conclude con un invito alla "sorella Anna Bono" a "lasciare la sponda della competitività che esclude" per passare a quella "della convivialità , del dono e della sobrietà felice perché leggeri è bello e sostenibile!".
Giovedì 15 Marzo 2007
Scritto da Redazione
Vedere il proprio nome impresso su una monoposto Formula 1 in cambio di un impegno a modificare il proprio stile di vita per migliorare l’ambiente. E’ l’idea della casa giapponese Honda, che annuncia che nella stagione 2007 sulle proprie auto apparirà al posto degli sponsor. Chi aderirà attraverso il sito www.myearthdream.com, avrà dedicato un pixel del pianeta sull’auto, che esaminato al microscopio sarà il proprio nome. Honda Racing F1 Team collaborerà con le principali associazioni impegnate nella tutela dell'ambiente a livello mondiale per affinare l'attuale etica ecologista di Honda nel contesto dello sport motoristico più seguito e prestigioso del pianeta. L'obiettivo principale di Honda Motor Co è quello di diventare un'azienda totalmente eco-compatibile. Honda ha già fatto passi da gigante in questo senso, ristrutturando le proprie attività aziendali [Metamorfosi].
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