Giovedi, 29 Luglio 2010
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    Tag:porta a porta

    Forte indignazione hanno suscitato le violente dichiarazioni del signor Edward Luttwak nel corso della puntata di "Porta a Porta" del 12 novembre 2003. Gravissime le accuse al pacifismo e all'informazione non allineata di sostenere la violenza, basate sul diktat di Bush "o con noi o con i terroristi" (ventilando anche l'ipotesi di oscuramento di siti di informazione indipendente).


    Si tratta di un attacco inaudito alla liberta' di stampa, all'indipendenza dell'informazione, a quella democrazia che e' orgoglio di un popolo intero e conquista pagata a caro prezzo.

    Gli editori e giornalisti indipendenti, impegnati quotidianamente per la liberta' d'espressione, la pace, i diritti umani e civili, esercitano un'attivitàƒ di pubblica utilitàƒ , dando voce anche alle ragioni della pace contro tutte le guerre, e nulla hanno a che spartire con qualunque forma di violenza.

    Come liberi cittadini che esercitano un libero diritto, quello di espressione, occorre denunciare l'accaduto per mobilitare l'opinione pubblica alla protesta affinchè venga garantita la libertàƒ e contro il tentativo inaccettabile di criminalizzare il dissenso.

     
    Fare dei rifiuti una risorsa, anzi monetizzarli per avvicinare la gente alla raccolta differenziata. È questo lo scopo dell' "Ecopunto informativo" di Moncalieri, il primo negozio in Italia a comprare spazzatura, recentemente aperto con una serie di dimostrazioni [HelpConsumatori.it]. 



    Voluta dalla Recoplastica, una piccola azienda che recupera rifiuti nel Canavese, l'iniziativa si basa su un'idea semplicissima: creare al posto di una discarica un servizio privato di valorizzazione dello smaltimento intelligente, premiando la clientela con ricompense a prezzo di mercato. Non molti sanno infatti che quel che viene gettato nei cassonetti ha un valore e può diventare un modaiolo arredo interno o addirittura una bicicletta, passando da paesi come la Cina o la Germania.

    "Ci rivolgiamo - dicono i responsabili - soprattutto ai pensionati, i più penalizzati. Abbiamo scelto questa collocazione pensando a un'offerta di carattere sociale, per aiutare le fasce deboli a risparmiare denaro smaltendo intelligentemente l'immondizia domestica". Aperta, quindi, la raccolta di plastica Pet, bottiglie, carta, cartone, lattine e contenitori ferrosi per alimenti.

    Il negozio, che sarà operativo a partire dal mese di agosto, nasce proprio a Moncalieri come risposta al carotariffe del sistema di raccolta "porta a porta", spesso contestato in Piemonte. Nel progetto saranno coinvolte anche le scuole per aumentare nei ragazzi la consapevolezza sul tema. Per il futuro, inoltre, non è escluso che l'idea venga esportata in altre regioni italiane: "Siamo stati contatti da molte parti, anche dalla Campania - dicono alla Recoplastica - sono tutti interessati all'idea, qualcuno ci ha proposto addirittura di aprire una catena di negozi".


     

    Il Comune di Arco, in provincia di Trento, ha quasi raggiunto il 54% di raccolta differenziata in soli due mesi, grazie alla diffusione del sistema porta a porta per la raccolta dell'umido organico nella maggior parte del territorio comunale. Al raggiungimento dell'obiettivo ha contribuito il porta a porta ma anche l'intenso piano di controlli condotto dalla Polizia municipale che presidia costantemente il territorio per identificare e sanzionare tutti coloro che abbandonano i rifiuti in luoghi non idonei o utilizzano in modo improprio i cassonetti per la raccolta stradale di carta, plastica e vetro.   [Fonte: Ecosportello ]


     

    Il premier nega fatti incontestabili, come la relazione con Patrizia D'Addario.

    Il presidente del Consiglio di un Paese democratico e' obbligato a non nascondere fatti e circostanze della propria vita privata che possano indurre dubbi o sospetti.

    La regola, tuttavia, non vale in Italia e per il Cavaliere, almeno stando all'ennesima anticipazione del libro di Bruno Vespa, il suo 'giornalista preferito'.

    Avrebbe detto 'Papi Silvio' al conduttore di 'Porta a Porta' : "Non ho avuto alcuna relazione con la signorina Noemi. Al riguardo si sono dette e scritte soltanto calunnie".  Vespa non ha ricordato (secondo le cronache) le affermazioni esplicite di Miriam Bartolini – Veronica Lario, moglie separata di Berlusconi: "Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni ['¦] Perche' la ragazza minorenne la conosceva prima che compisse 18 anni: magari fosse sua figlia [...] Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E' stato tutto inutile".

    Per quanto riguarda invece Patrizia D'Addario, nonostante la registrazione di una conversazione telefonica dalla quale si desume di tutto e di piu', il premier spiegato di averla incontrata durante una cena con molte persone organizzata dalle militanti di dei club 'Forza Silvio' e 'Meno male che Silvio c'e''" alla quale "all'ultimo momento ci si infilo' anche Tarantini con due sue ospiti". Anche in questo caso smentendo le testimonianze incrociate di piu' di uno dei partecipanti alla serata e le sue stesse parole raccolte dalla escort barese. Vespa non ha chiesto al premier come si possa spiegare il fatto che, secondo le risultanze dell'inchiesta, Tarantini potrebbe aver presentato al presidente del Consiglio numerose altre ragazze, forse una trentina.

    Infine, Berlusconi, ormai convinto di poter dichiarare quello che crede senza alcuna cautela, ha ancora una volta sottolineato senza timore l'ampiezza del conflitto di interessi del quale e' protagonista. Sull'uso di aerei in uso alla Presidenza del consiglio ha specificato: "La magistratura ha gia' archiviato la pratica al riguardo. Io non ho mai utilizzato 'voli di Stato' in modo non lecito. Faccio altresi presente che il mio gruppo dispone di ben cinque aerei che io posso utilizzare in qualunque momento". Rilevare che il ruolo pubblico dovrebbe impedire al premier qualunque contatto con la sua azienda e' pia illusione. Perche' ricorrere solo all'uso dei jet Mediaset e non all'intero colosso editoriale del quale e' proprietario, potrebbe chiesersi un cittadino curioso?

    Molti quotidiani hanno suggerito che con l'intervista rilasciata al  conduttore di 'Porta a Porta'  Berlusconi abbia inteso rispondere alle 'famose' domande de 'la Repubblica'. Forse, anche se formalmente rispondere significa argomentare e non sviluppare la tecnica del "non so e non c'ero e se anche ci fossi stato non ho visto nulla".

    Non e' chiaro se Vespa abbia replicato alle parole del Cavaliere (sarebbe il vero scoop dell'intervista) o si sia limitato a registrare,  senza affrontare la natura reale dei fatti.

    Nel dubbio, tuttavia, c'e' una certezza: quello che non si capiva continua ad essere incompresibile.

    (Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)
     

    La Consob è stata condannata dal Tribunale di Roma per omesso controllo sulle attivitàƒ della Sfa, Servizi finanziari amministrativi, societàƒ torinese fondata nel 1987 e fallita nel 1993. La causa è stata intentata da 124 investitori che oggi hanno ottenuto ragione dalla seconda sezione civile del Tribunale della Capitale. La Commissione di vigilanza sulla borsa è stata condannata a risarcire 4.142.809,15 euro oltre alla rivalutazione monetaria degli interessi. (ANSA, 7 Settembre 2004)


    "Si tratta - spiega Paola Pampana, l'avvocato che ha assistito alcuni dei risparmiatori coinvolti - di investimenti realizzati nel 1990 con il metodo del porta a porta con metodi che creavano confusione e in assoluta carenza documentale. Nonostante le notizie successivamente apparse la Consob non ha mai tolto l'autorizzazione a questa societàƒ mai inserita nell'elenco delle Sim". Secondo il legale questa sentenza, di cui è stato resto noto soltanto il dispositivo, mentre le motivazioni verranno rese note tra alcuni giorni, "àƒÂ© la seconda che a distanza di molti anni condanna la Consob" nella sua storia trentennale.

    Secondo quanto si è appreso la Commissione starebbe valutando il ricorso in appello. La stessa Consob aveva deciso la sospensione, per 60 giorni, dell'attivitàƒ della Sfa di Torino e nel febbraio del 1993 per presunte "irregolaritàƒ nella gestione". Pochi mesi prima sempre la Commissione aveva giàƒ vietato in via cautelare all'Italia Fiduciaria, controllata dalla stessa Sfa di Torino, di assumere nuovi mandati. Pochi giorni prima della decisione Consob, Assorisparmio aveva "denunciato il mancato rimborso da parte della Sfa commissionaria di Torino di circa 85 miliardi richiesti dalla clientela a fronte di gestioni patrimoniali e pronti contro termine". Nel 1996 la Procura presso il tribunale di Torino ha avviato un' inchiesta sull' operato della Consob per l' iscrizione all' albo delle Sim (societàƒ d' intermediazione mobiliare) delle societàƒ del gruppo Sfa (fallita circa diciotto mesi più tardi). L' ipotesi è che la societàƒ sia stata ammessa all' albo senza avere i requisiti". Nel 1998 è stato aperto a Torino un processo contro 27 imputati, tra cui il fondatore della finanziaria Francesco Milano. Nel 1999 il tribunale di Torino ha condannato Milano a 6 anni di carcere e al pagamento di una maxi-provvisionale di 103 miliardi di lire (in pratica irrecuperabili, perchàƒÂ© l' imputato àƒÂ© risultato quasi nullatenente) alle parti civili. Le societàƒ del gruppo Sfa - secondo la ricostruzione dei giudici - raccolsero oltre 150 miliardi, che sarebbero stati contabilizzati solo parzialmente. Parte dei fondi finirono in societàƒ del gruppo Dominion (poi fallito e oggetto di una complicata inchiesta giudiziaria) del finanziare Roberto Caprioglio. Dopo l' apertura delle indagini, la Procura di Torino trasmise gli atti a Roma per vagliare il ruolo della Consob, perchàƒÂ© alcune societàƒ del gruppo Sfa sarebbero state ammesse all' albo delle Sim (societàƒ di intermediazione mobiliare) senza avere tutti i requisiti di legge. I vertici della Commissione, al tempo dei fatti, sono stati successivamente prosciolti con formula piena. (ANSA).

     

    A proposito di tasse e di contratto con gli italiani: chi si ricorda di Luigi Crespi? Fu lui, tecnoracolo del marketing di Forza Italia, a coniare quel fantastico slogan: "Meno tasse per tutti". E sempre lui fu l'inventore del contratto con gli elettori a Porta a porta. Era il maggio del 2001 e quella cerimonia mediatica fece probabilmente la differenza. Bene, oggi Crespi dice che Berlusconi "è finito" e che quel contratto lo sta portando al "disastro". E spiega: "Come leader ha perso la sua natura. Importante non è la durata del governo, un prolungamento dell'agonia, né le balle che cercherà di raccontare".
    [Filippo Ceccarelli - La Stampa - 25/11/2004]


     
    Le intercettazioni telefoniche relative all'inchiesta che ha fatto finire in manette Vittorio Emanuele di Savoia hanno messo nei guai illustri personaggi del mondo della politica e del giornalismo. Il primo di questi a farne le spese è stato Salvatore Sottile, portavoce del leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini, che si è guadagnato gli arresti domiciliari.

    Sono davvero inquietanti i colloqui telefonici intercettati dai Magistrati. In particolare sono molto gravi quelli tra Sottile e alcuni giornalisti Rai. Nell'occhio del ciclone per esempio è finito Bruno Vespa. I Giudici lo hanno "ascoltato" mentre concordava con Sottile il palinsesto di una puntata della sua trasmissione "Porta a Porta". Fini poteva scegliere persino chi doveva essere il suo "avversario" del centrosinistra in studio. In un'occasione Vespa gli chiede se preferisce il diessino Piero Fassino o il dielle Francesco Rutelli. A scelta del leader di An anche gli altri ospiti, per intenderci quelli che a metà trasmissione suonano il celebre campanello. Ma un po' tutta la trasmissione è al servizio del politico della Casa delle Libertà, Bruno Vespa assicura infatti che la trasmissione "gliela strutturiamo, confezioniamo addosso".  Vespa non è però l'unico ad essere coinvolto.

    Anche il direttore del Tg1 Clemente Mimun è stato registrato dai microfoni dei Magistrati. Durante una telefonata Mimun promette un servizio "dai risvolti mediatici favorevoli all'on. Fini e all'intera coalizione di governo".

    Ma è legale un comportamento di questo tipo? Le Toghe non hanno dubbi, si tratta di un "modus operandi ben lontano dal rispetto dei principi e, in particolare, da quella imparzialità e da quella trasparenza che dovrebbero essere i canoni ai quali deve ispirarsi un servizio pubblico".

    Anche il sindacato dei giornalisti Rai è certo che non sia questo il modo in cui la tv di Stato deve comportarsi.

    "Dalle intercettazioni telefoniche emerge un quadro che coinvolge pesantemente anche la Rai - si legge in un comunicato dell'Usigrai - macchia tutta l'azienda. Certa informazione Rai esce malconcia dai tabulati. Leggere che una trasmissione come Porta a Porta venga confezionata addosso ad un esponente politico fa pensare più al lavoro del sarto che a quello del giornalista".

    http://www.centomovimenti.com/2006/giugno/19_vespa.htm



     
    Da un'indagine di IPSOS commissionata da Comieco, emerge che 8 italiani su 10 praticano regolarmente la raccolta differenziata di carta e cartone, plastica e vetro; il 78% fra essi e' convinto che sia un'attivita' molto utile, mentre il 65% degli intervistati afferma di non incontrare nessun problema o ostacolo nel fare la raccolta differenziata dei materiali a base di cellulosa.

    La raccolta differenziata per gli italianiNello stesso sondaggio emerge che il 36% degli intervistati ha difficolta' a fare la raccolta differenziata e per il 45% di essi il problema e' la disorganizzazione o l'assenza della raccolta porta a porta.
    Ma ci sono anche esempi virtuosi: il 64% afferma di fare la raccolta differenziata anche in vacanza, in ufficio (51%) e al centro commerciale (54%).
    Mentre allo stadio, gli italiani tornano sulla "cattiva strada": solo il 23%, infatti, fa la raccolta differenziata.
    Dall'indagine si nota cla necessita' di un miglioramento sul fronte della qualita' della raccolta: molti italiani infatti gettano nella raccolta differenziata di carta alcune tipologie che invece non dovrebbero andarci.
    Ad esempio, il 75% getta gli scontrini, il 45% la carta con residui di cibo (che va invece nell'indifferenziato), il 37% i giornali avvolti nel cellophane senza prima separarli, il 35% i fazzoletti sporchi.
    Piero Attoma, Presidente di Comieco ha commentato "i dati della ricerca sono incoraggianti e confermano che la raccolta differenziata di carta e cartone in Italia non riscontra particolari problemi: nel 2008, infatti, e' stata registrata una crescita del 7,1%, pari a 200.000 tonnellate in piu' rispetto al 2007, e questo nonostante la crisi economica che ha provocato un calo dell'immesso al consumo di imballaggi cellulosici".
    "Esistono comunque aree di miglioramento sia in termini quantitativi, soprattutto al Sud e nelle Isole, che - e questa e' la vera sfida del futuro - qualitativi", ha aggiunto Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco.
    Montalbetti ha poi concluso: "il riciclo di carta e cartone e' una realta' consolidata che porta grandi benefici ai cittadini in termini sia ambientali che economici: in 10 anni, infatti si e' evitata la formazione di 170 discariche e sono stati trasferiti ai Comuni convenzionati oltre 604 milioni di euro".

    (Tratto da: http://informazionesenzafiltro.blogspot.com)
     

    Bush, sentendosi un po' traballante sulla sua poltrona di uomo più potente del mondo, e avendo notato che il probabile candidato degli avversari democratici, John Kerry, passa di vittoria in vittoria nelle primarie del suo partito e continua a ripetere la frase: "Ci siamo liberati del regime di Saddam Hussein. Adesso dobbiamo liberarci del regime di George Bush", ha pensato bene di andare in televisione.

    [di Furio Colombo]


    Che cosa fa l'uomo più potente del mondo, in questo caso? Corre i suoi rischi. Fa sapere alle tre grandi reti televisive che il presidente degli Stati Uniti è disponibile. Si fa avanti Tim Russert, della NBC, giornalista di lunga esperienza che conduce da molti anni un celebre programma televisivo della domenica mattina, "Meet the Press" (incontrare la stampa). Sottotitolo non detto ma noto anche a Bush: lo fate a vostro rischio e pericolo. Molte carriere politiche (si pensi al sen. Hart, quando era candidato presidenziale) sono state stroncate da quelle interviste. Non esistono accordi preliminari o situazioni di comparaggio, come è avvenuto l'altra settimana nel celebre "Porta a Porta" italiano. In quell'occasione Bruno Vespa ha zittito Antonio Di Pietro perché, ha detto senza mascherare l'accordo, "Dobbiamo ascoltare prima il ministro Giovanardi che ha da darci dei numeri". Si trattava del numero di leggi "ad personam" approvate dalla maggioranza di Berlusconi, tra cui l'obbligo dei fari accesi di giorno e la patente a punti. Doveva essere la smentita all'affermazione secondo cui Berlusconi fa leggi solo per se stesso. Vespa, "il moderatore", non ci ha spiegato come sapeva che cosa c'era fra le carte di uno dei suoi ospiti, data la sua scrupolosa equidistanza. Ma evidentemente anche lui è un previsivo, come direbbe Scapagnini esaltando le doti uniche di Berlusconi.

    Negli Usa Vespa non c'è, non c'è riparo in alcuno studio televisivo. George Bush ha corso il suo rischio, perché domande e accordi in anticipo non ce ne sono, non ci sono trucchi, grandi schermi e arrivi a sorpresa, e il giornalismo non è varietà . Come è andata? Bene, per il giornalismo. L'intervistatore al presidente degli Stati Uniti chiede: "Lei ha fatto la guerra perché ha detto che non c'erano dubbi sulle armi di distruzione di massa, ma di quelle armi non c'è traccia...." Risposta di Bush: "Giusto". Incalza Russert: "Adesso è chiaro che le cose non stanno come aveva detto lei". E George Bush: "Esatto". "Ma allora che cosa risponde a chi l'accusa di avere portato il Paese può lanciare una guerra preventiva senza prove? Poi avevate detto che saremmo stati salutati come liberatori e invece siamo in forti difficoltà . Abbiamo sbagliato i calcoli?".

    Sono tutte domande a cui l'uomo più potente del mondo si sottomette con pazienza e cerca di rispondere senza innervosirsi o dare segni di irritazione. Il fatto è che Bush sarà anche l'uomo più potente del mondo ma la carriera televisiva di Russert non è nelle mani del presidente degli Stati Uniti. Anche Russert è bravo, ma non farà la fine di Enzo Biagi. Fa luce una domanda chiave dell'intervistatore, che dopo tante contraddizioni di Bush nelle risposte gli chiede: "Ma lei andrà a testimoniare alla Commissione d'inchiesta che dovrà cercare di chiarire come si è arrivati all'errore?". Gli indici di gradimento popolare di Bush continuano a scendere e lui si rende conto di non possedere sette reti televisive e di non essere in grado di far tacere un giornalista. Perciò ci tiene a manifestare la sua buona volontà : "Certo che ci andrò. Sarò ben lieto di mettere a disposizione della commissione tutto quello che so, e di dare qualche indicazione, se me la chiedono". Naturalmente il giornalista Russert fa notare la trovata di Bush: la commissione pubblicherà i suoi risultati solo dopo le elezioni. E a Bush non resta che dire, visto che il gioco è scoperto: "Beh, ci vuole tempo per queste cose". E poiché Bush controlla molto, nel suo Paese e nel mondo, ma non controlla tutto, e non pretende di essere immortale, allarga le braccia, quando il giornalista osserva, in conclusione, che la commissione potrà forse riferire non a lui ma a un altro governo.

    Scrive il Washington Post, il giorno dopo l'intervista, che "Il presidente avrebbe molto gradito una domanda sulla sua fede religiosa e le sue persuasioni in materia di gay nelle forze armate, e la sua posizione "pro-life" (anti aborto)" e l'intervistatore invece gli ha piazzato due imbarazzanti domande sul modo in cui, da giovane, George Bush ha evitato di andare in guerra. Quanto deve avere invidiato, in quel momento, George Bush, il suo ricco ed estroso amico italiano.

     

    Far finta che non stia succedendo nulla sembra essere la tattica usata dalle 2 principali reti televise italiane, Mediaset e Rai.Mi sembra, ma é solo una mia considerazione, per carità, che la situazione economica e finanziaria sia terrificante. E che, sempre secondo il mio punto di vista, siano a rischio i soldi delle persone che hanno investito o semplicemente depositato danaro presso le ONESTISSIME E CASTISSIME banche italiane. Ma forse mi sto sbagliando, eh! (Marco Calì)

    Le principali TV italiane come si comportano? Il TG1 (Rai), IN DATA 17 SETTEMBRE 2008, alle ore 20.00 non accenna minimamente a questa situazione, tanto che nei titoli introduttivi non c'é traccia della crisi attuale, che ripeto, forse, vedo solo io. 

    Il TG5 (Mediaset) presenta il servizio della crisi finanziaria, sempre IN DATA 17 SETTEMBRE 2008, dopo aver parlato del caso Alitalia!

    Stare zitti o : E' QUESTO L'ORDINE CHE I GIORNALISTI HANNO AVUTO E CHE DEVONO RISPETTARE!

    E come si comportano le 2 principali trasmissioni "informative" PORTA A PORTA e MATRIX, condotte dai signori Vespa e Mentana?

    PORTA A PORTA, IN DATA 17 SETTEMBRE 2008, si occupa dell'omicidio di Perugia!

    MATRIX, IN DATA 17 SETTEMBRE 2008, ha come ospite il signor Di Pietro!

    A questo punto, mi viene il dubbio che la notizia dei dissesti finanziari attuali non sia arrivata alle redazioni delle pricipali reti televisive italiane!

    Ti consiglio, gentile lettrice e gentile lettore, di avvisare i signori Mentana e Vespa che sono a rischio i soldi degli investitori italiani, inviando un'e-mail alla Rai da questo link http://www.rai.it/dl/raiuno/scrivi.html e a Mediaset da quest'altro link http://www.matrix.mediaset.it/dillo.shtml

    Se gli dovesse arrivare la notizia di questa crisi economica anche le principali trasmissioni "informative" italiane, forse, se ne occuperanno!

    Ah, stavo dimenticando di dirti che, qualora se ne dovessero occupare gli invitati non sarebbero degli operatori indipendenti, ma sempre i soliti noti, ovvero qualche politico (che all'improvviso diventerebbe un esperto di finanza) o qualche direttore di giornale, come ad esempio, il direttore del Sole 24 Ore, il signor Ferruccio De Bortoli. Ti ricordo che il Sole 24 Ore "vive" grazie alla pubblicità delle banche. Pensa un po' che informazione spassionata può dare!
     
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