Giovedi, 29 Luglio 2010
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    Tag:macchinari

    Secondo quanto ha riportato un quotidiano tedesco il rapporto iracheno al Consiglio di Sicurezza dell'ONU - lungo 11.000 pagine - fornisce una lista di 150 societa' straniere, tra le quali societa' americane, britanniche, tedesche e francesi, che hanno sostenuto il programma di sviluppo di armi di distruzione di massa di Saddam Hussein.

    Il giornale berlinese di sinistra Die Tageszeitung sostiene di aver visto una copia del dossier originale Iracheno che e' stato accuratamente
    passato al vaglio dei funzionari statunitensi alla ricerca di informazioni delicate prima di essere passato ai cinque membri permanenti del Consiglio
    di Sicurezza dell'ONU due settimane fa. Una versione rivista e' stata trasmessa ai rimanenti 10 membri del Consiglio di Sicurezza la notte scorsa.

    Funzionari britannici sostengono che la lista delle societa' sembra accurata. Si indicano 80 societa' tedesche e 24 societa' statunitensi che
    sembra abbiano rifornito l'Iraq di equipaggiamento e know-how [tecnologia] per i suoi programmi di sviluppo di armi dal 1975 in poi. In alcuni casi il sostegno al programma di sviluppo Iracheno di armi convenzionali e'
    continuato fino all'anno scorso.

    Non si sa chi e' il responsabile di questa fuga di notizie dal rapporto iracheno, ma potrebbe essere stato l'Iraq. Bagdad ha un gran desiderio di mettere in imbarazzo gli USA e i loro alleati svelando lo
    stretto coinvolgimento di societa' USA, tedesche, inglesi e francesi nell'aiutare l'Iraq a sviluppare il suo programma di sviluppo di armi di distruzioni di massa quando l'Iraq era visto come un baluardo contro la
    fortemente temuta diffusione del fervore rivoluzionario iraniano nel mondo arabo.

    La lista conteneva nomi di societa' tedesche di lunga tradizione quali Siemens e anche multinazionali statunitensi. Con l'approvazione governativa,
    Siemens esportava macchinari utilizzati per eliminari calcoli renali che hanno un interrutore 'doppio uso' ad alta precisione usato per detonare
    bombe nucleari. Si fanno i nomi anche di 10 societa' francesi e un certo numero di societa' svizzere e cinesi. Il quotidiano riporta che societa' inglesi erano ugualmente contenute nella lista, ma non dice quali.

    'Dal 1975 in poi queste societa' hanno fornito intere strutture, nozioni di fabbricazione [?], materiali di base e know-how tecnico a Saddam Hussein per lo sviluppo di armi di distruzione di massa di tipo nucleare,
    chimico e biologico' sostiene il quotidiano. 'Tali societa' hanno anche fornito missili e sistemi completi di armi convenzionali' si aggiunge.

    I cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza -- gli USA, il Regno Unito, la Russia, la Francia e la Cina -- si sono ripetutamente
    rifiutati di rivelare l'entita' del coinvolgimento di societa' straniere, nonostante una gran quantita' di informazioni rilevanti fosse stata ottenuta dagli ispettori delle Nazioni Unite che hanno visitato il paese tra il 1991
    e il 1998. L'ONU sostiene che la divulgazione dell'entita' del coinvolgimento delle societa' occidentali in Iraq potrebbe compromettere la necessaria cooperazione con tali societa'.

    Il coinvolgimento tedesco e' stato ben superiore a quello di tutti gli altri paesi messi assieme, sostiene il quotidiano. Durante il periodo che
    parte dal 1991, le autorita' tedesche hanno consentito la cooperazione militare con l'Iraq e in alcuni casi l'hanno 'attivamente incoraggiata',
    secondo il quotiano, che cita l'assistenza tedesca presumibilmente offerta all'Iraq per sviluppare i gas velenosi usati nel 1988 per il massacro dei
    curdi nel nord dell'Iraq. Il quoditiano sostiene che dopo il massacro gli USA hanno ridotto la loro cooperazione militare con l'Iraq ma le societa' tedesche hanno continuato le loro attivita' fino alla guerra del golfo.

    Die Tageszeitung cita fonti vicine al Vice-presidente USA, Dick Cheney, le quali sostengono che l'amministrazione Bush sperava di dimostrare
    che una societa' tedesca continuava a cooperare con il regime iracheno fornendo equipaggiamento presumibilmente utile alla costruzione di armi di
    distruzione di massa.

    Gli esperti militari americani hanno recentemente espresso preoccupazione che il governo tedesco ha permesso alla Siemens di vendere a
    Bagdad almeno otto sofisticati macchinari medici contenenti dispositivi essenziali ad armi nucleari. I macchinari, conosciuti come 'litotritori a
    ultrasuoni' utilizzano ultrasuoni per distruggere i calcoli renali nei pazienti. Tuttavia, ogni macchina contiene un interrutore che puo' essere usato come un detonatore in una bomba atomica, secondo gli esperti
    statunitensi. Si riporta che l'Iraq abbia richiesto 120 interrutori come
    'parti di ricambio' durante la transazione iniziale.

    La consegna delle macchine e' stata approvata dalla Commission Europea e dalle Nazioni Unite, dato che le sanzioni contro l'Iraq non si applicano
    all'equipaggiamento medico. Siemens e il governo tedesco hanno sostenuto che le macchine -- utilizzate nell'Iraq del Nord nell'ambito di un programma
    dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' -- non possono essere usate per costruire armi nucleari.

    NdT:
    [*] Prima, quando l'enorme quantita' di documenti sull'Iraq e' stata resa pubblica, in foto, nei giornali, e gli USA immediatamente hanno fatto l'impossibile per ottenerne l'accesso per primi e bloccarne l'ampia
    circolazione, quelli che se ne intendono sostenevano che, sepolta nella palude, ci sarebbe la prova della colpevolezza USA [e Europea] dell'aiuto
    dato ai programmi militari Iracheni fin dai tempi della guerra del golfo, incluso anche il periodo dell'ascesa di Hussein e dei suoi peggiori crimini, etc.

    Poi ecco che spunta una lista di US corporations -- che sara' pubblicata nel Die Tageszeitung [il quotidiano di Berlino] di domani -- che si presume abbiano fornito all'Iraq tecnologia nucleare, chimica, biologica
    e missilistica prima del 1991. Sembra che la lista provenga dal rapporto originale dell'Iraq al Consiglio di Sicurezza. Si tratta di una storia che sta avendo risalto in Europa -- leggi l'inserto dall'Independent [Londra] di
    oggi in calce alla lista.

    Societa' USA coinvolte:

    A: nucleare K: chimico B: biologico R: missili

    a.. Honeywell [R,K]

    b.. Spektra Physics [K]

    c.. Semetex [R]

    d.. TI Coating [A,K]

    e.. UNISYS [A,K]

    f.. Sperry Corp. [R,K]

    g.. Tektronix [R,A]

    h.. Rockwell ][K]

    i.. Leybold Vacuum Systems [A]

    j.. Finnigan-MAT-US [A]

    k.. Hewlett Packard [A.R,K]

    l.. Dupont [A]

    m.. Eastman Kodak [R]

    n.. American Type Culture Collection [B]

    o.. Alcolac International [C]

    p.. Consarc [A]

    q.. Carl Zeis -U.Ss [K]

    r.. Cerberus [LTD] [A]

    s.. Electronic Assiciates [R]

    t.. International Computer Systems Bechtel [K]

    u.. EZ Logic Data Systems,Inc. [R]

    v.. Canberra Industries Inc. [A]

    w.. Axel Electronics Inc. [A]

    Oltre a queste 24 societa' basate negli USA, ci sono circa 50 societa' straniere consociate la cui cooperazione militare con l'Iraq sembra essere
    avvenuta dall'interno degli USA. Inoltre, Ministri della difesa, energia, commercio e agricultura, cosi' come gli eminenti laboratori di armi nucleari a Lawrence Livermore, Los Alamos, e Sandia, sono indicati come fornitori di programmi militari all'Iraq per armi di tipo A, B, e C e di missili.

    Articolo di Tony Paterson

    19 Dicembre 2002
    The Independent [UK]

    Titolo originale:
    'Leaked Report Says German and US Firms Supplied
    Arms to Saddam.'


     

    C'era una volta l'impresa capitalista. Gli azionisti fornivano il capitale, il complesso delle risorse finanziarie che servivano per gli investimenti negli impianti, nei macchinari e in tutti gli altri beni necessari alla produzione. L'impresa capitalista era il luogo fisico dove capitale e lavoro si combinavano per la produzione di beni e servizi destinati al mercato. Nell'impresa capitalista il valore del capitale era misurato contabilmente dal patrimonio netto, che equivale dunque alla somma dei conferimenti fatti dagli azionisti e degli utili non distribuiti, accumulati nel tempo. Infine, le azioni rappresentano i diritti di proprietà sul patrimonio. [Articolo di ALESSANDRO PENATI]


    Perché uso il passato? Perché questa rappresentazione del capitalismo riflette sempre meno la realtà delle imprese che producono i beni e servizi che consumiamo tutti i giorni. Il valore del capitale ha ormai poco o nulla a che fare con la nozione fisica e finanziaria di patrimonio contabile. Per rendersene conto basta scorrere rapidamente i listini di Borsa nel mondo, dove ogni giorno si decide il valore delle azioni, i diritti di proprietà del patrimonio delle imprese. Si troverà che non esiste più alcuna relazione tra il valore contabile del patrimonio e quello che il mercato gli attribuisce: si possono trovare aziende che valgono quattro, dieci, quindici volte il loro patrimonio, e altre, sane e redditizie, che ne valgono la metà . Quello che oggi vale sono gli "intangibles", un capitale immateriale, opposto alla fisicità del vecchio capitale.
       Molti dei beni che, come consumatori, domandiamo e valutiamo maggiormente sono prevalentemente il frutto dell'ingegno dell'uomo. Un chip e un software sono ormai il cuore di innumerevoli servizi, dallo strumento medico alla telefonata sul portatile, dal gioco per ragazzi alla fornitura di energia elettrica: riuscite ad immaginare un mondo senza computer? Ma l'informatica è solo ricerca e capacità tecnologiche: il successo di un'impresa, e il suo valore, è legato sempre di più alle capacità intellettuali di chi ci lavora. Ricerca e tecnologia stanno diventando generatori di valore anche nell'industria tradizionale: nuovi materiali per lanciare scarpe e capi di abbigliamento di successo; nuove tecniche di conservazione alimentare; nuovi farmaci che sfruttano la genetica; nuova tecnologia per distribuire musica. Oggi c'è più ricerca nella produzione di un vasetto di yogurt che in quella di una tonnellata di acciaio.
       Ma gli "intangibles" non sono solo ricerca e tecnologia: molto spesso sono solo un'idea, ingegno, creatività , capacità organizzativa. Si pensi, per esempio, alla trovata di commercializzare milioni di libri associandoli alla vendita dei quotidiani; o all'introduzione della carta prepagata che ha permesso l'uso dei telefonini a milioni di utenti; o il pony per le consegne rapide; le compagnie aeree "low cost"; il bancomat; la griffe negli abiti e accessori. Enormi successi economici tutti dovuti a un'intuizione felice, e alla capacità di realizzarla; non certo alla quantità di capitale impiegato. Tempo libero, media, sport, cultura: assorbono una parte crescente dei nostri consumi, ma sono tutte industrie dove il successo è legato al talento e alla creatività dell'uomo.
       Il vecchio bene di consumo o di investimento, o il servizio, come entità unica e indifferenziata, non esiste più: è diventato un aggregato complesso, il cui valore dipende dagli "intangibles". Che cosa è il bene automobile, quintessenza dell'impresa capitalista? Difficile a dirsi. L'automobile è un insieme di caratteristiche, velocità , prestigio, carrozzeria accattivante, tenuta di strada, rete di concessionari e assistenza efficiente, reputazione di qualità , facilitazioni finanziarie per l'acquisto. Il suo valore, e quindi quello dell'impresa che la produce, dipende sempre di meno dal costo dell'acciaio, dei sedili e degli ammortizzatori; ma sempre di più dalla creatività dello stilista, dai sistemi informatici che regolano la logistica, dalla robotica, dall'organizzazione della rete di vendita, dalla campagna pubblicitaria, e dalla capacità di leggere e anticipare gusti e tendenze della società (come spiegare altrimenti fenomeni come le monovolume o i Suv?).
       Il capitale che vale è quello immateriale; che in ultima istanza, dipende dal capitale umano, il bagaglio di creatività , capacità , conoscenze e ingegno che appartiene all'essere umano. Il capitale, alla fine, è uomo. L'accumulazione di questo capitale è la principale fonte di crescita economica. La netta separazione tra capitale e lavoro ha cessato di esistere.

     
    Questa settimana c'e' molto da dire a riguardo di mammografie e screening per il cancro. Una task force del governo statunitense ha modificato le raccomandazioni affermando che le donne sotto i 50 anni non dovrebbero sottoporsi a mammografia perche' il rischio di eventuali danni supera di gran lunga ogni promessa di salvare delle vite. Cio' ha portato ad una reazione alquanto sonora da parte dei promotori dell'industria del cancro e di qualche personaggio famoso profondamente disinformato, come ad esempio Sheryl Crow che crede ciecamente nelle mammografie. (Sheryl Crow ha una scarsa comprensione degli effetti della radiazione ionizzante.)

    Invece che offrire nuove risposte, i dibattiti di questa settimana sulla mammografia in realta' hanno sollevato ogni sorta di nuovi interrogativi. Presento qui ventuno domande che mi sono venute in mente quando ho iniziato a riflettere piu' attentamente sulla questione.

    Ventuno domande sulle mammografie

    1) Si suppone che la mammografia sia basate sulla 'scienza', eppure tutta la scienza recente afferma che esse apportano maggiori danni che benefici; se e' cosi, la Casa Bianca e gli oncologi, in coscienza, come possono trascurare le conclusioni di tipo precauzionale secondo cui le donne sotto i 50 anni non dovrebbero sottoporsi a mammografia?

    2) Perche' i chirurghi maschi raccomandano la 'mastectomia preventiva' al fine di prevenire il cancro al seno ma non raccomandano mai la 'castrazione preventiva' per prevenire il cancro ai testicoli?

    3) Se le radiazioni provocano il cancro, perche' l'industria del cancro usa macchinari che emettono radiazioni per eseguire gli screening?

    4) Se le donne smettessero di sottoporsi a mammografie annuali, qual e' l'esatto ammontare di profitto che l'industria del cancro perderebbe ogni anno?

    5) La vitamina D previene il 77% di tutti i tumori. Perche' l'industria del cancro, al termine degli screening, non distribuisce alle donne vitamina D? Se, come si sostiene, lo scopo ultimo e' 'aiutare le persone'¦', tale aiuto non dovrebbe comprendere il piu' ovvio dei consigli nutrizionali?

    6) Se acquistare prodotti di colore rosa aiuta a raccogliere fondi per la ricerca sul cancro, quanta altra roba dobbiamo comprare prima che il cancro sia curato?

    7) Domanda correlata: perche' molti dei prodotti col nastro rosa venduti per raccogliere soldi da destinare alla 'ricerca sul cancro' in realta' sono fatti con materiali cancerogeni?

    8) Dove sono tutte le cure per il cancro promesse dai ricercatori decenni fa? Un suggerimento: ci stanno ancora lavorando. Tutto cio' che gli serve e' un altro po' del nostro denaro...

    9) Problema da quinta elementare: se camminando per 10 miglia si raccolgono 50 dollari per la fondazione Susan G. Komen e se tutto quel denaro finanzia gli eventi di 'reclutamento' per gli screening che costano 1,25 dollari per paziente irradiata, quante miglia dobbiamo percorrere per irradiare il seno a 100mila donne? Domanda di riserva: quanti nuovi pazienti avra' prodotto tra dieci anni questa campagna di irradiazione?

    10) Se "la diagnosi precoce salva delle vite" allora perche' oggi le donne che muoiono di cancro sono piu' numerose che in passato?

    11) Se le mammografie fanno cosi bene alle donne, perche' chi ha inventato la macchina per le mammografie non ci infila il cranio una volta all'anno a mo' di screening per il tumore al cervello?

    12) Avete mai notato che le macchine per la mammografia che schiacciano i seni delle donne e li inondano di radiazioni sono state inventate da uomini? Ma vi siete mai chiesti perche' non ci siano macchinari che schiaccino i testicoli (e il resto dell'armamentario) inondando l'intero pacco di radiazioni, con una procedura che vada sotto il nome di 'diagnosi precoce'?

    13) Dato che gli oncologi non registrano gli esiti dei pazienti che decidono di non fare nulla in seguito ad una diagnosi di cancro, come possono parlare con autorevolezza del rapporto tra rischi e benefici di violenti trattamenti chimici come la chemioterapia?

    14) Negli screening per il cancro, quanti falsi positivi servono per fare un tumore legittimo?

    15) Se la chemioterapia funziona cosi bene, perche' nei sondaggi anonimi gli oncologi ammettono quasi universalmente che non si sottoporrebbero mai alla chemioterapia? Perche' i famigliari degli oncologi spesso ricercano terapie alternative quando viene loro diagnosticato un cancro?

    16) Se ci vogliono dieci anni (o piu') affinche' un tumore cresca a sufficienza da poter essere individuato, come fanno gli oncologi a chiamarla 'diagnosi precoce'? Cos'ha esattamente di precoce?

    17) Se la 'mastectomia doppia preventiva' e' un'idea tanto geniale per prevenire il cancro, perche' gli oncologi non si rimuovono a vicenda l'encefalo per prevenire il tumore al cervello? (Pero' talvolta penso che l'abbiano gia' fatto...)

    18) Quanti addetti dell'industria del cancro si troverebbero istantaneamente disoccupati se il cancro fosse improvvisamente curato con la vitamina D e i fitonutrienti? (Risposta: almeno un milione di persone'¦ il cancro da' sicurezza occupazionale agli addetti dell'industria del cancro...)

    19) Se l'industria del cancro sostiene che la cura per il cancro non esiste, come possono le stesse persone sostenere che la stanno ancora cercando?

    20) Se l'industria del cancro trovasse 'la cura' che sostiene di cercare, qualcuno pensa onestamente che la darebbe via gratuitamente, solo per il bene dell'umanita'? (In realta', qualsiasi cura sarebbe distrutta il piu' rapidamente possibile.)

    E la piu' importante di tutte le domande...

    21)Perche' e' cosi facile imbrogliare i consumatori di servizi sanitari del mondo intero e far si che credano a questa industria del cancro corrotta e criminale e a tutte le sue fraudolente organizzazioni non a scopo di lucro?

    DI MIKE ADAMS

    Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ORIANA BONAN

    Fonte articolo originale

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