Giovedi, 29 Luglio 2010
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    Tag:esatto

    Tutto quello che avevamo scritto, detto, gridato in questi anni era vero, esatto: la televisione berlusconiana ha modificato l'Italia. Per meglio dire una buona metà dell'Italia. L'ha modificata in peggio e in modo profondo. Comunque vada la conta finale, sul filo di lana, dobbiamo sapere che il problema che abbiamo di fronte è quello di ricostruire l'Italia democratica. Non è un problema nostro, che siamo pochi, ma di tutti insieme i milioni di italiani che non sono stati intaccati, modificati nel loro dna, e che oggi sono costretti, attoniti, a constatare che mezza Italia ha votato contro se stessa, contro la civiltà del diritto, contro ogni criterio etico di gestione della cosa pubblica [Giulietto Chiesa].


    La sinistra tutto questo non solo non lo ha capito, ma lo ha favorito con la sua assenza di analisi, con il suo provincialismo, con il suo spirito bottegaio, che le ha impedito di unificarsi.

    Penso che, fatti i conti, una sinistra unita sarebbe oggi il terzo partito, dietro Forza Italia e i DS, davanti alla Margherita e a Alleanza Nazionale.

    Chi non ha voluto questo dovrà farsi l'autocritica

    Ma anche nei settori più moderati e arrendevoli del centro sinistra – penso ai DS - e ai settori più aperti del mondo cattolico, s'impone una riflessione. A meno che si arrendano al risucchio ormai quasi inevitabile, di un inciucio centrista (a cui molti pensavano anche prima di questo risultato, e che ora rilanceranno come una necessità per governare) che la farà finita con ogni ipotesi di alternativa al disastro.

    Voglio aggiungere solo una notazione, a futura memoria. Nella campagna elettorale non si è parlato del mondo, della politica estera. Che saranno invece proprio gli elementi che costringeranno tutti a un brusco risveglio.

    La battaglia per un'altra sinistra, invece di questa sinistra, si farà in un contesto internazionale di grande drammaticità , che farà impallidire le discussioni sugli schieramenti, le alchimie provinciali che tutti voi ascolterete all'infinito nei prossimi giorni.

    Noi dovremo invece partire proprio da questo per tentare una ricostruzione: dicendo quelle verità che il centro-sinistra non è stato capace di dire. E per questo non è stato capace di vincere, oppure di vincere in modo convincente.

    di Giulietto Chiesa

     

    Recentemente, alcuni mezzi d"informazione di massa hanno riportato alla ribalta del dibattito politico-istituzionale il dramma della droga. Probabilmente si intende avallare quella proposta legislativa che reca il nome dell"onorevole Fini, il cui intento dichiarato è colpevolizzare i tossicomani, giudicati alla stessa stregua degli spacciatori, annullando cioè la liceità del consumo personale finora tollerato (Lucio Garofalo).


    Come argomentano i fautori della proposta di legge, la gravità dell"attuale situazione sarebbe determinata dal permissivismo contenuto nel concetto di modica quantità , un"idea ispirata e alimentata dall"affermazione, soprattutto negli anni "60 e "70, della cultura della droga, intimamente sposata alle cosiddette culture alternative o controculture. In effetti, questo è il ragionamento, rozzo e semplicistico, che fonda lo spirito della legge Fini.



    Invece, è un dato incontestabile che la causa dei crimini abitualmente perpetrati nelle aree urbane più degradate, ad esempio i reati commessi dai giovani tossicomani, sia proprio nell"esatto contrario del permissivismo, ossia in quel regime proibizionista che di fatto regola e decide la questione. Un regime che la legge Fini renderebbe ancora più crudo, criminalizzando non solo le abitudini di milioni di consumatori di droghe leggere, ma penalizzando anche altri comportamenti, fino a negare e calpestare alcuni diritti sanciti dalla Costituzione.

    Le misure draconiane previste dalla suddetta legge (non ancora in vigore) mirano a reprimere il diritto a farsi, ma non ne eliminano le cause reali, nella misura in cui le ragioni dell"alienazione giovanile nelle droghe sono di natura esistenziale, psicologica, culturale, non giuridica. Inoltre, quelle norme punitive investirebbero solo i piccoli spacciatori, ossia gli stessi abituali consumatori di sostanze narcotiche.

    Tale disegno politico cela una perversa volontà di esasperare il fenomeno della violenza urbana, specialmente di quella minorile. L"esperienza storica ha dimostrato che l"imbarbarimento di una già ferrea disciplina repressiva non fa altro che scatenare l"effetto contrario, generando fenomeni di recrudescenza e l"aumento del disordine, della rabbia, della disperazione.

    Tale proposta di legge costituisce un ulteriore segnale che attesta l"involuzione in senso reazionario di una notevole parte della classe dirigente italiana, a cui non corrisponde un pari fenomeno regressivo nella società civile, che in tal modo si discosta sempre più dagli ambienti, dagli umori e dai poteri istituzionali del Palazzo.

    Lucio Garofalo

     
    Questa settimana c'e' molto da dire a riguardo di mammografie e screening per il cancro. Una task force del governo statunitense ha modificato le raccomandazioni affermando che le donne sotto i 50 anni non dovrebbero sottoporsi a mammografia perche' il rischio di eventuali danni supera di gran lunga ogni promessa di salvare delle vite. Cio' ha portato ad una reazione alquanto sonora da parte dei promotori dell'industria del cancro e di qualche personaggio famoso profondamente disinformato, come ad esempio Sheryl Crow che crede ciecamente nelle mammografie. (Sheryl Crow ha una scarsa comprensione degli effetti della radiazione ionizzante.)

    Invece che offrire nuove risposte, i dibattiti di questa settimana sulla mammografia in realta' hanno sollevato ogni sorta di nuovi interrogativi. Presento qui ventuno domande che mi sono venute in mente quando ho iniziato a riflettere piu' attentamente sulla questione.

    Ventuno domande sulle mammografie

    1) Si suppone che la mammografia sia basate sulla 'scienza', eppure tutta la scienza recente afferma che esse apportano maggiori danni che benefici; se e' cosi, la Casa Bianca e gli oncologi, in coscienza, come possono trascurare le conclusioni di tipo precauzionale secondo cui le donne sotto i 50 anni non dovrebbero sottoporsi a mammografia?

    2) Perche' i chirurghi maschi raccomandano la 'mastectomia preventiva' al fine di prevenire il cancro al seno ma non raccomandano mai la 'castrazione preventiva' per prevenire il cancro ai testicoli?

    3) Se le radiazioni provocano il cancro, perche' l'industria del cancro usa macchinari che emettono radiazioni per eseguire gli screening?

    4) Se le donne smettessero di sottoporsi a mammografie annuali, qual e' l'esatto ammontare di profitto che l'industria del cancro perderebbe ogni anno?

    5) La vitamina D previene il 77% di tutti i tumori. Perche' l'industria del cancro, al termine degli screening, non distribuisce alle donne vitamina D? Se, come si sostiene, lo scopo ultimo e' 'aiutare le persone'¦', tale aiuto non dovrebbe comprendere il piu' ovvio dei consigli nutrizionali?

    6) Se acquistare prodotti di colore rosa aiuta a raccogliere fondi per la ricerca sul cancro, quanta altra roba dobbiamo comprare prima che il cancro sia curato?

    7) Domanda correlata: perche' molti dei prodotti col nastro rosa venduti per raccogliere soldi da destinare alla 'ricerca sul cancro' in realta' sono fatti con materiali cancerogeni?

    8) Dove sono tutte le cure per il cancro promesse dai ricercatori decenni fa? Un suggerimento: ci stanno ancora lavorando. Tutto cio' che gli serve e' un altro po' del nostro denaro...

    9) Problema da quinta elementare: se camminando per 10 miglia si raccolgono 50 dollari per la fondazione Susan G. Komen e se tutto quel denaro finanzia gli eventi di 'reclutamento' per gli screening che costano 1,25 dollari per paziente irradiata, quante miglia dobbiamo percorrere per irradiare il seno a 100mila donne? Domanda di riserva: quanti nuovi pazienti avra' prodotto tra dieci anni questa campagna di irradiazione?

    10) Se "la diagnosi precoce salva delle vite" allora perche' oggi le donne che muoiono di cancro sono piu' numerose che in passato?

    11) Se le mammografie fanno cosi bene alle donne, perche' chi ha inventato la macchina per le mammografie non ci infila il cranio una volta all'anno a mo' di screening per il tumore al cervello?

    12) Avete mai notato che le macchine per la mammografia che schiacciano i seni delle donne e li inondano di radiazioni sono state inventate da uomini? Ma vi siete mai chiesti perche' non ci siano macchinari che schiaccino i testicoli (e il resto dell'armamentario) inondando l'intero pacco di radiazioni, con una procedura che vada sotto il nome di 'diagnosi precoce'?

    13) Dato che gli oncologi non registrano gli esiti dei pazienti che decidono di non fare nulla in seguito ad una diagnosi di cancro, come possono parlare con autorevolezza del rapporto tra rischi e benefici di violenti trattamenti chimici come la chemioterapia?

    14) Negli screening per il cancro, quanti falsi positivi servono per fare un tumore legittimo?

    15) Se la chemioterapia funziona cosi bene, perche' nei sondaggi anonimi gli oncologi ammettono quasi universalmente che non si sottoporrebbero mai alla chemioterapia? Perche' i famigliari degli oncologi spesso ricercano terapie alternative quando viene loro diagnosticato un cancro?

    16) Se ci vogliono dieci anni (o piu') affinche' un tumore cresca a sufficienza da poter essere individuato, come fanno gli oncologi a chiamarla 'diagnosi precoce'? Cos'ha esattamente di precoce?

    17) Se la 'mastectomia doppia preventiva' e' un'idea tanto geniale per prevenire il cancro, perche' gli oncologi non si rimuovono a vicenda l'encefalo per prevenire il tumore al cervello? (Pero' talvolta penso che l'abbiano gia' fatto...)

    18) Quanti addetti dell'industria del cancro si troverebbero istantaneamente disoccupati se il cancro fosse improvvisamente curato con la vitamina D e i fitonutrienti? (Risposta: almeno un milione di persone'¦ il cancro da' sicurezza occupazionale agli addetti dell'industria del cancro...)

    19) Se l'industria del cancro sostiene che la cura per il cancro non esiste, come possono le stesse persone sostenere che la stanno ancora cercando?

    20) Se l'industria del cancro trovasse 'la cura' che sostiene di cercare, qualcuno pensa onestamente che la darebbe via gratuitamente, solo per il bene dell'umanita'? (In realta', qualsiasi cura sarebbe distrutta il piu' rapidamente possibile.)

    E la piu' importante di tutte le domande...

    21)Perche' e' cosi facile imbrogliare i consumatori di servizi sanitari del mondo intero e far si che credano a questa industria del cancro corrotta e criminale e a tutte le sue fraudolente organizzazioni non a scopo di lucro?

    DI MIKE ADAMS

    Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ORIANA BONAN

    Fonte articolo originale

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