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    Il "proclama di Pera"

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    Il "proclama" di Marcello Pera, con l´onore della prima pagina e nella veste di editoriale, é stato pubblicato sulla rivista "Il Cammino" di don Gelmini, amico personale di Berlusconi, suo sponsor elettorale ed ispiratore dell´ultima legge sulle droghe. Questo proclama ha lo scopo fondamentale, ma non dichiarato, di saldare il popolo di destra all´integralismo religioso, sul modello americano, per fornire una base "ideologica" occidentale, che invita a respingere Islam e progressismo in nome di una Europa e di un Occidente custodi di tradizioni, religione e di autentica democrazia liberale [Paolo De Gregorio].

    "Le ragioni del nostro impegno

    L´Occidente é in crisi. Attaccato dall´esterno dal fondamentalismo e dal terrorismo islamico, non é capace di rispondere alla sfida. Minato dall´interno da una crisi morale e spirituale, non trova il coraggio per reagire. Ci sentiamo colpevoli del nostro benessere, proviamo vergogna delle nostre tradizioni, consideriamo il terrorismo come una reazione ai nostri errori. Il terrorismo, invece, é un´aggressione diretta alla nostra civiltà . L´Europa é ferma. Continua a perdere natalità , competitività , unità di azione sulla scena internazionale. Nasconde e nega la propria identità e così fallisce nel tentativo di darsi una Costituzione legittimata dai cittadini. Determina una frattura con gli Stati Uniti e fa dell´antiamericanismo un valore. Le nostre tradizioni sono messe in discussione. Il laicismo o il progressismo rinnegano i costumi millenari della nostra storia. Si sviliscono così i valori della vita, della persona, del matrimonio, della famiglia. Si predica l´uguale valore di tutte le culture. Si lascia senza guida e senza regola l´integrazione degli immigrati. Come ha detto Benedetto XVI, oggi "l´Occidente odia se stesso". Per superare questa crisi, abbiamo bisogno di più impegno e di più coraggio sui temi della nostra civiltà ."



    La "cultura" di superiorità dell´Occidente cristiano e del suo "diritto" di imporre i suoi valori a tutto il mondo, anche con le armi, ha il suo massimo splendore nell´America che ha eletto Bush con il determinante e pesante appoggio della Chiesa Evangelica, che, arrivando a definire i marines "legionari di Dio", si é gettata in una politica integralista, senza ritorno, che crea le condizioni (volute e cercate) per quello scontro globale di civiltà , che si dice falsamente di voler evitare.

    Pera propone la stessa strategia alla destra italiana e alle gerarchie cattoliche, premendo per un maggior peso della Chiesa in politica, più spazio per le scuole cattoliche e le opere, opposizione ad una Europa indipendente dalla politica americana.

    La pubblicazione del "proclama" sulla rivista di Don Gelmini non é un caso.

    Ma al fondo di tutto questo si intravede chiaramente il terrore per una evoluzione progressista che porti l´Europa a guardare con amicizia ai suoi vicini Russi ed arabi come partner per una politica economica vantaggiosa per entrambi, a rifiutare il ruolo di tutela da parte della Nato che é un rottame della "guerra fredda" e soprattutto aleggia la paura per il ruolo dell´euro che sta sostituendo il dollaro nelle riserve delle Banche centrali di molti paesi.

    Mai, come in questa fase storica, gli interessi dell´Europa sono castrati dalla appartenenza al blocco atlantico, mentre una politica di pace e di integrazione economica con la Russia e il Medio Oriente ci darebbe un peso economico e politico di livello superiore a quello degli Usa.

    Far appello alle comuni radici giudaico cristiane per ricompattarsi in una politica comune tra Usa ed Europa sa tanto di disperazione, visto che gli Usa sono la nazione più odiata al mondo e di amici ne hanno ben pochi, e bisogna pur ricordare che la cristiana Europa ha prodotto il fenomeno più vasto ed aberrante di tutta la storia della umanità con 500 anni di crudele colonialismo, da Isabella di Spagna all´Irak di oggi, segnati da milioni di morti, genocidi, conversioni religiose forzate, appropriazione di materie prime e territorio, ruberie, schiavismo.

    Noi europei dobbiamo guardare a quel passato con il ribrezzo che si merita, dobbiamo abbandonare Bush che ci promette una guerra permanente al terrorismo, che altro non é che la continuazione del colonialismo sotto un´altra copertura, guardare con favore all´emergere di entità geopolitiche quali la Cina e l´India, guardare con speranza all´unità africana e a quella dei paesi dell´America latina, per un mondo multipolare e senza padroni.

    Caro Pera, da buon cristiano, la sera dovresti fare un esame di coscienza, e, quando affermi che l´Occidente é attaccato dal terrorismo islamico, dovresti rammentare che gli islamici hanno subito secoli di prepotenze da parte degli europei e che non hanno dimenticato nemmeno le lontane Crociate.

    Il terrorismo non nasce dal niente, é una vendetta con i mezzi che si hanno a disposizione. Importantissimo é stabilire chi ha scagliato la prima pietra.

    Le emergenze attuali sono Palestina e Irak, entrambe a totale responsabilità occidentale: infatti la costituzione dello Stato di Israele fu operazione anglo-americana con il risultato di 3 milioni di palestinesi cacciati dalla propria terra e 50 anni senza pace che hanno creato odi inestinguibili.

    Per quanto riguarda l´Irak,il dittatore Saddam Hussein é una creatura Usa, egli fu armato dagli americani per punire l´Iran di Komeini che aveva osato allontanarsi dagli interessi petroliferi Usa, e quando si montò la testa e voleva diventare padrone dell´area, ecco la prima guerra del Golfo e poi la seconda.

    L´odio nasce dalle ingiustizie, e sarebbe ora che si riconoscesse la verità dei fatti e la si smettesse con le prepotenze, soltanto allora si potrà parlare con decenza di democrazia.

    Paolo De Gregorio 28 maggio 2006


    Il "proclama di Pera"




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