Fonte: ilSole24Ore * Link
Antonio Di Pietro, intervenendo in Aula alla Camera in sede di dichiarazione di voto sul ddl semplificazioni, ha attaccato il premier Mario Monti: «Ci sono persone che non ce la fanno ad arrivare a fine mese e si stanno suicidando. Lei ce l'ha sulla coscienza quei suicidi». Il leader dell'Idv si e' rivolto piu' volte a Monti, non presente in Aula, definendolo «latitante che non c'e'» e sostenendo che il governo sta «sobriamente mettendo in ginocchio il paese».
Il leader dell'Italia dei Valori non ha usato mezzi termini per criticare il governo nel suo intervento in aula sulle dichiarazioni di voto sulle semplificazioni, che Idv non voteru¡. «Sobriamente state rovinando l'Italia - ha detto Di Pietro - perche' state facendo scelte ingiuste come il medico che dice: operazione perfettamente riuscita, il paziente e' morto. Voi state uccidendo il Paese».
«Voi pensate solo alle lobby, alla casta e a fare favori, non siete buoni padri di famiglia ma dei ladri di Stato», ha incalzato il leader Idv. «Berlusconi lo criticavamo sul piano umano, pensava solo al bunga bunga. A voi contestiamo la politica che state facendo».
La replica di Monti: mai detto che la crisi e' finita
«Non ho mai detto che la crisi e' finita». Cosi il presidente del Consiglio, durante la conferenza stampa sulla riforma del lavoro, ha precisato il senso delle sue dichiarazioni in Asia anche per rispondere alle critiche del leader Idv, Antonio Di Pietro. «Non ho detto che la crisi e' finita. Quello che ho detto, parlando a un pubblico internazionale e asiatico, e' che la crisi dell'Eurozona, la crisi dei debiti sovrani, e' quasi finita».
Monti ha ricordato che la situazione dei debiti sovrani e' migliorata «anche dopo le prove di politica economica a livello europeo. La situazione - ha aggiunto - richiede ancora grande attenzione sia dal punto di vista dell'architettura, tipo firewall, che dal lato della politica economica reale con grande attenzione alle politiche per la crescita».
«I dati economici negati continueranno per un po'»
I dati economici negativi «continueranno ad arrivare per un po'», ma grazie ai provvedimenti adottati dal governo «c'e' una fondata speranza di un futuro migliore», ha detto ancora Monti nella conferenza stampa per la presentazione della riforma del mercato del lavoro. «Non voglio sottovalutare l'importanza dei dati negativi sull'economia e i consumi che arrivano in questi giorni. Continueranno per un po', non diamo false speranze a breve termine, ma e' un'operazione radicale quella che siamo stati chiamati a svolgere», ha ricordato.
Il premier ha riconosciuto che gli italiani «si trovano in una fase non invidiabile» a causa delle decisioni di molti governi passati: «A noi e' capitato di operare in un momento in cui si tratta piuttosto di chiedere agli italiani di sopportare temporanei sacrifici per dare loro una fondata speranza di un futuro migliore. Se non fosse stato questo lo scambio richiesto, che le forze politiche hanno ritenuto a questo punto necessario, non sarebbero stati richiesti di prestare la loro opera delle donne e degli uomini per i quali si ritiene sia un po' piu' facile chiedere sacrifici perche' poi non dovranno chiedere i voti».
«Sofferenza sarebbe stata piu' acuta» senza il salva-Italia
Certo, ha riconosciuto ancora Monti, «togliamo agli italiani quando aumentiamo la pressione fiscale, pero' lo facciamo nel modo piu' equo possibile e in contropartita di questo speriamo di dare una prospettiva piu' serena». Del resto «siamo in fase acuta di sofferenza. Sarebbe stata meno acuta senza i provvedimenti presi a dicembre? No, riteniamo che sarebbe stata piu' acuta in questo momento. Ci sarebbe stata una prospettiva migliore di superamento del disagio attuale? No, siamo convinti che il futuro sarebbe stato meno caratterizzato da una speranza all'orizzonte di quanto non lo sia oggi».
Si e' ucciso in casa, sparandosi un colpo di fucile in pancia. Ai familiari ha lasciato una lettera in cui chiedeva scusa e spiegava che la sua ditta era fallita. u finita cosi la storia di un imprenditore, Mario Frasacco, 59 anni e tre figli, titolare di un'impresa di costruzioni e di lavorazione dell'alluminio. Il fatto e' avvenuto in un appartamento all'interno di uno stabile di via del Cottanello, nella zona est della capitale, tra Pietralata e Tiburtina. L'azienda, a causa della crisi, era sulla strada del fallimento e aveva messo in cassa integrazione tutti gli addetti. Il corpo dell'uomo e' stato scoperto dal figlio, che ha dato l'allarme.
Un amico: questa crisi ci sta ammazzando tutti
Immediate le reazioni alla vicenda. Cosi ha reagito un amico, intervistato dall'Ansa: «Non immaginavo che la situazione economica della sua ditta fosse cosi grave. Questa crisi ci sta ammazzando tutti e Monti si portera' i morti sulla coscienza. Il mio amico non ha retto al peso di aver dovuto mettere in cassa integrazione almeno tre dei suoi dipendenti».
Alemanno: il Governo dia risposte alla crisi
«Sono molto impressionato dal suicidio di un altro imprenditore avvenuto a Roma in pochi giorni. La crisi economica sta producendo un massacro tra le piccole e medie imprese italiane», scrive sul suo blog il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «Un massacro che non e' solo economico ma che coinvolge anche le persone, lavoratori che perdono l'impiego e imprenditori che vedono crollare la propria azienda», aggiunge Alemanno. «Questo e' l'effetto di una gravissima mancanza di fiducia e di speranza nel futuro a cui il Governo e' chiamato a dare una risposta. I Comuni cercano di fare tutto il possibile ogni giorno, ma senza l'allentamento del Patto di stabilita' e la possibilita' di erogare pagamenti, si crea un effetto combinato e disposto tra tasse che aumentano e pagamenti che non vengono erogati».
Zingaretti: episodio frutto della paura del futuro
«Il suicidio dell'imprenditore e' una tragedia drammatica. L'atto estremo e' la punta di un iceberg di una situazione che noi vediamo tutti i giorni nelle strade, nelle persone che chiedono aiuto, nel numero incredibile di aumento di disoccupati e di famiglie che hanno ormai paura del futuro. Un episodio che chiarisce quanto sia urgente pensare, creare, proporre e realizzare un nuovo modello di sviluppo per voltare pagina in questo Paese», ha commentato il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti.
Le associazioni di categoria: la politica ha il dovere di rispondere
Anche le associazioni di categoria delle piccole imprese chiedono alla politica e alle istituzioni un intervento per alleviare la crisi e le sofferenze economiche di molte aziende e lavoratori. «La politica ha il dovere di rispondere. Meno lacrime e piu' fatti, perche' i fatti salvano le vite, le lacrime non servono a niente», ha commentato il direttore della Cna di Roma, Lorenzo Tagliavanti, mentre per il presidente della Confcommercio della capitale, Giuseppe Roscioli, «non possiamo piu' rimanere indifferenti: e' arrivato il momento che le forze economiche del territorio facciano sentire tutte insieme la loro voce per sensibilizzare le istituzioni e l'opinione pubblica sulla gravita' del momento che stanno vivendo. Non possono essere piu' rinviate risposte concrete alle problematiche delle imprese, garantendo loro politiche di sviluppo e di sostegno di cui hanno disperatamente bisogno».
Il 18 aprile fiaccolata in ricordo degli imprenditori suicidi
Il 18 aprile e' stata organizzata a Roma una fiaccolata «per gli imprenditori suicidi» davanti al Pantheon. Lo ha annunciato il presidente di Federlazio Maurizio Flammini dopo la morte dell'imprenditore di Pietralata. «Sara' una fiaccolata silenziosa per sensibilizzare su quella che sta diventando una vera e propria tragedia - ha spiegato Flammini - in Italia dall'inizio della crisi si contano centinaia di imprenditori e lavoratori che si sono suicidati per problemi economici. Secondo alcune fonti sarebbero addirittura migliaia». Flammini ha aggiunto: «Abbiamo coinvolto tutte le associazioni datoriali e tutti i sindacati proprio per porre la massima attenzione su questo dramma. La crisi sta schiacciando le Pmi piu' di tutti gli altri, e, al momento, non vedo azioni forti da parte del Governo».
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