http://lalternativaitalia.blogspot.it Pubblicato da Gabriele Milani
La produzione su scala industriale di farmaci e' un fenomeno relativamente recente. Con l'imporsi della teoria dell'origine microbica delle malattie, con Louis Pasteur e Robert Kock, nella seconda meta' dell'Ottocento, e la comparsa dei primi farmaci relativamente efficaci [come la mitica Aspirina per febbre e dolori, messa in produzione dalla Bayer nel 1899, e il Salvarsan contro la sifilide, inventato dall'immunologo tedesco Paul Ehrlich ai primi del Novecento], decolla anche l'industria del farmaco.
E' la fase eroica della medicina moderna. Finalmente, non solo si potevano descrivere le malattie, ma anche trovarne una causa in un agente patogeno e utilizzare una 'pallottola magica' che lo sopprimeva. Il cerchio era chiuso. Il paradigma forte e compatto. Certo, non per tutte le malattie si poteva risalire a una causa e poche ancora si potevano curare con le pallottole magiche. Ma era solo una questione di tempo, di accumulo di conoscenze scientifiche. In questo quadro, i produttori di pallottole magiche svolgevano un ruolo centrale. Ma e' solo con la messa in produzione della penicillina, scoperta da Alexander Fleming nel 1929, iniziata a essere prodotta su larga scala dal 1941, che l'industria decolla. Nei due decenni successivi, battezzati dagli storici l'eta' dei farmaci, c'e' una vera e propria esplosione nella scoperta e nella produzione di farmaci, tra cui certamente rilevante e' il cortisone, nel 1949. Negli ultimi decenni, la salute diventa uno dei piu' floridi e profittevoli settori economici nei Paesi ricchi. Il motore dell'industria della salute e' ovviamente quella del farmaco. Solo in Europa, queste attivita' danno lavoro a piu' di mezzo milione di persone. Per stare a casa nostra, solo nell'area milanese operano piu' di tremila aziende, con oltre cinquantamila addetti e un giro d'affari che supera i diceci miliardi di euro. A livello mondiale, il settore conosce una forte concentrazione in poche mani: un piccolo gruppo di supercolossi, che gli angloamericani chiamano 'Big Pharma', con fatturati vertiginosi. Tanto per fare un esempio, la Pfizer da sola detiene piu' del 10% del mercato mondiale, con oltre 48 miliardi di dollari. Negli ultimi anni questa tendenza alla concentrazione monopolistica e' talmente cresciuta, che ha portato il numero delle attuali grandi aziende da trenta a dodici. I margini di profitto diventeranno sempre piu' elevati. Si potrebbe quindi obiettare: e allora? '¦ E' normale che chi produce, soprattutto in un campo che richiede grandi investimenti per la ricerca, punti a realizzare profitti. Dove sta il problema? '¦ Il problema non sta nella ricerca del profitto, sta nella rete che l'industria ha teso per garantire la massimizzazione del profitto. In proposito, di solito si pensa all'informatore farmaceutico che corrompe il medico prescrittore con regali e benefici [la Corte di Cassazione ha sentenziato che si commette non solo "comparaggio" ma vera e propria "corruzione in atti d'ufficio"], oppure al dirigente d'azienda che mette sul conto svizzero di un primario la tangente per l'acquisto, da parte dell'ospedale, di kita' e macchinari diagnostici. Certo, tutto questo e' documentato ed e' anche stato sentenziato in via definitiva dalla Corte di Cassazione, dal famoso caso Poggiolini e De Lorenzo [ex Ministro che prese tangenti per rendere obbligatorio il vaccino anti-epatite B che, in sostanza, e' somministrato illegalmente!] in avanti, e ha sicuramente effetti di distorsione dell'intervento medico, ma non sembra l'aspetto principale della questione. Infatti, la corruzione e' un fenomeno che si verifica a valle. A monte c'e' la sistematica distorsione della conoscenza. E' questo l'aspetto piu' preoccupante e pesante come un macigno. La manipolazione delle conoscenze 'Si possono fare molti soldi, dicendo alle persone sane che sono malate'. Cosi inizia un citatissimo articolo scritto per il British Medical Journal da un giornalista scientifico, un medico di base e un professore di farmacologia clinica, il cui titolo esplicita l'argomento: Vendere le malattie: l'industria farmaceutica e il mercato della malattia. Gli autori dimostrano, con numerosi esempi, che c'e' una costante azione, da parte dell'industria farmaceutica, di medicalizzazione della societa', al fine di allargare il mercato. Uno studioso di Sanita', Gianfranco Domenighetti [nel libro Etica, conoscenza e sanita'], cosi descrive le strategie di allargamento del mercato messe in atto dall'industria e dagli altri anelli della rete: 'Anticipazione della diagnosi, screening e altre procedure assimilabili, che tendono ad estendere il dominio della malattia sul piano temporale della vita. Abbassamento della soglia tra normalita' e patologia, che tende ad estendere il dominio della malattia sul piano quantitativo. Attribuzione della qualifica di patologico a condizioni esistenziali comuni, che tendono ad estendere il dominio della malattia sul piano quantitativo'. La promozione degli screening rappresenta probabilmente 'il piu' grosso business per creare ammalati' scrive Domenighetti. Tipico esempio e' lo screening del PSA [Antigene Prostatico Specifico], che e' stato proposto a tappeto in Europa e negli Stati Uniti d'America a maschi cinquantenni, anche in buona salute, con effetti nulli sul controllo della mortalita' per tumore alla prostata, con molti effetti negativi derivanti dalla diffusione ingiustificata della chirurgia della prostata e con molti effetti positivi per i produttori del test e dei farmaci. Ma l'esplosione di questa strategia di allargamento del mercato la tocchiamo tutti i giorni col bombardamento vaccinale al quale vogliono sottoporre i nostri figli, addirittura con uno scriteriato calendario vaccinale da 0 a 100 anni, con la diffusione dei test genetici che fondano la cosiddetta 'medicina predittiva'. La strategia della 'medicina predittiva' e' quella che piace tanto a giornali e televisioni e anche al mercato della Sanita'. Quella che scrutando i geni pensa di trovare il gene dell'autismo, quello del cancro e magari anche quello dell'immortalita'! Ma come sappiamo, e come ricorda [per esempio] il Prof. Paolo Vineis, 'il ruolo dei geni nel provocare malattie viene spesso equivocato. Il determinismo genetico e' un chiaro errore metodologico, eppure lo ritroviamo spesso nelle pagine dei giornali e delle stesse riviste scientifiche' [dal manuale Etica, ambiente e biotecnologie]. L'altro pilastro della strategia di marketing e' l'abbassamento della soglia che divide il normale dal patologico. Gli esempi li abbiamo sotto gli occhi: la soglia del colesterolo e quella della pressione arteriosa sono diventate talmente mobili verso il basso che si fa fatica a catturare l'ultimo limite. Al punto che, ormai, e' frequente sentire cardiologi che dicono che meno colesterolo si ha e meglio e', stravolgendo la fisiologia e la biochimica, che ci insegnano come questa molecola e' comunque essenziale per la sintesi degli ormoni steroidei [ormoni sessuali, cortisolo, e altri di minor peso]. Dal punto di vista conoscitivo, adottare questo punto di vista significa passare dal concetto di equilibrio dei valori [del colesterolo, della glicemia, della pressione arteriosa, etc etc] a quello di nemici interni da annientare.L'esempio eclatante riferito alle vaccinazioni lo troviamo con il tetano:
- Il bacillo del tetano vive come innocuo commensale nel tratto intestinale di molti animali e anche dell'uomo stesso. Qualsiasi persona sana potrebbe albergare il bacillo del tetano nel suo intestino.
- Le spore tetaniche sopravvivono nel nostro corpo per mesi o anni senza germinare: la loro sopravvivenza, germinazione o eliminazione dipendono dalla forza del nostro sistema immunitario.
- Il bacillo del tetano non e' un germe di per se stesso pericoloso, ma e' pericolosa la tossina che produce e che non viene prodotta in presenza di ossigeno. Ecco perche' la prima terapia antitetanica e' il corretto trattamento delle ferite.
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