Mentre la crisi peggiora Italia, Spagna, Grecia, Inghilterra, Germania e Commissione sono guidati da capi di governo inadeguati. E il 'Times' attacca Monti.
L'autorevole quotidiano britannico ha pubblicato ieri un duro attacco al nostro premier. Bill Emmott ha invitato il nostro 'capo dei tecnici' a finirla con la melina e ad "abbandonare la cautela", visto che "restare in carica in ua condizione di impotenza non aiutera' ne' l'euro ne' l'Italia". Monti, secondo il 'Times', Deve "sfidare i partiti che vogliono farlo cadere".
Naturalmente se Emmot riflettesse sullo stato del Regno Unito scoprirebbe che dalle parti del Tamigi le cose vanno maluccio, col Paese in recessione e David Cameron e Nick Clegg che tentano di tenere in piedi un governo di coalizione assolutamente instabile. Mentre una possibile totale crisi di consenso rischia di travolgere il claudicante ospite di Downing Street. Vista la situazione il primo ministro pensa ad una riforma radicale del welfare. Si potrebbe arrivare alla riduzione drastica dei sussidi per gli alloggi per i minori di 25 anni. Per Cameron i giovani rimasti senza tutela dovrebbero sostenersi da soli o tornare a vivore con i genitori. E' facile immaginare quali reazioni ci sarebbero se la misura fosse varata.
Tornando a Monti, il 'Times' ha scritto: "Se questi (partiti) lo faranno cadere, come probabilmente accadra', delle elezioni anticipate potrebbero dissipare la nebbia politica, spingendo dei potenziali esordienti ad opporsi al signor Grillo e a Berlusconi per determinare il futuro dell'Italia". I "nuovi entranti" potrebbero essere "il giovane sindaco di Firenze Matteo Renzi, un ammiratore di Blair, o l'ex banchiere e membro del governo Monti, Corrado Passera".
Per Monti l'alternativa sarebbe quella di "restare aggrappato" e di "arrivare barcollante ai tempi supplementari", con la conseguenza ovvia di "perdere ai rigori".
Per l'analista inglese, dimenticata la Grecia e messa da parte la Spagna "il futuro dell'euro verra' deciso dall'Italia, il paese che torna ad essere il punto cruciale dell'Europa e della interminabile crisi economica mondiale".
Ma come si puo' dimenticare la Spagna, immersa nei guai fino al collo e guidata da un leader conservatore, Mariano Rajoy, che fino ad ora e' apparso ancor piu' confuso del suo predecessore socialista Zapatero?
Due giorni fa il premier spagnolo, riunito con i rappresentanti degli imprenditori, ha annunciato alcune ipotesi sulle prossime misure che prendera' il suo governo. "Per un futuro nell' euro" e per affrontare la crisi bancaria e del debito sovrano il suo esecutivo "correggera' quanto e' da correggere e riformera' quanto e' da riformare".
Chiacchiere, in realta', ma interpretate dai media iberici come una disponibilita' di Madrid ad applicare le misure richieste da Bce, Ue e Fmi come contropartita all'aiuto concesso al settore bancario. Le tre 'entita'' che insieme al Cancelliere tedesco Merkel hanno gia' raso al suolo con misure dissennate la Grecia, vorrebbero nuove privatizzazioni, la diminuzione del salario dei dipendenti pubblici e l'aumento dell'Iva su alcuni prodotti. Insomma, ancora la strategia palesemente fallimentare del rigorismo a scapito degli aiuti alla crescita.
Intanto il Financial Times ha reso noto che secondo informazioni in suo possesso al vertice di giovedi e venerdi prossimo sara' discussa una proposta in base alla quale i Paesi dell'area euro che infrangeranno le regole per il debito e il deficita' potrebbero veder riscritte le loro manovre nazionali dall'Unione Europea. "La proposta rientra nell'ambito dell'ambizioso piano di trasformare l'area euro in un'unione fiscale, concedendo a Bruxelles piu' poteri per servire come ministero delle finanze per tutti i 17 paesi membri di Eurolandia".
Sembra questa una possibilita' del tutto inamissibile per Merkel, che non solo in intende cedere neppure una virgola della propria sovranita' all'Europa, ma che anzi pretende di imporre all'Unione le proprie decisioni.
E se ormai e' chiaro che la Germania sta portando non solo Bruxelles, ma forse l'intero sistema finanziario globale al collasso, la Grecia rimane sospesa nel nulla. E dopo le ultime elezioni e' paradossalmente guidata dallo stesso partito, Nuova democrazia, al quale si addebita la responsabilita' di aver truccato i bilanci e causato la tragedia attuale.
Infine a capo della Commissione c'e' Jose' Manuel Duru£o Barroso, un portoghese che non ha saputo fino ad oggi ne' stoppare le gravi intemperanze tedesche ne' indicare in modo chiaro ed inequivocabile come le scelte da fare sono impellenti e per nulla coincidono con l'arrogante posizione di Berlino.
Insomma, i principali Paesi europei sono governati da figure di cosi scarso profilo e' davvero improbo pensare ad un esito positivo dell'empasse.
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