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    La morte come affare

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    35.000 persone al mondo muoiono ogni giorno perché l'industria farmaceutica dice che soffrono di "malattie non redditizie". Solo l'uno per cento dei farmaci usciti sul mercato negli ultimi 30 anni sono diretti a trattare malattie dimenticate, come la malatia del sonno, il kala azar, la dengue o la tubercolosi. Inoltre, il 90% del denaro che si spende nella ricerca medica si investe in problemi di salute che colpiscono meno del 10% della popolazione mondiale [Rebelà­on, 21 Maggio 2006].

    L'organizzazione umanitaria Medici senza Frontiere ha denunciato che ogni giorno muoiono nel mondo 35.000 persone per mancanza di accesso a medicinali esistenti nei paesi ricchi, ed ha lamentato che le compagnie farmaceutiche sorvolano sulle necessità dei pazienti in via di sviluppo perché le malattie di cui soffrono "non sono redditizie". Il capitalismo ha le sue regole d'oro, questa é una di esse, un affare senza prospettive di profitto non si fa. E né la salute né l'educazione sono un'eccezione.

    Perciò, MSF ha reclamato in una conferenza stampa che i governi che si riuniscono all'Assemblea Mondiale della Sanità esaminino come si danno priorità e come si finanza la ricerca e sviluppo in materia di salute.

    In questo senso, ha dato appoggio alla risoluzione "storica" presentata da Kenia e Brasile, nella quale si propone la creazione di gruppi di lavoro per dare "una cornice globale alle atttività di ricerca e sviluppo essenziali in materia di salute". Questa iniziativa obbligherebbe i governi a finanziare pubblicamente e attraverso alleanze pubblico-private le necessità primarie dei paesi più poveri, e si potrebbero produrre nuovi farmaci per quelle chiamate malattie "dimenticate".

    Secondo questa organizzazione, le malattie dimenticate colpiscono soprattutto i paesi in via di sviluppo e commercialmente "non rappresentano un mercato praticabile per le compagnie farmaceutiche". Solo l'uno per cento dei farmaci usciti sul mercato negli ultimi 30 anni sono diretti a trattare malattie dimenticate, come la malatia del sonno, il kala azar, la dengue o la tubercolosi. Inoltre, il 90% del denaro che si spende nella ricerca medica si investe in problemi di salute che colpiscono meno del 10% della popolazione mondiale.

    Il responsabile della comuzione di MSF, Javier Sancho, ha spiegato che l'obiettivo della risoluzione é "non lasciare la ricerca e sviluppo esclusivamente nelle mani di compagnie farmaceutiche private."

    In questo senso, la portavoce della campagna sull'accesso ai farmaci essenziali, Carmen Pérez, ha sottolineato l'impulso dato negli ultimi anni ai PDP, consorzi pubblici e privati che hanno cme obiettivo lo sviluppo di nuovi farmaci, tecniche diagnostiche e vaccini per malattie dimenticate. Si stima che nel prossimo lustro si potranno mettere in circolazione circa una decimìna di farmaci, Pérez ha lamentato che solamente il 18% dei finanziamenti vengono dai governi, ed il resto da organizzazioni filantropiche.

    RESISTENZA

    Sancho ha sottolineato che esistono resistenze da parte di alcuni paesi ad implementare quasta risoluzione, così come da parte dello stesso Segretario dell'OMS, che cerca di "frenare" la sua approvazione. Nel caso del governo spagnolo, la responsabile delle relazioni internazionali di MSF, Consuelo Làpez Zuatiga, ha detto che la posizione é "piuttosto incerta" e che fino ad oggi non c'é stata risposta alla richiesta di sostegno avanzata da MSF per la detta risoluzione. Per questo, ha spronato l'esecutivo spagnolo ad appoggiare questa iniziativa in linea con la politica di cooperazione spinta dal governo di José Luis Rodrà­guez Zapatero.

    Infine, MSF ha riferito che alcuni esempi recenti hanno dimostrato "fino a che punto la volontà politica può assicurare l'assegnazione di risorse per ricerca e sviluppo in campo farmacologico". Concretamente, si riferiva all'esplosione di SARS, al falso allarme per l'antrace negli Stati Uniti o alla recente minaccia dell'influenza aviaria, "un'urgenza che sfortunatamente viene meno quando si tratta di malattie di pazienti poveri di paesi in via di sviluppo".

    21 Maggio 2006 - Rebelà­on

    Documento originale "La muerte como negocio". Traduzione di Gianluca Bifolchi per Z-Net.it La morte come affare




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