Giovedi, 23 Maggio 2013
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    LA GRANDE MISTIFICAZIONE DEL DEBITO PUBBLICO

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    da il Moralista  http://www.ilmoralista.it/la-grande-mistificazione-del-debito-pubblico

     

    La tre giorni romagnola sulla Modern Money Theory e' stata veramente intensa e ricchissima di spunti di riflessione. Tantissimi gli aspetti tecnici e teorici affrontati dai cinque esperti che hanno tentato di trovare una buona risposta per ognuna delle tantissime domande provenienti da un numeroso pubblico attento, esigente e ansioso di comprendere. Se decidessi di riportare qui e adesso, in maniera piu' o meno fedele, soltanto la cronaca degli infiniti argomenti trattati, non credo farei pero' un buon servizio. Penso sia piu' utile, infatti, affrontare con metodo un argomento delicatissimo come quello della crisi, incastonandolo in maniera corretta dentro una cornice necessariamente piu' ampia, che finisce con lo sconfinare in maniera brutale all'interno di quel perimetro un tempo riservato in via esclusiva ad una classe politica ancora capace di imporre il suo primato, quello democratico.

     

    Bene. Una volta chiarito questo decisivo aspetto preliminare, bisogna quindi scegliere quale prospettiva abbracciare. Perche' per la comprensione di una attualita' volutamente tragica e complessa, probabilmente non basta il tecnicismo di chi ha confidenza con le scienze economiche. Anzi, paradossalmente, temo che una eccessiva preparazione di tipo procedurale potrebbe persino risultare nell'insieme fuorviante. Come ho gia' anticipato nei pezzi precedenti, il punto di forza dell'incontro organizzato da Barnard e', a mio avviso, consistito nella capacita' di veicolare con piglio autorevole e scientifico un messaggio forte e comprensibile. Un messaggio capace di smascherare le troppe bugie e omissioni che hanno accompagnato questa costruzione europea che tradisce in pieno le aspettative dei padri fondatori. Questa Europa, che dal punto di vista politico punta in via principale all'annacquamento della democrazia e alla cinesizzazione dei popoli mediterranei, usa la clava economica per perseguire un risultato che e' pero' fondamentalmente sociale e politico. Sotto questa lente, le scelte dei diversi governi eterodiretti dalla Toika, all'apparenza folli, si scoprono coerenti ed efficienti. Il tutto condito da un uso spregiudicato, sapiente e mistificante di una comunicazione martellante sul modello berlusconiano. Ecco come Stephanie Kelton demolisce alcune delle basi teoriche che tengono in piedi il mostro che ci divora: In tanti paragono erroneamente il comportamento di una famiglia nel tenere in ordine i conti con quello che deve fare uno Stato. Non e' affatto vero. Lo Stato con moneta sovrana deve sviluppare il concetto di finanza funzionale. Secondo gli economisti classici il mercato e' autocorrettivo e lo Stato non deve intervenire nelle dinamiche del mercato. Quando cala la domanda dei prodotti nel mondo reale le aziende licenziano, non abbassano i prezzi. Tutte le economie di mercato sono cicliche e non possono mai garantire la piena occupazione. Secondo gli economisti tradizionali una delle soluzioni rispetto alla disoccupazione e' la riduzione dei salari. La MMT rifiuta questa impostazione che colpevolizza i lavoratori. Gli economisti classici credono che la disoccupazione sia addirittura positiva, perche' lo spettro di perdere il lavoro rende piu' efficiente il lavoratore. Se poi c'e' troppa occupazione, dicono, aumenta l'inflazione. Il trattato di Maastricht individua soltanto nel pericolo inflazione il nemico da abbattere. Ma la disoccupazione e' molto piu' pericolosa dell'inflazione. La disoccupazione crea infatti disagi di tipo psicologico e sociale. La disoccupazione ha percio' costi enormi. Per i conservatori americani, e non solo per loro, per avere piu' lavoro bisogna favorire le aziende con meno tasse e meno regole. Una ricerca empirica dimostra che sono i bassi livelli di vendita, e non le troppe regole, che spingono gli imprenditori a non assumere. Come spiegano Lerner e Keynes sono le vendite che cerano posti di lavoro. Per spendere, pero', bisogna avere reddito. Le politiche di sacrifici e austerita' significano tagliare le spese, tagliare i redditi e quindi distruggono posti di lavoro. Secondo Lerner la disoccupazione e' il risultato di poca spesa. Quando la spesa dei consumi cala, questa va compensata con un surplus di intervento governativo. Bisogna percio' che gli Stati usino la moneta sovrana per gestire politiche di finanza funzionale. Per Lerner il governo deve mantenere il livello di spesa per la piena occupazione e utilizzare i suoi poteri per raggiungere il primo obiettivo. Le tasse, aldila' di quello che molti credono, non servono affatto a finanziare i servizi offerti dal governo, ma soltanto a rendere legale il sistema nel suo insieme. Il governo a moneta sovrana non ha alcun limite nell'emettere moneta. L'unico limite e' quello di calibrare con sapienza produttivita' e emissione della moneta in modo da impedire l'inflazione. Abba Lerner spiega infine con chiarezza come il deficita' pubblico non solo e' una cosa normale, da accettare, ma perfino salutare. La MMT dimostra come la piena occupazione e' realmente possibile. La storiella del deficita' che impone ai governanti di massacrare senza soluzione di continuita' pensionati, salariati e precari e' evidentemente falsa. Ulteriori approfondimenti nel pezzo di domani.

    Francesco Maria Toscano

    P.s. Chiunque volesse chiarimenti sulla Modern Money Theory puo' mandarmi una mail. Rispondero' a tutti (toscanomoralista@gmail.com).

    (Tratto da: http://www.stampalibera.com) LA GRANDE MISTIFICAZIONE DEL DEBITO PUBBLICO




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