Truthdig.com
La guerra in Afghanistan, dove il nemico e' inafferrabile e invisibile, dove l'estraneita' linguistica e culturale rende ogni viaggio fuori dall'accampamento una visita ad un territorio ostile e dov'e' chiaro che tu stai perdendo nonostante la potente industria della morte a tua disposizione, alimenta la cultura dell'efferatezza. La paura e la tensione, la rabbia e l'odio traformano in nemici tutti gli afghani, inclusi le donne, i bambini e gli anziani. Civili e combattenti si mescolano in una odiata massa senza faccia e senza nome. Psicologicamente, il passo verso l'omicidio e' breve e l'omicidio e' all'ordine del giorno in Afghanistan. Viene commesso con gli attacchi dei droni, con bombardamenti di artiglieria, attacchi aerei, missilistici e con il devastante fuoco di soppressione scatenato nei villaggi dalle mitragliatrici a canne rotanti.
(Tratto da: http://www.comedonchisciotte.net)
Articoli più recenti:
- 01/06/2012 17:11 - Il travagliato Travaglio: lo strano caso di un informatore disinformato
- 14/05/2012 14:41 - Inchiesta dello Spiegel: Italia, abusivi dell'euro.
- 01/05/2012 23:08 - La dualita' dei movimenti sociali nell'era digitale
- 27/04/2012 09:30 - Beppe Grillo, il ruolo dei media e il rinnovamento degli ottantenni
- 13/04/2012 00:17 - COME I GIOVANI VENGONO INDOTTRINATI A OBBEDIRE
Articoli meno recenti:
- 18/03/2012 13:27 - Chi è Paolo Barnard e che cosa vuole da noi?
- 03/03/2012 00:25 - Cinque cattive notizie per il libero web
- 28/02/2012 00:00 - Come si fabbrica l'opinione pubblica
- 23/02/2012 01:50 - RACCOLTA DI INFORMAZIONI DELL'INTELLIGENCE STRATEGICA DAI SOCIAL MEDIA
- 23/02/2012 00:00 - Il pozzo senza fondo dei giornali






