DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info
Il FMI ha ultimamente pubblicato numeri che danno la certezza matematica che l'Italia non puo' essere risanata e portata nei parametri dell'Eurosistema: e' vero che dal 2008 al 2017 sara' leader nell'avanzo primario, ma questo conta ben poco rispetto al fatto che il suo pil, in quel periodo, calera' dell'1,7%, mentre quello USA aumentera' del 20,3, quello francese del 10, quello tedesco dell'8,8, quello cinese del 116. Il rapporto debito/pil italiano peggiora del 13,2%.
Cio' basta a porre l'Italia fuori del circolo dei paesi del Primo Mondo (gia' nella precedente fase di crescita era rimasta indietro di molti punti dall'Eurozona e dall'America) e ad escludere che possa rispettare il Fiscal Compact (riduzione del 20% all'anno della quota di debito pubblico eccedente il 60% del pil).
Quindi, a breve termine, l'Italia sara' o fuori dall'Euro, oppure governata direttamente dai finanzieri del Meccanismo Europeo di Stabilita', cioe' di Berlino, con costi, reazioni sociali, controreazioni repressive, potenzialmente estremi. Anche in Spagna e Grecia le ricette europee (cioe' quelle dettate dalla Germania a tutela del suo c.d. modello economico renano), stanno portando l'economia al disastro. E continuano a venire imposte.
Le richieste di tasse e sacrifici da parte di un governo sono legittime se il governo dimostra che sono necessarie e idonee a un programma realistico e utile al paese. Quelle del governo Monti non sono necessarie, perche' il governo dovrebbe prima tagliare spese pubbliche parassitarie e gonfiate, e non lo fa; non sono idonee, perche', conti alla mano, non risolvono la crisi ma paiono aggravarla con l'avvitamento fiscale; inoltre non rientrano in un programma di interesse nazionale, anzi non si capisce nemmeno che fine stia perseguendo il governo, date le grandezze sopra riportate.
I tagli previsti alla spesa pubblica indebita per beni e servizi sono di 4,2 miliardi su un totale di 147, quindi e' chiaro che non si liberano risorse per investimenti produttivi ne' per alleggerimenti fiscali, ma rimane intatto il sistema di produzione di consenso e profitto partitico e mafioso mediante scialo e appalti gonfiati. Item per le opere pubbliche, sistematicamente gonfiate. E per la spesa per un personale elefantiaco e poco efficiente. Tagliare la spesa pubblica parassitaria significherebbe peraltro eliminare quel sistema e i suoi titolari, e cio' e' impossibile per un governo che dipenda dai partiti.
Dato quanto sopra, cio' a cui sta lavorando il governo e chi lo appoggia, con tanti tagli e tante tasse, non e', non puo' essere, un piano di risanamento e rilancio del paese, che essi sanno benissimo essere irrealizzabile; dunque e' un piano con un fine diverso.
Probabilmente e' un piano di liquidazione del paese (ossia di raccolta e distribuzione tra potentati esterni ed esterni dei valori in esso presenti: risparmio, proprieta' private e pubbliche) e al contempo di sua collocazione, in posizione subalterna, entro una nuova architettura europea di poteri reali e formali, con un ampio haircut dei diritti e delle garanzie civili, politici, fiscali, sindacali; e con forte compressione fiscale e bancaria delle piccole imprese italiana, onde far posto nel mercato italiano ad imprese straniere.
Remunerando l'appoggio parlamentare dei partiti politici con la conservazione dei loro privilegi e feudi, si tiene insieme il paese per il tempo necessario a liquidare i suoi assets e a completare il lavoro di ingegneria sociale. Poi, quando il paese salta, lo si fa cadere in una gabbia appositamente predisposta. Questo mi pare lo scenario piu' verosimile, anche se spero di sbagliarmi.
In tale scenario, e' ovvio che i cittadini ritengano che le tasse siano non solo eccessive, ma anche contrarie agli interessi della nazione, perche' esse vanno a sostenere un'operazione di quel tipo. Se uscire dall'Eurosistema e' inevitabile, tanto vale uscire al piu' presto, prima che il processo di demolizione dell'economia nazionale produca ulteriori danni, e con ancora qualche soldo in tasca. Se ci lasciamo portar via le ultime risorse, dopo saremo in balia del capitale dominante sostanzialmente tedesco, mentre anticipando i tempi potremmo ripartire i danni con i paesi amici. Il popolo e le imprese hanno quindi interesse ad attivarsi per sventare il disegno di liquidazione del paese, rovesciando il tavolo. E a ricordare alla Germania che il Nazismo e la II GM sono conseguenza dell'austerita' imposta ad essa stessa per il pagamento dei suoi debiti.
In ogni caso, conviene prepararsi a un cambiamento valutario, quindi alla probabilita' che i depositi bancari e gli altri crediti denominati in Euro siano convertiti in Lire o altra valuta, con una forte svalutazione rispetto all'Euro e con una perdita di potere d'acquisto. Contromisure preventive, oltre all'emigrazione, sono a)spostare i depositi in un idoneo paese estero (Svizzera, per esempio); b)convertire i depositi da Euro a valute forti, con scarso debito pubblico; c)investire in valori sganciati dalla valuta italiana.
Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/2012/05/03/prevviso-di-uscita-dall'euro-''-euro-break-up-warning/
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