L'accordo di Bruxelles sancisce la nascita di una nuova Europa basata sull'austerita' e sul rigore di bilancio. E' il trionfo dell'ideologia economica liberista piu' conservatrice e antisociale, che da scelta politica viene eretta a norma vincolante, come fosse una necessita' oggettiva. Gli Stati rinunciano definitivamente al loro ruolo economico di stimolo alla crescita e allo sviluppo attraverso la sostenibilita' del debito pubblico, e quindi attraverso la spesa pubblica, per perseguire un unico obiettivo: il raggiungimento del pareggio di bilancio per mezzo di drastici tagli alla spesa pubblica che ricadono, inevitabilmente, sulle fasce piu' povere della popolazione europea.
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