Allievo del professor Federico Caffe', grande economista italiano scomparso nel nulla il 15 aprile 1987, Amoroso e' reduce da conferenze e incontri pubblici nei quali non ha esistato a denunciare il capitalismo finanziario che sta scatenando la piu' grave crisi sociale nella storia delle democrazie occidentali. "Alla parola crisi, generalmente, diamo questo significato: la crisi e' qualcosa di difettoso, legato al non-funzionamento dei meccanismi dell'economia o dei sistemi politici. Qualcosa di non voluto, qualcosa che e' sfuggito di mano", premette Amoroso, in una video-intervista girata da 'Radio dal basso' e collocata su YouTube. Secondo la tesi corrente, e' "come se l'intenzione della finanza e dell'econimia fosse equa e pero' qualcosa e' sfuggito o qualcuno ha imbrogliato. Be', secondo me non e' cosi".
"Questa che si chiama crisi finanziaria - afferma il professor Amoroso - non e' una crisi: e' il risultato di politiche programmate per realizzare l'esproprio dei risparmi di milioni di persone, sia nei paesi europei ma anche a livello mondiale". Quindi, aggiunge l'economista, "piu' che di crisi parlerei appunto di truffa, nel senso dell'esproprio: pero' non un esproprio fatto da truffatori, cioe' in modo illegale, ma di un esproprio organizzato dai sistemi finanziari accompagnati da misure legislative tutte funzionali a questo esproprio".
Potrebbe sembrare un paradosso: "Quella che chiamiamo crisi e' in realta' una politica che ha avuto un grande successo".
Sarebbe come chiamare 'crisi' l'industrializzazione forzata del nord compiuta dalla Fiat o gli stessi disastri ecologici: "Non sono 'errori', niente che sia sfuggito di mano a nessuno. Sono stati il risultato, anzi il successo, di una certa forma di industrializzazione, quindi se vogliamo rapace, di considerare il mercato capitalistico e l'economia per realizzare determinati interessi". Quindi: "Non crisi finanziaria, ma anzi: successo della finanza e della globalizzazione nell'espropriare milioni di cittadini che avevano dei risparmi accumulati". E visto che "ormai sul piano dei salari c'e' molto poco da espropriare", ecco che e' il risparmio ad essere colpito, "laddove esistono spazi per continuare l'arricchimento e l'esproprio capitalistico".
Per il professor Amoroso, "la crisi finanziaria cosiddetta e' questo: e' il successo delle politiche del neo-liberismo e della globalizzazione". Vie d'uscita? Solo se i consumatori, "che sono le vittime", decidessero di "abolire quei sistemi bancari e finanziari, sostituendoli e dando fiducia al sistema della finanza etica e delle banche popolari, legate all'economia reale dei territori". Fino a qualche decennio fa avremmo detto: e' necessario ristabilire il controllo dello Stato, o della Banca centrale, sulla finanza. "Questo oggi non ha piu' senso, perche' lo Stato e la banca nazionale sono esattamente espressione di quegli interessi, negli Stati Uniti ma anche nella maggioranza dei paesi europei, cioe' sono i centri del potere finanziario -
Mediobanca, la banca centrale - che sono i rappresentanti di quegli interessi, quelli che hanno fatto le leggi e i regolamenti".
Quello che e' successo, continua l'economista, basta e avanza per "mettere sotto inchiesta la banca nazionale e il comitato di controllo del credito". I dispositivi di controllo esistono, ma hanno ignoranto l'allarme. "Erano distratti? Non se ne sono accorti?". Al contrario: hanno finto di non vederli, i rischi per i risparmiatori, perche' il loro vero obiettivo, non dichiarato, era espropriarli. "Cioe': espropriare risparmi accantonati per la vita familiare, per riportarli dentro il flusso dell'economia mondiale della globalizzione che certamente ha bisogno di grandi investimenti. Nei campi hi-tech e dell'industria militare servono grandi soldi. Siccome i cittadini non sono disposti a metterli a disposizione di avventure di quel tipo, allora gli si tolgono. E gli si tolgono in maniera legale, non in maniera truffaldina: questa e' una truffa organizzata, dagli Stati e dai poteri politici e finanziari".
(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)- 04/01/2011 02:00 - Burattinai di imperi e monete
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