Venerdi prossimo a Montegrotto si terra' la convenzione di tutti coloro che hanno a che fare con Banca popolare Etica, cioe' gli stakeholders, nel linguaggio d'uso. Una riunione che moltissimi aspettano e sfruttano persino nelle ore piu' piccine, perche' nella maggior parte dei casi e' un modo per capire la rotta che il presidente ed i suoi uomini stanno imprimendo ad una banca per la quale ci si sbatte in maniera colossale, qui sul territorio. Certo avesse un servizio comunicazione non dico all'altezza delle banche normali, ma almeno di una ong di provincia la cosa potrebbe ad alcuni risultare innecessaria, ma tant'e' ci si deve vedere per dirsi le cose. E quindi per saperle, concordarle o combatterle.
Comunque e' un modo per vedersi tutti e siccome siamo entrati in questo grande gioco soprattutto come persone e poi come professionisti vedere come cambia (quando cambia) la base di Banca Etica, come i nuovi dirigenti si relazionano con il contesto in evoluzione e' sempre un gran piacere. Senza contare che con alcuni dei dirigenti di sempre ci si vede in quell'occasione ed in poche altre e salutarli e' un piacere umano.
Durante i due giorni di Montegrotto le cose si svolgono secondo un rituale ormai consolidato. Normalmente la plenaria perde tempo (alcuni la impiegarono per recitar preghiere, per dire), le sessioni decidono le cose importanti e le cene ed i caffe' stabiliscono le alleanze e si condividono le strategie, facendo finta che non sia cosi.
L'anno scorso una delle sessioni piu' importanti – quella scelta dal presidente – era sulla Banca Etica Europea, un progetto che colpisce il cuore almeno tanto quanto lo fece la cooperativa verso la banca etica, necessaria come l'unione politica di un continente altrimenti destinato al declino economico e sociale e poi innovativa, apripista insomma un gran bel progetto. Che pero' e' semplicemente fuori dal tempo, non e' inserita nel contesto che viviamo.
Con alcune decine di giorni di anticipo rispetto a Montegrotto il CdA ha quest'anno deciso che [...] approvato la dichiarazione comune tra La Nef e Banca Etica che trovate allegata e che riguarda il progetto di Banca Etica Europa. La dichiarazione e' stata approvata dal Consiglio di Sorveglianza de La Nef il 23 settembre. Tale dichiarazione, frutto di una serie di incontri avuti con La Nef, Fiare e Credita' Cooperatif e di un intenso lavoro del Consiglio e della Direzione, fa il punto del percorso ed individua in La Nef il capofila del progetto. La bonta' dei rapporti intessuti negli anni ci consente di poter ancora una volta mettere i problemi sul tavolo e scegliere insieme ai nostri partners internazionali le evoluzioni del progetto, rimanendo alleati verso un obbiettivo comune. Di comune accordo, Fabio Salviato sara' uno degli animatori del progetto. Nei prossimi mesi avremo sicuramente occasione di confrontarci sulle politiche di internazionalizzazione della nostra Banca a partire dal percorso di revisione del piano strategico.
Cordiali saluti a tutti, Ugo Biggeri (Presidente)
Ecco, l'anno scorso semplicemente non avresti potuto dirla, una cosa del genere, senza esser considerato almeno disfattista (e stavo per scrivere tutto il resto, ma non serve). Ecco il documento che il buon Biggeri (che sta facendo un lavoro che nemmeno alcuni dei suoi piu' accesi estimatori s'immaginavano potesse fare) ha licenziato.
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