di Emanuela Pessina
BERLINO. Invitato ieri sera sul palco del Volksbu¼hne di Berlino dall'Istituto di cultura italiana, Roberto Saviano ha portato in scena il monologo "La bellezza e l'inferno" per il pubblico della capitale tedesca. Nella sua interpretazione Saviano non parla di televisione ne' di politici italiani: al centro dei suoi racconti ci sono le persone semplici e le loro storie quotidiane.
L'attenzione di Saviano si rivolge, in particolare, alle vittime delle politiche sbagliate di tutto il mondo, che muoiono quotidianamente nell'ignoranza collettiva. Nonostante si parli di altro, il monologo di Saviano va a giudicare la televisione italiana come pochi altre critiche hanno saputo fare, in una maniera pesante e intrinseca.
Saviano racconta innanzitutto la storia di Neda, uccisa l'anno scorso dalle forze militari iraniane a Teheran durante una manifestazione contro il regime del presidente Mahamud Ahmadinejad. Una storia come tante, sottolinea Saviano, che non cade nell'oblio solo grazie alle riprese amatoriali di un manifestante: gli ultimi istanti della vita di Neda vengono registrati da un cellulare e il video viene caricato su Youtube da ignoti. La cruda testimonianza di questo video scatena reazioni internazionali inaspettate che permettono a Neda di diventare un simbolo.
E poi la storia di Ken-Saro Wiwa, lo scrittore militante nigeriano impiccato nel 1995 dal regime militare della Nigeria stessa, alleato degli Stati Uniti, a causa della sua denuncia contro le operazioni di Shell nel territorio. Dal 1958 la multinazionale estrae petrolio intorno al delta del fiume Niger, avvelenando la zona circostante senza nessuna tutela per lavoratori e indigeni. Wiwa ha raccontato l'ingiustizia con un libro e con le sue poesie e la punizione del regime capitalistico e' stata esemplare.
Ma Saviano non dimentica la cantante Miriam Makeba e il suo concerto del 2008 a Castelvolturno. Un concerto che Makeba, detta Mama Afrika, ha voluto dedicare ai nigeriani di Castelvolturno, a quegli immigrati che hanno avuto il coraggio di ribellarsi al Sistema di oppressione imposto da camorra e mafia nigeriana. Gli immigrati hanno avuto il coraggio di alzare i pugni per difendere i diritti piu' semplici che le forze di potere abusive cercavano di togliere: uno schiaffo morale a gli italiani, che non sembrano piu' in grado di usufruire del diritto alla protesta o che, forse, si sono rassegnati alla paura.
Oltre a ricordare le vittime di regimi e sistemi sbagliati, Saviano inneggia a quei media che danno risalto a situazioni d'inferno ordinario. Il video amatoriale di Neda, il libro di Wiwa, il concerto di Makeba sono i mezzi che attirano l'attenzione di tutti e che fanno, quindi, paura al potere. Neda, Shell e i nigeriani di Volturno smettono di essere una notizia come tante che scorre nei sottotitoli del telegiornale e vanno a raggiungere la quotidianita' del pubblico. E i regimi hanno paura. "Sono i contenuti a inquietare", commenta Saviano in proposito.
I mezzi di comunicazione, quindi, che rendono vivo quello che non appartiene alla nostra quotidianita'. I media e l'arte come il primo, fondamentale passo per cambiare effettivamente qualcosa perche' ci strappano di forza dall'ignoranza. Eppure, Saviano e' a Berlino per parlare all'Italia. u a teatro per parlare alla televisione, dato che era stato annunciato ad Annozero e una sua intervista e' stata mandata in onda su RaiTre con tutte le polemiche del caso.
Saviano parla del teatro berlinese come di un "escamotage", ma piu' che un trucco d'arte, la sua scelta assomiglia a un'accusa verso una televisione che non fa il suo dovere o, peggio ancora, che non all'altezza della situazione. Una critica intrinseca insomma, verso un mezzo che sembra destinato ad addormentare la nazione piu' che a farla crescere ed evolvere.
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