Eliminare le discariche a cielo aperto entro il 2016; liberarsi dalla dipendenza dal petrolio entro il 2020; ridurre le emissioni di gas del 4% entro il 2012. Come raggiungere questi obiettivi?Per il governo svedese la risposta é: utilizzare sempre di più l'energia ricavata dalle biomasse, dai rifiuti che il benessere moltiplica fino a creare in molti Paesi, Italia compresa, problemi di smaltimento. E l'industria automobilistica locale si adegua, rispondendo prontamente all'appello e alle direttive in materia [Il sole 24 ore, 24 aprile 2006].Quello delle auto alimentate con carburanti alternativi é stato uno temi centrali al recente Motor Show di Stoccolma, il più importante salone automobilistico annuale dei Paesi.<VR>Entro il 2012 il Governo di Stoccolma punta a ridurre del 4% le emissioni di gas scandinavi. E la Volvo — il cui neo presidente Frederik Arp ha posto come target di vendita per il 2009 le 600mila unità rispetto alle 450mila vetture di quest'anno — é tra le case europee quella che da tempo sta più accelerando verso il carburante ecologico.
Oltre all'alimentazione bi fuel (benzina e metano) già disponibile, la casa svedese entrata nel 1999 nell'orbita dell'americana Ford ha prestato una notevole attenzione anche alla tecnologia denominata Flexi fuel, centrata sull'utilizzo del bio etanolo.
«Tale soluzione tecnica — ha sottolineato Paul Gustavsson, direttore della progettazione di Volvo — si sta rapidamente affermando in tutto il mercato scandinavo grazie anche al supporto governativo e di infrastrutture».
Le cifre chiariscono i notevoli risparmi anche sul fronte dei costi di utilizzo. Ad esempio, una Volvo V50 a benzina e una Flexi fuel percorrono 30mila chilometri con costi di carburante che per la prima sono pari a 25mila corone, mentre nel secondo caso non superano le 24mila. Senza contare che chi, per esempio, abita nel centro di Goteborg e usa l'auto ecologica non paga alcuna tassa per il parcheggio, mentre per l'auto a benzina il balzello é di 4.800 corone annue; sulla tassa di circolazione si risparmiano 400 corone su 1.545. Pur tenendo contro di 3mila corone di extra service che pesano su un'auto flexi fuel, il risparmio annuale é di circa 3.200 corone.Tradotte in moneta europea, circa 320 euro.
«Le previsioni — ha aggiunto Gustavsson — dicono che oltre il 20% delle vetture immatricolate in Svezia nel 2006 saranno Bi Fuel e Flexi fuel. Una percentuale che dovrebbe crescere di anno in anno. Attualmente il metano pesa appena per lo 0,45% tra tutti i carburanti usati sulle strade svedesi, dove il parco vetture é vicino ai cinque milioni».
Il cambio al vertice di Volvo, intanto, coglie la casa di Goteborg in una fase di rinnovo della gamma. «Stiamo per lanciare sette nuovi modelli tra il 2006 e il 2009», ha detto il presidente Arp al Motor Show.A Stoccolma era in vetrina la nuova C70 cabriolet, con l'hard top — frutto della joint venture con Pininfarina — ripiegabile in tre parti. Per la C70 é stato alzato il target di vendita annuale da 16mila a 20mila vetture. Per la nuova C30, il cui prototipo é stato presentato a Detroit, é previsto il battesimo ufficiale al Salone di Parigi il prossimo settembre. «Per noi -ha spiegato- si tratterà di un debutto in un segmento del tutto nuovo. In un settore che invece ci é più congeniale, con la nuova ammiraglia S80 dotata di un motore a 6 cilindri, prevediamo vendite per almeno 50mila unità all'anno».
Il sole 24 ore, 24 aprile 2006
Oltre all'alimentazione bi fuel (benzina e metano) già disponibile, la casa svedese entrata nel 1999 nell'orbita dell'americana Ford ha prestato una notevole attenzione anche alla tecnologia denominata Flexi fuel, centrata sull'utilizzo del bio etanolo.
«Tale soluzione tecnica — ha sottolineato Paul Gustavsson, direttore della progettazione di Volvo — si sta rapidamente affermando in tutto il mercato scandinavo grazie anche al supporto governativo e di infrastrutture».
Le cifre chiariscono i notevoli risparmi anche sul fronte dei costi di utilizzo. Ad esempio, una Volvo V50 a benzina e una Flexi fuel percorrono 30mila chilometri con costi di carburante che per la prima sono pari a 25mila corone, mentre nel secondo caso non superano le 24mila. Senza contare che chi, per esempio, abita nel centro di Goteborg e usa l'auto ecologica non paga alcuna tassa per il parcheggio, mentre per l'auto a benzina il balzello é di 4.800 corone annue; sulla tassa di circolazione si risparmiano 400 corone su 1.545. Pur tenendo contro di 3mila corone di extra service che pesano su un'auto flexi fuel, il risparmio annuale é di circa 3.200 corone.Tradotte in moneta europea, circa 320 euro.
«Le previsioni — ha aggiunto Gustavsson — dicono che oltre il 20% delle vetture immatricolate in Svezia nel 2006 saranno Bi Fuel e Flexi fuel. Una percentuale che dovrebbe crescere di anno in anno. Attualmente il metano pesa appena per lo 0,45% tra tutti i carburanti usati sulle strade svedesi, dove il parco vetture é vicino ai cinque milioni».
Il cambio al vertice di Volvo, intanto, coglie la casa di Goteborg in una fase di rinnovo della gamma. «Stiamo per lanciare sette nuovi modelli tra il 2006 e il 2009», ha detto il presidente Arp al Motor Show.A Stoccolma era in vetrina la nuova C70 cabriolet, con l'hard top — frutto della joint venture con Pininfarina — ripiegabile in tre parti. Per la C70 é stato alzato il target di vendita annuale da 16mila a 20mila vetture. Per la nuova C30, il cui prototipo é stato presentato a Detroit, é previsto il battesimo ufficiale al Salone di Parigi il prossimo settembre. «Per noi -ha spiegato- si tratterà di un debutto in un segmento del tutto nuovo. In un settore che invece ci é più congeniale, con la nuova ammiraglia S80 dotata di un motore a 6 cilindri, prevediamo vendite per almeno 50mila unità all'anno».
Il sole 24 ore, 24 aprile 2006
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