L'Italia e' l'Arabia Saudita delle energie rinnovabili. ''Ha le capacita' per guidare il mondo fuori dall'era del petrolio e portarlo in quella dell'idrogeno, ma credo non abbia nemmeno intaccato la superficie del suo potenziale''. Cosi' Jeremy Rifkin, economista e presidente della Foundation on Economic Trends, in un'intervista all'Ansa scatta la fotografia del nostro Paese nel quadro delle ecoenergie che alimenteranno il futuro. Un futuro non lontano, visto che il cosiddetto picco nella produzione globale di petrolio dovrebbe essere raggiunto fra il 2010 e il 2040. ''Nei prossimi 50 anni, per ogni azienda, piccola o grande che sia - spiega Rifkin - sara' l'energia la voce di spesa che costera' di piu', non il lavoro, perche' sara' sempre di meno e sempre piu' cara''. Uno scenario che il presidente del Consiglio, Romano Prodi, e il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, conoscono bene, secondo la stessa ammissione dell'economista. Rifkin, infatti, e' stato consulente di Prodi all'epoca della sua presidenza alla Commissione Europea: ''A Prodi va il merito di aver introdotto un programma di ricerca e sviluppo per la realizzazione di un'economia basata sull'idrogeno per la Ue, del valore di 2 miliardi di euro. La ragione per la quale ne parlo - continua Rifkin - e' che la sua coalizione durante le elezioni si e' impegnata per un futuro basato sulle energie rinnovabili''.
A quelli che dicono che e' difficile e costoso passare all'era dell'idrogeno, l'economista risponde: ''Che scelta abbiamo? La vecchia energia e' troppo costosa e negativa per il riscaldamento globale. Per questo io chiedo ai leader politici: come pensate di far crescere l'economia negli ultimi stadi di questa era energetica?''.
Ecco i passaggi principali del pensiero di Rifkin:
ITALIA
In Italia, secondo Rifkin, le riserve di energia sono enormi, solare da Roma a Bari; eolica dall'Adriatico al Tirreno; geotermica in Toscana; biomasse e idroelettrica. Purtroppo pero' le energie rinnovabili sono di natura intermittente: il sole non brilla sempre, il vento non soffia continuativamente, i fiumi non hanno sempre la stessa portata d'acqua. Per questo l' eco-energia prodotta deve essere immagazzinata sotto forma di idrogeno ottenuto tramite elettrolisi o biomasse, per rifornire poi la rete elettrica. Secondo Rifkin e' questo il punto cruciale della terza Rivoluzione industriale che abbiamo di fronte: accumulare idrogeno per fornire poi elettricita' quando serve.
LE FASI
Il primo passo, secondo lo studioso, e' quello di compiere una valutazione seria, con una mappatura a livello nazionale, del potenziale di fonti rinnovabili in Italia. Dovrebbe essere il frutto di una partnership pubblico-privato fra Governo, Regioni, piccole e medie imprese, grosse aziende, cooperative di produttori, in rete con la societa' civile. Poi dovrebbe partire una 'urgenza nazionale' sull'efficienza energetica di governo e Regioni: ''il modo migliore infatti per creare energia e' quello di risparmiarla''. Una strategia necessaria per il periodo di 25, 30 anni che servono per impiantare le infrastrutture di un'economia basata sull'idrogeno. Un progetto che la California, la quinta economia mondiale, sta gia' rendendo operativo per essere pronta entro il 2020. Il passo successivo e' quello di spendere grosse cifre nel settore pubblico e privato in tecnologie energetiche, per far si' che l' ''Arabia Saudita'' delle energie rinnovabili diventi una realta' nei prossimi 20 anni. Occorre quindi investire nelle tecnologie per immagazzinare idrogeno proveniente da eco-energie e infine, ultima fase della terza rivoluzione industriale, l' Italia dovrebbe sviluppare la rete elettrica 'intelligente', distribuita e condivisa come avviene oggi con la rete internet. Questo tipo di rete la sta gia' testando l'Ibm, in Oregon.
LA RICETTA
''Abbiamo bisogno che politici, comunita' economica e societa' civile abbiano una buona dose di immaginazione - spiega Rifkin - semplicemente perche' tutto questo gia' esiste. Altri governi sono gia' al lavoro. Abbiamo bisogno di un dibattito a livello nazionale, e' una responsabilita' di tutti in Italia. Con Pecoraro Scanio ne abbiamo parlato per anni, ora e' il momento di agire''.
© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 26/09/2006
A quelli che dicono che e' difficile e costoso passare all'era dell'idrogeno, l'economista risponde: ''Che scelta abbiamo? La vecchia energia e' troppo costosa e negativa per il riscaldamento globale. Per questo io chiedo ai leader politici: come pensate di far crescere l'economia negli ultimi stadi di questa era energetica?''.
Ecco i passaggi principali del pensiero di Rifkin:
ITALIA
In Italia, secondo Rifkin, le riserve di energia sono enormi, solare da Roma a Bari; eolica dall'Adriatico al Tirreno; geotermica in Toscana; biomasse e idroelettrica. Purtroppo pero' le energie rinnovabili sono di natura intermittente: il sole non brilla sempre, il vento non soffia continuativamente, i fiumi non hanno sempre la stessa portata d'acqua. Per questo l' eco-energia prodotta deve essere immagazzinata sotto forma di idrogeno ottenuto tramite elettrolisi o biomasse, per rifornire poi la rete elettrica. Secondo Rifkin e' questo il punto cruciale della terza Rivoluzione industriale che abbiamo di fronte: accumulare idrogeno per fornire poi elettricita' quando serve.
LE FASI
Il primo passo, secondo lo studioso, e' quello di compiere una valutazione seria, con una mappatura a livello nazionale, del potenziale di fonti rinnovabili in Italia. Dovrebbe essere il frutto di una partnership pubblico-privato fra Governo, Regioni, piccole e medie imprese, grosse aziende, cooperative di produttori, in rete con la societa' civile. Poi dovrebbe partire una 'urgenza nazionale' sull'efficienza energetica di governo e Regioni: ''il modo migliore infatti per creare energia e' quello di risparmiarla''. Una strategia necessaria per il periodo di 25, 30 anni che servono per impiantare le infrastrutture di un'economia basata sull'idrogeno. Un progetto che la California, la quinta economia mondiale, sta gia' rendendo operativo per essere pronta entro il 2020. Il passo successivo e' quello di spendere grosse cifre nel settore pubblico e privato in tecnologie energetiche, per far si' che l' ''Arabia Saudita'' delle energie rinnovabili diventi una realta' nei prossimi 20 anni. Occorre quindi investire nelle tecnologie per immagazzinare idrogeno proveniente da eco-energie e infine, ultima fase della terza rivoluzione industriale, l' Italia dovrebbe sviluppare la rete elettrica 'intelligente', distribuita e condivisa come avviene oggi con la rete internet. Questo tipo di rete la sta gia' testando l'Ibm, in Oregon.
LA RICETTA
''Abbiamo bisogno che politici, comunita' economica e societa' civile abbiano una buona dose di immaginazione - spiega Rifkin - semplicemente perche' tutto questo gia' esiste. Altri governi sono gia' al lavoro. Abbiamo bisogno di un dibattito a livello nazionale, e' una responsabilita' di tutti in Italia. Con Pecoraro Scanio ne abbiamo parlato per anni, ora e' il momento di agire''.
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