Secondo il Risoe energy centre dell´Unep, che ha sede in Danimarca, più di 12 nuovi progetti geotermici sono sulla via della registrazione nel Clean development mechanism (Cdm) del Protocollo di Kyoto, tra questi ci quelli di El Salvador (50 MW); Guatemala (25 MW), Nicaragua, 66 MW; Indonesia (200MW); Papua Nuova Guinea, (55 MW); Filippine (60 MW). Secondo l´Earth policy institute di Washington la capacità geotermica installata nel mondo è passata dai 1.300 MW del 1975 agli 8.000 MW del 2000, mentre nel 2007 era di circa 10.000MW.Secondo l´istituto Usa nel 2010 la geotermia potrebbe produrre 13.500 MW di energia elettrica. Gli Stati Uniti sono il leader mondiale con 3000 MW, seguiti dalle Filippine con 2 000 MW e dall´Indonesia con 1.000MW.
L´Italia non va certo male con 810.5 MW nel 2007 che la piazzano al quinto posto mondiale dopo il Messico (953 MW).
Secondo l´Earth policy institute questo rappresenta però solo l´1,9% delle´energia prodotta, il che ci piazza al dodicesimo posto mondiale, dopo Islanda (27,1%) El Salvador (26%) Filippine (23%), Nicaragua (20, Kenya (15%), Costa Rica (12,4%) Pappua Nuova Guinea (8,9%), Nuova Zelanda (7,2%), Indonesia (5,2%) Guatemala (4,6%) e Messico (2,7%). Se guardiamo alle percentuali però superiamo il più grande consumatore di energia del Paese, gli Usa, che pur con il record di produzione di geotermico raggiunge un misero 0,4%.
Secondo uno studio del GHC Bulletin pubblicato a settembre, la geotermia potrebbe crescere del 900% in Papua Nuova Guinea, di oltre il 100% nella già iperavanzata Islanda e del 90% in Turchia.
Secondo un altro studio coordinato dal Massachusetts institute of technology, gli Usa potrebbero aumentare ancora di molto la loro produzione, portandola a una percentuale notevole visto che avrebbero un potenziale geotermico per produrre 100.000 MW (100 GW) di elettricità entro il 2050 investendo di più in impianti di energia geotermica.
Il rapporto "Enhanced geothermal systems (Egs)" dice che le immense risorse locali degli Stati Uniti sarebbero in grado di fornire energia e calore in grandissima quantità e con il minimo impatto ambientale.
Attraverso investimenti pubblici e privati tra gli 800 milioni e il miliardo di dollari in più di 15 anni, si potrebbero mettere in produzione negli Usa 100 GW di geotermico entro il 2050. Un investimento di 200 milioni di dollari nel geotermico sarebbe probabilmente il momento di rottura per cominciare a chiudere inquinanti centrali a carbone.
L´Italia non va certo male con 810.5 MW nel 2007 che la piazzano al quinto posto mondiale dopo il Messico (953 MW).
Secondo l´Earth policy institute questo rappresenta però solo l´1,9% delle´energia prodotta, il che ci piazza al dodicesimo posto mondiale, dopo Islanda (27,1%) El Salvador (26%) Filippine (23%), Nicaragua (20, Kenya (15%), Costa Rica (12,4%) Pappua Nuova Guinea (8,9%), Nuova Zelanda (7,2%), Indonesia (5,2%) Guatemala (4,6%) e Messico (2,7%). Se guardiamo alle percentuali però superiamo il più grande consumatore di energia del Paese, gli Usa, che pur con il record di produzione di geotermico raggiunge un misero 0,4%.
Secondo uno studio del GHC Bulletin pubblicato a settembre, la geotermia potrebbe crescere del 900% in Papua Nuova Guinea, di oltre il 100% nella già iperavanzata Islanda e del 90% in Turchia.
Secondo un altro studio coordinato dal Massachusetts institute of technology, gli Usa potrebbero aumentare ancora di molto la loro produzione, portandola a una percentuale notevole visto che avrebbero un potenziale geotermico per produrre 100.000 MW (100 GW) di elettricità entro il 2050 investendo di più in impianti di energia geotermica.
Il rapporto "Enhanced geothermal systems (Egs)" dice che le immense risorse locali degli Stati Uniti sarebbero in grado di fornire energia e calore in grandissima quantità e con il minimo impatto ambientale.
Attraverso investimenti pubblici e privati tra gli 800 milioni e il miliardo di dollari in più di 15 anni, si potrebbero mettere in produzione negli Usa 100 GW di geotermico entro il 2050. Un investimento di 200 milioni di dollari nel geotermico sarebbe probabilmente il momento di rottura per cominciare a chiudere inquinanti centrali a carbone.
Tags: papua nuova guinea clean development mechanism massachusetts institute of technology protocollo di kyoto earth policy institute
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