Giovedi, 20 Giugno 2013
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    Referendum Bis sul Nucleare: perché SI? Riflessioni con gli amici al bar

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    11_buco-nero-thumbLe informazioni carenti o mancanti nel dibattito sul nucleare: neppure gli anti-nuclearisti osano dire tutta la verità. A chi serve davvero il nucleare civile? A quello militare: l'elettricità in una centrale nucleare non è altro che un sottoprodotto. Se si guardasse solamente al problema dell'energia l'idea di costruire impianti nucleari è così assurda che non verrebbe in mente a nessuno. Io, comune cittadino, ci voglio provare per amor di verità e di giustizia, con una chiacchierata al bar fra amici.

     
    I miei amici al bar si domandano per quale motivo sia necessario il ritorno alle urne referendarie per rispondere a un quesito per il quale il popolo, nel 1987, già espresse la propria sovrana volontà. Il risultato del referendum abrogativo del 1987 sancì, di fatto, l'abbandono da parte dell'Italia della produzione di energia nucleare, e di lì a poco le quattro centrali nucleari presenti sul territorio nazionale furono chiuse. E' bene rammentare che, malgrado ciò, ancora oggi a distanza di quasi 24 anni sussistono seri problemi di custodia delle scorie radioattive prodotte da tali centrali nel breve periodo della loro funzionamento.

    I cosiddetti "nuclearisti" plagiano il popolo smemorato, e le ignare nuove generazioni scampate di poco alla tragedia di Chernobyl 1986, con faziose mezze verità e anche con ignobili menzogne. Più volte, con mio sommo rammarico, ho dovuto sorbirmi dai Tg delle principali reti televisive, dalla voce delle maggiori reti radiofoniche nazionali, dalle pagine di molti quotidiani o periodici, l'ignobile menzogna che descrive un'Italia priva di centrali nucleari (testualmente: "in Italia non ci sono centrali nucleari"). La verità, signori giornalisti, redattori, direttori, pletora di scribacchini fantasiosi, è che in Italia le centrali nucleari ci sono, eccome, e anche se non sono operative esse rappresentano a tutt'oggi un grave problema irrisolto, una perenne minaccia incombente sulla salute pubblica, come una spada radioattiva posta sul capo del moderno Damocle e delle postere generazioni, per decine di secoli a venire. Forse, troppo intenti a incorniciare le vostre opache immagini con l'arte dialettica, state trascurando che tra le future generazioni ci stanno pure i vostri figli, i vostri nipoti e le vostre discendenze.


     


    "Cortesi" signori dell'informazione, onorerei la vostra onestà intellettuale qualora aveste il coraggio di completare le vostre notizie con i pezzi mancanti che ribalterebbero il significato della vostra stessa informazione. Sarei sollevato nel cuore se diceste e ribadiste la verità che in Italia le centrali nucleari ci sono e, pur non essendo operative, esse rappresentano un serio problema. Ancora oggi i rifiuti radioattivi sono custoditi in condizioni non sicure, generalmente nei pressi delle vecchie centrali nucleari. E, le scorie che vagano per l'Italia e sono smaltite in condizioni di assoluta insicurezza chissà dove? Che dire, poi, dello smantellamento mai effettuato? Sia le centrali nucleari di Caorso (Pc), Trino (Vc), Latina, Garigliano (Ce), sia gli impianti del ciclo del combustibile ex - Enea: EUREX di Saluggia (Vc), FN-Fabbricazioni Nucleari di Bosco Marengo (Al), OPEC in Casaccia (Roma), Plutonio in Casaccia (Roma), ITREC in Trisaia - Rotondella (Mt), furono affidate alle inefficaci "cure" della Sogin, società di Stato creata dal ministero dell'Economia nel 1999 e posta sotto il controllo dell'Enel, per gestirne la chiusura del ciclo vitale (o, più precisamente, mortale?). La Sogin avrebbe dovuto provvedere al cosiddetto "decommissioning", ossia allo smantellamento, alla rimozione e alla decontaminazione di tali strutture. Ebbene, la società Sogin, da sempre al centro di oscure e controverse politiche trasversali, ora dovrà chiudere i battenti a causa del nuovo indirizzo governativo a favore del nucleare, senza peraltro aver realizzato i compiti per i quali fu costituita.

    La cronica incapacità del "Fu bel Paese" di gestire la comune spazzatura, e di smaltirla senza cagionar danno al cittadino, di certo non depone a favore della fiducia nelle capacità di coloro che nel narrare le virtù nucleari, per non scivolare indecorosamente sulla buccia di banana, preferiscono fare a meno del potassio del prelibato frutto: l'argomento scorie è inconfessato in un qualche meandro tralasciato delle loro illuminate menti.


    La domanda più ricorrente fra i miei amici al bar è: "Ma non avevamo già fatto un referendum?". Cari amici, certo l'avevamo fatto e il risultato fu perentorio: "SI ALL'ABROGAZIONE, NO AL NUCLEARE IN ITALIA!". Poi, però, "qualcuno" ha deciso che le pecore non hanno diritto di decidere del loro destino, e con una legge ha rimesso i mansueti ovini al loro posto. Giovedì 9 luglio 2009: il Senato italiano approva il disegno di legge sullo sviluppo con 154 voti a favore, 1 voto contrario e 1 astenuto (che al Senato equivale al voto contrario). L’opposizione non ha partecipato al voto (Atto Senato n. 1195-B - XVI Legislatura). A sentirli oggi, quelli dell'opposizione, tronfi della loro contrarietà al nucleare, si rabbrividisce come allo stridere del gesso sulla lavagna, e il pensiero corre all'ipocrita caccia al voto per le prossime elezioni. Dov'essi erano il fatale giovedì del giorno 9 del mese di luglio dell'anno duemilanove? Forse avevano organizzato una gita al mare con la corriera sociale? Mah, del resto noi siamo soltanto dei semplici ignoranti, avventori di bar, e certe cose non siamo all'altezza di capirle. Sapranno ben loro cosa devono fare per il bene del Paese.

    Accidenti, però adesso ci tocca tornare ripetenti alle urne, e meno male che Di Pietro e i movimenti civici ci hanno dato questa possibilità. ATTENZIONE PERO'. DOBBIAMO ANCHE FARE MOLTA ATTENZIONE A DOVE METTERE LA CROCETTA. Ci dicono che il referendum è abrogativo, ciò significa che è stato fatto per revocare la legge che a noi, stolti avventori del bar, pare vergognosa.

    Per cui, PER DIRE "NO" AL NUCLEARE BISOGNA METTERE LA CROCE SULLA CASELLA DEL "SI".

    Inoltre, ATTENZIONE ANCORA! Per fare in modo che l'esito del referendum sia valido, è INDISPENSABILE RAGGIUNGERE IL cosiddetto "QUORUM". In altre parole, affinché i risultati delle votazioni abbiano valore occorre che il 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto si rechi a votare. Altrimenti sarà il fallimento e il nucleare in Italia procederà per la sua strada distruttiva. Perciò, ANNOTIAMOLO IN ROSSO E IN GRASSETTO NELLA VOSTRA AGENDA, e ANDIAMO A VOTARE, anche con la febbre a 42. Indipendentemente dal giorno in cui si svolgerà il referendum (molto probabilmente il 12 giugno) cari amici non prendete altri impegni. La nostra priorità è quella di andare a votare "SI" all'abrogazione della legge sul nucleare. Al mare o alla scampagnata ci andremo un'altra volta ma, almeno, abolendo il nucleare avremo ancora tante altre volte per andarci. La nostra priorità è quella di superare abbondantemente il quorum per salvaguardare le nostre vite, quelle dei nostri cari, quelle del pianeta e di tutti gli esseri che sul pianeta ci vivono.

    Adesso e per il futuro.


    Chissenefrega di quanto costerà il referendum, la vita e la salute non hanno prezzo! La tragedia nipponica di questi giorni ci ammonisce ancora una volta, forse l'ultima. Molte volte siamo stati avvisati e condotti fin sull'orlo dell'orrida voragine del fuoco distruttore, e ancora non abbiamo capito?. E' vero che l'uomo è tendenzialmente duro di collo, ma spesso oltrepassa il confine della sconcertante stupidità. Lo capite, cari amici, che quando accade un incidente nucleare il mondo è senza confini, senza difese, e senza leggi? Le nubi nucleari vagano qua e là sospinte dai venti e possono arrivare ovunque cariche di semi della morte che germoglieranno per secoli, anche per millenni. E quando una nube radioattiva arriva, nessuno si può salvare, nessun rifugio offre sicurezza duratura. Da quel momento in poi ognuno dovrà respirare aria radioattiva, bere acqua radioattiva, mangiare cibo radioattivo, toccare oggetti e persone contaminate, egli stesso irrimediabilmente contaminato per il resto della sua vita. Non è finita, un nucleo che fonde continua la fusione non si sa fino a quando; neppure gli autoproclamatisi "esperti" lo sanno, in realtà dell'atomo sanno troppo poco, quasi nulla, esattamente come tutti gli altri. Riflettete, se davvero lo conoscessero questo benedetto atomo, mattone di tutta la materia, lo potrebbero controllare. Al contrario, messi di fronte agli accadimenti reali, quando inizia una fusione la reazione è incontrollabile e l'unico rimedio che i saccenti "specialisti" conoscono è quella di mandare al sacrificio pochi kamikaze a buttare acqua sulle barre, e cemento sui reattori. Risultato in termini di sicurezza: zero! A poco, anzi, a nulla, servono i sarcofagi di cemento. Le radiazioni continuano, i terreni si infettano, le acque diventano il sangue marcio del pianeta che poco alla volta appesta ogni forma di vita. Per le persone colpite direttamente dalle radiazioni la morte immediata è il destino migliore che si possa auspicare. Guai ai sopravvissuti e ai futuri nascituri in terre colpite direttamente dalle torri della morte.

    Ah, dimenticavo. Il referendum non sarà solo per il nucleare. Dovremo pronunciarci anche su altri due temi molto importanti: bloccare la privatizzazione dell’acqua, e cancellare anche la parte del legittimo impedimento che è stata risparmiata dalla Corte Costituzionale. Due ottimi motivi in più per non mancare all'appuntamento.

    Oste, porta un litro di vino buono, che festeggiamo la vittoria al referendum!


    Dopo un buon bicchiere, trovo il coraggio, cari amici, per raccontarvi quello che neppure gli anti-nuclearisti hanno mai osato dire pubblicamente ...

    Aspetta un momento, che prima ne trangugio un altro.

    Ciò che adesso vi racconto, non è farina del mio sacco, perciò preferisco citare esattamente le parole di autorevoli esponenti del settore energia nucleare. Scienziati che nel nucleare ci lavorano da decenni.

    Ci viene raccontato che senza energia nucleare il mondo è finito, non c'è abbastanza energia, l'economia si ferma... ecc. ... tutte panzane per ammollire i caratteri deboli e paurosi, e forgiarli a piacimento.


    Aprite bene le orecchie, e liberate la mente da ogni cosa che credete di sapere per fare spazio alla verità.


    A chi serve davvero il nucleare civile? A quello militare: l'elettricità in una centrale nucleare non è altro che un sottoprodotto. Se si guardasse solamente al problema dell'energia l'idea di costruire impianti nucleari è così assurda che non verrebbe in mente a nessuno.


    Milano, domenica 3 febbraio 2008. Hotel Leonardo da Vinci
    Convegno Nazionale "Pianeta Terra una Madre da salvare"
    Organizzato da Associazione SaraS (http://www.associazionesaras.it/)
    Passaggi tratti dalla relazione del prof. Emilio Del Giudice "Il problema del Nucleare".
    Bibliografia del prof. Emilio Del Giudice:
    http://www.macrolibrarsi.it/autori/_emilio-del-giudice.php?pn=868

    « [...] Ma allora perché c'è la corsa al nucleare? Perché il nucleare è anche militare e allora, siccome le società non democratiche si basano sulla violenza, e le società democratiche si basano sulla truffa e sull'inganno, bisogna convincere le persone che lo Stato opera solo a fin di bene, non prepara la guerra e se c'è una guerra è solo in risposta ad un'aggressione esterna. Il nucleare civile è un modo per occultare il nucleare militare e anche per far vedere che il nostro bilancio della difesa è piccolo perché tanto una parte della spesa della difesa militare viene addossata ai bilanci di altri ministeri, questo viene fatto anche in Italia. [...] Per fare le bombe atomiche bisogna avere le tecnologie adatte, avere il materiale esplosivo pronto, cosicché in caso di necessità sia possibile costruire un ordigno in una settimana. Questo lo fanno tutti gli Stati, però quando lo fa l'Iran che è un paese nemico non va bene. Chi invece la bomba atomica l'ha già costruita non realizza più centrali nucleari in quanto non serve più: gli Stati Uniti hanno costruito l'ultima centrale nucleare nel 1978, stessa cosa per la Russia. Noi che la bomba atomica non l'abbiamo ancora fatta (a qualcuno è venuta la tentazione) dobbiamo attivare un programma di centrali nucleari ovviamente accollando le spese a tutti i ministeri al di fuori di quello della difesa. La Francia, avendo risorse minori rispetto a quelle degli Stati Uniti e della Russia, ha creato delle centrali d'uso duale in cui recuperano pare dei costi vendendo l'energia, che è un sottoprodotto di questa produzione, alla rete. Quindi non è vero che l'energia nucleare costa meno, l'energia nucleare francese viene venduta sottocosto perché è il sottoprodotto di una produzione militare. Adesso che i pericoli di guerra aumentano, gli interessi di vari paesi si orientano nuovamente verso il nucleare, anche perché sono stati inventati nuovi tipi di armi nucleari diverse da quelle precedenti che richiedono nuovi tipi di impianti ed ecco la necessità di costruire queste nuove centrali per coprire le esigenze del nucleare. Se si guardasse solamente al problema dell'energia l'idea di costruire impianti nucleari è così assurda che non verrebbe in mente a nessuno. [...] ».

    Emilio Del Giudice: fisico, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dell’International Institute of Biophysics di Neuss (Germania). Ha al suo attivo svariate pubblicazioni in ambito scientifico.

    Leggi l'intervento integrale:
    http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2320


    Il prof. Angelo Baracca parla di commistione tra nucleare civile e militare
    A CHI SERVE DAVVERO IL NUCLEARE CIVILE?
    Firenze, 9 giugno 2008: "Nucleare civile e militare". Europe for peace, Mondo senza guerre.

    « [...] Il nucleare civile serve a quello militare. Gli strumenti progettuali e le conoscenze tecnologiche per le applicazioni pacifiche sono derivati dal know-how militare. Le tecnologie per il trattamento dei materiali fissili sono facilmente convertibili da scopi militari a civili e viceversa. Costruire centrali nucleari è sempre stata una comoda strada per ammortizzare i costi del nucleare militare. Non solo: il nucleare civile a sua volta favorisce la proliferazione orizzontale del nucleare militare. Si tranquillizza il mondo con l'obiettivo dichiarato di costruire un impianto civile, e così si può lavorare in pace alla costruzione di testate nucleari. [...] Grazie al programma nucleare civile si evitano tanti problemi. Tutto diventa più facile, compresi l'arricchimento dell'uranio - necessario per fabbricare combustibile per le centrali a U-235 - e l’approvvigionamento del plutonio. Le centrali nucleari producono plutonio come scarto. Si ritrova, in percentuale variabile, nelle scorie radioattive. 1 kg di plutonio - una pallina da ping pong - ha la potenza di 20.000 tonnellate di tritolo, quanto basta per distruggere una città. Per una bomba H si impiegano, in media, 5 kg di plutonio. Una centrale elettronucleare di 1.000 megawatt produce circa 250 kg annui di plutonio da cui si possono ricavare 40-50 bombe atomiche. Il nucleare civile è un ottimo paravento che permette di lavorare indisturbati sul nucleare militare. [...] La tecnologia nucleare ha costi enormi. Le centrali nucleari servono ad ammortizzarli, riducendo i costi del plutonio per uso militare. La ricaduta civile del nucleare militare riduce l'enorme saldo negativo che gli armamenti inducono nel bilancio dello stato. Ecco quindi che le potenze nucleari impongono il nucleare civile ai loro tirapiedi. Il nucleare civile sostiene economicamente il nucleare militare. [...] Anche se fosse l'energia meno costosa in circolazione - il che non è –, e anche se fosse completamente sicura – il che non è - resta una soluzione eticamente inaccettabile. [...] ».

    Angelo Baracca, professore di fisica Università di Firenze. Comitato "Scienziati contro la guerra".

    Leggi il testo integrale:
    http://www.byoblu.com/post/2008/10/15/A-chi-serve-davvero-il-nucleare-civile.aspx


    Rai News 24, venerdì 18 marzo 2011, ore 20,00

    (trascrizione approssimativa) «Giappone. Questi reattori contengono tutti plutonio, un sottoprodotto dell'uranio (ndr: o è il prodotto principale degli impianti?). Se dovesse fuoriuscire perdurerebbe nell'ambiente per circa 25.000 anni. Il plutonio è l'elemento più pericoloso in assoluto, ed è usato per scopi militari».


    Web: 18/03/2011, 17:03, di Antonio Rispoli
    In merito alla catastrofe giapponese di questi giorni

    « [...] Il problema è ancora più grave per il "mox", un combustibile nucleare fatto da un misto di uranio e plutonio. Qui c'è un rischio maggiore, perchè il plutonio fonde a meno di 700 gradi centigradi, quindi a una temperatura inferiore a quella dell'uranio. Inoltre, se per una qualsiasi causa finisce nell'ambiente, oltre ad essere radioattivo è estremamente tossico: un microgrammo (cioè un milionesimo di grammo) è sufficiente per uccidere una persona. Le conseguenze si possono facilmente immaginare. E qui, a quanto pare, il mox era usato in tutti i 4 reattori della centrale di Fukushima in crisi».


    MILIONI DI MORTI IN GIAPPONE A CAUSA DEL PLUTONIO NELL'ARIA, APOCALISSE?
    cinquew.it

    17/3/2011, ROMA - Se esplodono totalmente le centrali di Fukushima gli effetti del plutonio nell'aria originano una radioattività per decine di migliaia di anni. Gli esperti hanno riferito che 1 grammo di plutonio avvelena milioni di persone. La situazione sta peggiorando in Giappone. Tutti i tentativi di spegnimento dei reattori sono falliti. I cannoni che servivano a gettare acqua sulle centrali, non hanno avuto alcun risultato. A Tokyo si spera solo nel vento affinché soffi le radiazioni verso il mare, poi soffierà però verso la città. Il dramma è vicino. Alcuni cittadini di Tokyo hanno lasciato intendere che l'apocalisse è vicina ma non sanno cosa fare. Gli Usa pronti a scattare delle foto ai reattori con aerei senza pilota.

    17/3/2011. Fukushima peggio di Cernobyl. Nube e radiazioni super, evacuazioni di massa - ROMA - Radiazioni elevate a Fukushima, si teme nube tossica in Giappone. Esercito tenta di raffreddare reattori. Aumentano le evacuazioni. In Italia riflessione sul nucleare.

    Leggi l'articolo integrale: http://www.cinquew.it/articolo.asp?id=2793


    Suvvia ragazzi, tiriamoci su il morale con un altro bicchiere. Ci hanno sempre presi in giro e continuano a farlo. Onestamente, però, dobbiamo riconoscere che anche noi non siamo del tutto esenti da responsabilità. In fondo, ormai ci siamo un po' tutti lanciati nella folle corsa del consumismo. Piace anche a noi vivere al di sopra delle possibilità e godere di ogni agio possibile. Il problema è che per ottenere tutto questo ci siamo dimenticati di parecchi valori fondamentali, e abbiamo perduto il senso autentico della vita. Le nostre ripetute negligenze ci hanno condotti nel giro di pochi decenni in prossimità dell'autodistruzione, e questo è terrificante. Ritengo che siamo giunti al capolinea; quanto accade da qualche tempo a questa parte nel mondo è il martirio di molte migliaia di anime che per missione o per dovere, chi lo sa, si stanno sacrificando per risvegliare le nostre coscienze, altrimenti destinate all'oblio dopo l'abbandono del corpo fisico.

    Che ne dite, ci svegliamo e iniziamo a fare qualcosa? Che cosa? Intanto direi che dobbiamo recuperare il controllo delle nostre vite, e per farlo è necessario riprendere l'esercizio cosciente del discernimento e dell'azione lucida e consapevole. Perciò, ripeto, andiamo a votare al referendum, e poi cominciamo a rivedere le nostre vite abbandonando il paraocchi delle convinzioni che, per la maggior parte, non sono altro che indottrinamenti che abbiamo assunto a verità senza neppure renderci conto di quanto fossero, al contrario, ingannevoli. Osserviamo attentamente nel nostro profondo, così ci accorgeremo che si tratta di false credenze che non ci appartengono per nulla.

    Cari amici, voglio che sappiate che le nostre vite sono assolutamente controllate per mezzo del denaro, che viene utilizzato per dominarci anziché per liberarci. L'inganno del nucleare è uno dei tanti che interessano la sfera della nostra esistenza nella sua interezza, ma ve ne sono molte altre, di menzogne, più o meno atroci, che vengono perpetrate ai nostri danni. Al centro della sfera ci sta la truffa monetaria, che alcuni ricercatori definiscono come "signoraggio". Vi prego accoratamente di informarvi sugli argomenti: "signoraggio" e "sovranità monetaria". Fatelo senza pregiudizio, con attenzione e passione; all'inizio sembra difficile, ma poi vi accorgerete che si tratta dell'avvio del processo della nostra autentica liberazione dalla schiavitù invisibile, che neppure siamo più in grado di riconoscere. Le soluzioni ci sono, e molte, ne parleremo dopo che avrete indagato e ben compreso il problema e le sue implicazioni nelle vite di tutti noi.

    Assumiamoci le nostre responsabilità, e cerchiamo poco alla volta di riconoscere ciò che è lecito e giusto per il nostro benessere. Se tutto ciò che desideriamo, o riteniamo utile per noi, cagiona in qualche modo sofferenza o morte ad altri esseri viventi, allora è opportuno evitarlo, abbandoniamo il desiderio. In caso contrario, prima o poi, dovremo pagare un conto molto salato che compensi con gli interessi i danni che abbiamo arrecato. Certamente dovremo fare molti passi indietro e rivedere molte cose nelle nostre vite, e di conseguenza anche il sistema cambierà.

    Qualcuno ritiene, a torto, che questo significhi arretratezza, in realtà si tratta di vero progresso, soprattutto perché consentirebbe al mondo di continuare a vivere. Riflettete un attimo: non ritenete anche voi che procedendo nello stesso modo che ci ha condotti fino a qui, entro poco tempo non ci sarà più vita sul pianeta? Senza vita, certamente non ci sarà più nulla che potrà progredire.

    Cin cin, amici, che la Vita sorrida alle nuove consapevolezze e alla sincera volontà di cambiamento.

    Danilo Perolio

    Tratto da LiberamenteServo

     

    Fonti della ricerca:

    http://www.zonanucleare.com
    http://delleconomia.it/articoli/2008-07/la-sogin-verso-la-chiusura.php
    http://www.ecologiae.com/ufficiale-italia-torna-nucleare-protesta/7506/
    http://www.appuntivari.com/2009/07/09/il-ritorno-del-nucleare-in-italia/
    http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/33915.htm
    http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2320
    http://www.byoblu.com/post/2008/10/15/A-chi-serve-davvero-il-nucleare-civile.aspx
    http://www.cinquew.it/articolo.asp?id=2793

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