Criticamente http://www.criticamente.it per un'informazione consapevole Mon, 18 Jun 2018 18:15:42 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.6 105025663 Marina libica al Governo Conte: “Finalmente l’Italia si è svegliata” http://www.criticamente.it/2018/06/18/marina-libica-al-governo-conte-finalmente-litalia-si-e-svegliata/ http://www.criticamente.it/2018/06/18/marina-libica-al-governo-conte-finalmente-litalia-si-e-svegliata/#respond Mon, 18 Jun 2018 18:15:42 +0000 http://www.criticamente.it/?p=20808 di Stefano Rizzuti (da https://www.sapereeundovere.com/) La Marina libica si schiera dalla parte del governo italiano guidato da Giuseppe Conte: “Alla fine l’Italia ha preso una...

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di Stefano Rizzuti (da https://www.sapereeundovere.com/)

La Marina libica si schiera dalla parte del governo italiano guidato da Giuseppe Conte: “Alla fine l’Italia ha preso una decisione, alla fine si è svegliata dopo essere stata a lungo un centro di sversamento di migranti da parte del mondo”, commenta il portavoce del corpo che controlla la guardia costiera del Paese, Ayob Amr Ghasem.

La Marina libica commenta positivamente le decisioni del governo italiano sulla nave Aquarius con la chiusura dei porti e il divieto di attraccare per l’imbarcazione con a bordo 629 migranti.

“Grazie a Dio l’Italia si è finalmente svegliata, siamo molto contenti di questa decisione”, afferma il portavoce della Marina libica, Ayob Amr Ghasem, intervistato dall’Ansa. “Alla fine – commenta – l’Italia ha preso una decisione, alla fine si è svegliata dopo essere stata a lungo un centro di sversamento di migranti da parte del mondo”.

Il portavoce del corpo che controlla la guardia costiera libica sostiene l’Italia nella sua scelta, tanto da chiedere al governo di proseguire su questa strada: “L’Italia ha subito le malefatte dell’immigrazione clandestina, tutti i suoi misfatti, compreso evidentemente l’arrivo di terroristi.

Insistete su questa decisione, tenete testa alla Francia, alla Spagna e alle Ong”. E non risparmia, durante il suo colloquio con l’Ansa, un attacco esplicito ad alcune Ong: “Alcune organizzazioni non governative sono la lunga mano di altri soggetti in Europa e in Africa che compiono ‘riciclaggi’ e altre azioni illegali sotto la copertura della protezione dei migranti e dei diritti umani”.

Tornando sull’Italia, Ghasem spiega: “Raccoglierà i frutti della propria decisione anche attraverso la riduzione del numero di migranti che vengono dal sud: ciò avrà pure effetti positivi in Libia per quanto riguarda l’ingresso di migranti nel Paese”.

Compito dell’Italia, secondo il portavoce della Marina libica, sarà quello di “proseguire nel sostegno alla Libia nelle proprie scelte politiche, aiutandola a uscire dalla crisi politica dato che l’Italia è storicamente il Paese più vicino alla Libia”.

E sulla chiusura dei porti ai migranti ribadisce l’appello all’Italia: “La nostra seconda richiesta è di mantenere la vostra decisione”. Un’altra richiesta è quella di “sostenere la guardia costiera libica e levare l’embargo sulle armi affinché la Marina e le sue navi da guerra possano contrastare la migrazione illegale”. Fonte: fanpage.it

Tratto da: www.informarexresistere.fr

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Tuttavia, potresti non sapere di tutti modi in cui internet ha reso lo shopping, l’intrattenimento, i ristoranti e le banche più economiche nel 21° secolo.

Ecco cinque modi per utilizzare “internet” per risparmiare denaro online e migliorare i tuoi profitti.

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Aquarius. La nuova tratta degli schiavi http://www.criticamente.it/2018/06/14/aquarius-la-nuova-tratta-degli-schiavi/ http://www.criticamente.it/2018/06/14/aquarius-la-nuova-tratta-degli-schiavi/#respond Thu, 14 Jun 2018 21:09:23 +0000 http://www.criticamente.it/?p=20802 E basta raccontare bufale a gogò !! Tutti i giornaloni a raccontare che il governo SalviMaio sarebbe più Salvi e meno Maio, tutti a incensare...

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E basta raccontare bufale a gogò !! Tutti i giornaloni a raccontare che il governo SalviMaio sarebbe più Salvi e meno Maio, tutti a incensare Salvini che avrebbe fagocitato tutta la compagine di governo, praticamente sparita di fronte alla sua sapienza strategica. Senza rammentare naturalmente, raffinatezza mediatica, che la strategia di Salvini è stata concordata con Toninelli, Di Maio, e Conte. Quindi tutti d’accordo, in santa pace.

Le contraddizioni del governo sono e saranno altre, basta aspettare ancora un po’ e le vedremo, ma per il momento la luna di miele procede a gonfie vele. Le vele dell’Aquarius invece sono state bloccate prima che potessero approdare sui porti italiani.

Proprio ieri infatti sono state fatte 45 nomine di 6 viceministri e 39 sottosegretari, e la netta maggioranza spetta al M5S. Restano fuori Borghi e Bagnai. Che fine hanno fatto? Forse sono tenuti a bagnomaria per il prossimo giro?

Intanto la chiusura dei porti per la ong Aquarius ha destato un vespaio senza precedenti, da parte di tutti i media nazionali e internazionali, di tutta la casta italiana e di Bruxelles, tranne qualche sporadica eccezione. Ma si sta già formando un fronte sinistrato nazionale, con diramazioni europee, che si è apertamente manifestato all’ultima trasmissione di Floris, Di Martedì.

Lo ha chiaramente espresso il leader di Diem 25, Yanis Varoufakis: «Oggi il signor Salvini dichiara guerra contro la civiltà, e sta portando in Europa e in Italia una nuova occasione per il fascismo» … «Vogliamo dichiarare una piena disobbedienza civile alla sua guerra contro la civiltà. Combatteremo i razzisti in acqua, nei porti. Combatteremo contro l’Internazionale razzista di Salvini, Orban, di Alternative fur Deutschaland, nelle nostre città. Combatteremo i razzisti e quell’establishment a Bruxelles, a Berlino, Roma, che ha consentito ai razzisti di arrivare al successo. Questo è il momento della solidarietà e di riprenderci la nostra Europa e i nostri spazi».

Ecco risorgere ad hoc l’antifascismo in assenza di fascismo, alla faccia di quelli che continuano a predicare la fine delle ideologie, ma soprattutto sintomo di una contrapposizione fanatica  perfettamente funzionale alla lotta tra correnti politiche per la presa della Bastiglia. Il pragmatismo dei populisti e i loro possibili successi stanno fomentando reazioni scomposte quanto surreali, prive di fondamenti realistici e concreti. Vere e proprie bufale megagalattiche. Le solite forze funzionali al sistema continuano a raccontarci fandonie degne dei più beceri personaggi della fumettistica satirica, inventandosi delle verità facilmente confutabili e tristemente discutibili. Natangelo o Marione stanno in buona compagnia dunque.

L’odissea del Mediterraneo è appena iniziata e sulla stessa lunghezza d’onda di Yanis, detrattore ad effetto, si schiera anche Luigi De Magistris. Non usa mezzi termini e tira una stoccata decisa al governo «Finora l’unico elemento di storia del governo del cambiamento, è che stanno per far morire nel Mar Mediterraneo donne e bambini» … «Il porto di Napoli è aperto. Una nave che non trova approdo può venire nel porto di Napoli, dove accoglieremo i bambini, le donne alcune incinte, le persone, gli esseri umani e gli anziani. Se si perde il cuore non si ha più ragione di creare una comunità politica solidale» … inoltre chi impedisce a una nave di attraccare in un porto per salvare vite umane, commette un reato e «sarà chiamato a risponderne davanti ai tribunali internazionali».

Naturalmente Luigi non racconta nulla dei fatti, che la nave Aquarius di Sos Mediterranee è nota da tempo per le sue attività di deportazione di finti naufraghi, che non ha mai salvato sul canale di Sicilia, ma che ha imbarcato direttamente dalle coste libiche in accordo con gli scafisti. Tutto regolare naturalmente, basta nascondere le verità inconfessabili (vedi video di Luca Donadel).

Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), firmata anche dalla Tunisia, le persone salvate in acque internazionali andrebbero condotte nel porto sicuro più vicino, che in questo caso è quello di Zarzis in Tunisia, mentre Malta disterebbe il doppio, e la Sicilia rappresenta il porto più lontano. Allora perché andarli a prendere a 10 miglia dalla costa per poi portarli in Italia? Per salvare più vite? Non sembra visto che le morti in mare sono aumentate in maniera direttamente proporzionale all’aumento del numero delle ONG. Mare Nostrum e Triton di Frontex sono direttamente responsabili di migliaia e migliaia di morti.

Si sente anche dire che tutto l’ambaradan umanitario sarebbe pagato da mamma Europa, in realtà l’UE spende solo 100 milioni di €, mentre i contribuenti italiani ne spendono ben 5 miliardi. Naturalmente l’80% dei rifugiati è rappresentato da clandestini, e poi sappiamo bene che fine fanno i 35 € destinati al loro mantenimento.

Francia e Spagna hanno chiuso i loro porti da tempo. La Spagna ha praticato addirittura i respingimenti a caldo che sono stati anche condannati dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. La Francia respinge quotidianamente i migranti a Ventimiglia e tutti ci ricordiamo cosa è successo qualche mese fa a Bardonecchia.

Quindi è davvero imbarazzante che i rappresentanti di questi Paesi vengano a fare la morale all’Italia, solo perché il governo chiede un’Unione Europea più solidale e più equa. I fratelli europei perdono tempo in querelles demenziali, difendendo le loro posizioni di privilegio, senza uno straccio di prove documentate.

Ma il club dei sinistrati è piuttosto carico di sponsor, vedi Roberto Saviano, che commenta a sua volta le parole di Salvini sulle Ong: «Invitare il ministro Salvini ad avere maggiore educazione e capacità di comprensione sembra impresa inutile» dice sottolineando che non si può permettere di insultare le organizzazioni che salvano vite. E lancia un appello alle donne e agli uomini delle istituzioni: «Disobbedite a questo ministro dell’Interno, quest’uomo vuole fare annegare le persone. Salvini non ha risposte sull’immigrazione, ma solo generica repressione» … «utilizzeremo tutti gli strumenti della democrazia per fermare queste fanfaronate, per fermare tutta la violenza di Matteo Salvini». Urca!!

Ecco perché anche Toninelli è intervenuto dicendo che nessuno si dovrebbe permettere di dire che l’Italia, gli italiani o il Governo italiano tengono una politica xenofoba contro i migranti e che si disinteressano di questi richiedenti asilo, lasciandoli in condizioni di disperazione. Malta e gli altri partner europei, quelli che fanno sventolare la loro bandiera su queste navi Ong, dovrebbero assumersi finalmente le loro responsabilità. Perché non sta scritto da nessuna parte che i Paesi che espongono bandiera sulle navi Ong non debbano poi gestire anche tutte le pratiche di messa in sicurezza e di salvataggio dei migranti.

Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che questo meccanismo di accoglienza, gestito da Ong e Cooperative varie, rappresenta una nuova tratta degli schiavi, su cui lucrano molti soggetti privi di scrupoli, e mentre l’affarismo delle forze globaliste mira a destare emozioni sull’elettorato, per mantenere lo status quo, e permettere alle Ong di vendere il loro carico prezioso a qualche agenzia filantropica, in realtà sono proprio loro gli aguzzini negrieri. Se il governo populista riuscirà nel proprio intento, potrebbe finalmente mettere fine alla tratta degli schiavi, e costringere l’UE ad affrontare le proprie responsabilità.

#Aquarius? Non è opportunismo elettorale, significa sfidare l’UE, perché chi fa il furbastro sulla pelle dei poveracci si chiama Unione Europea, quella dell’imperialismo guerrafondaio, quella delle multinazionali tipo Monsanto, che spargono glifosato e Ogm, quella delle finte Ong che fanno sporco affarismo, quella del finto buonismo che deporta un esercito industriale di riserva per fare dumping salariale, e ci costringe ad esportare la meglio gioventù italiana e ad importare la meglio gioventù africana.

Poltroncina e pop corn … ne vedremo delle belle !!

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

13.06.2018

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La scopa elettrica è la tua amica migliore per le faccende domestiche http://www.criticamente.it/2018/06/14/la-scopa-elettrica-e-la-tua-amica-migliore-per-le-faccende-domestiche/ http://www.criticamente.it/2018/06/14/la-scopa-elettrica-e-la-tua-amica-migliore-per-le-faccende-domestiche/#respond Thu, 14 Jun 2018 21:01:08 +0000 http://www.criticamente.it/?p=20799 Su imiglioriprodotti.com sono stati presi in considerazione feedback degli utenti, recensioni di esperti, sondaggi sull’affidabilità e molto altro ancora, per offrirti una selezione delle scope...

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Sulla guerra http://www.criticamente.it/2018/04/18/sulla-guerra/ http://www.criticamente.it/2018/04/18/sulla-guerra/#comments Wed, 18 Apr 2018 20:54:41 +0000 http://www.criticamente.it/?p=20787 da “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” di P.D. Ouspensky C’era una domanda intorno alla guerra: Come impedire le guerre?  Non si possono impedire le guerre. ...

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da “Frammenti di un insegnamento sconosciuto”
di P.D. Ouspensky

C’era una domanda intorno alla guerra: Come impedire le guerre? 

Non si possono impedire le guerre. 
La guerra è il risultato della schiavitù nella quale gli uomini vivono. Ad essere esatti, le guerre non avvengono per colpa degli uomini. Alla loro origine stanno forze cosmiche, influenze planetarie.

Ma negli uomini non vi è alcuna resistenza a quelle influenze, e non vi può essere, perché gli uomini sono schiavi. Se fossero degli uomini, se fossero capaci di “fare”, sarebbero capaci di resistere a queste influenze, e di trattenersi dall’uccidersi l’un l’altro.

“Ma coloro che comprendono questo, non possono fare qualcosa?” domandò la persona che aveva posto la domanda sulla guerra. “Se un numero sufficiente di uomini arrivassero alla conclusione categorica che non vi devono più essere guerre, non potrebbero influenzare gli altri?”
Coloro che non amano la guerra l’hanno tentato quasi dal tempo della creazione del mondo, disse G. E tuttavia non vi è mai stata una guerra paragonabile a quella attuale (1938/45).

Le guerre non diminuiscono, ma crescono e non possono essere fermate con mezzi ordinari. Tutte queste teorie sulla pace universale, le conferenze per la pace, ecc., non sono che pigrizia e ipocrisia.

Gli uomini non vogliono pensare a sé stessi, non vogliono lavorare su di sé, non pensano che ai mezzi per indurre gli altri a servire i loro capricci, a fare ciò che desiderano…

Se si costituisse effettivamente un gruppo sufficiente di uomini desiderosi di arrestare le guerre, essi comincerebbero a fare la guerra a coloro che non sono della loro opinione. Ed è ancora più certo che farebbero la guerra a uomini che vogliono anch’essi impedire le guerre, ma in un altro modo. Finirebbero così col battersi.

Gli uomini sono ciò che sono, e non possono fare altrimenti. La guerra ha moltissime cause che ci sono sconosciute. Alcune risiedono negli uomini stessi, altre sono esteriori. Bisogna cominciare dalle cause che sono nell’uomo stesso. Come può l’uomo essere indipendente dalle influenze esteriori, dalle grandi forze cosmiche, quando è schiavo di tutto ciò che lo circonda? Egli è in balia di tutte le cose intorno a lui. Se fosse capace di liberarsi dalle cose, potrebbe anche liberarsi dalle influenze planetarie.

Libertà, liberazione. Questo deve essere lo scopo dell’uomo. 

Diventare libero, sfuggire alla schiavitù – ecco ciò per cui un uomo dovrebbe lottare allorché è diventato, anche solo per un poco, cosciente della sua situazione.

Questa è la sola via d’uscita per lui, poiché nient’altro è possibile finché resta uno schiavo, interiormente ed esteriormente.

Ma non può cessare d’essere schiavo esteriormente finché resta schiavo interiormente. Così, per diventare libero, deve conquistare la libertà interiore.

La prima ragione della schiavitù interiore dell’uomo è la sua ignoranza, e soprattutto l’ignoranza di sé stesso. 

Senza la conoscenza di sé, senza la comprensione del moto e delle funzioni della sua macchina (l’uomo non libero è solo una macchina), l’uomo non può essere libero, non può governarsi e resterà sempre uno schiavo, in balia delle forze che agiscono su di lui.

Ecco perché negli insegnamenti antichi, la prima richiesta a chi si metteva sulla via (iniziatica) della liberazione, era: Conosci te stesso….

“Il principio ‘Conosci te stesso’ ha un contenuto molto ricco. Esso richiede in primo luogo, all’uomo che vuole conoscersi, di comprendere ciò che questo significa, in quale insieme di relazioni s’inscriva questa conoscenza e da che cosa essa necessariamente dipenda.
“La conoscenza di sé è uno scopo molto alto, ma molto vago e distante. L’uomo nel suo stato attuale è molto lontano dalla conoscenza di sé. Questa è la ragione per cui, rigorosamente parlando, lo scopo
di un uomo non può essere definito la conoscenza di sé. Il suo grande scopo deve essere lo studio di sé. Per lui sarà ampiamente sufficiente comprendere che deve studiare sé stesso. Ecco lo scopo dell’uomo: cominciare a studiare sé stesso, conoscere sé stesso, nel modo più giusto.
 (Capitolo VI – 119)
“Lo studio di sé è il lavoro, o la via, che conduce alla conoscenza di sé.
“Ma per studiare sé stessi, occorre innanzitutto imparare come studiare, da dove cominciare, quali mezzi impiegare. Un uomo deve imparare come studiare sé stesso, deve imparare i metodi dello studio
di sé.
“Il metodo fondamentale per lo studio di sé è l’osservazione di sé.
Senza una osservazione di sé eseguita in modo corretto, un uomo non comprenderà mai come le diverse funzioni della sua macchina siano collegate e in correlazione tra loro, non comprenderà mai come e perché, in lui, ‘tutto accade’.
( Capitolo V –  97 )

L’influenza della Luna su tutti gli esseri viventi si manifesta in tutto ciò che accade sulla terra.

La Luna è la forza principale, o meglio la forza motrice più vicina, più immediata, di tutto ciò che si produce nella vita organica sulla terra. Tutti i movimenti, tutte le azioni e manifestazioni degli uomini e delle piante dipendono e sono comandati dalla luna. La sottile pellicola sensibile di vita organica che ricopre il globo terrestre è interamente dipendente dall’influenza di questa formidabile elettrocalamita che succhia la sua vitalità.

L’uomo, come ogni altro essere vivente, non può, nelle condizioni ordinarie della vita, liberarsi dalla luna. Tutti i suoi movimenti e, di conseguenza, tutte le sue azioni, sono controllate dalla luna. Se egli uccide un uomo, è la luna che lo fa; se si sacrifica per gli altri, è ancora la luna. Tutte le cattive, tutti i crimini, tutti i sacrifici, tutte le imprese eroiche, così come il modo di comportarsi nella vita di tutti i giorni, tutto questo è comandato dalla luna.

La liberazione che viene con la crescita dei poteri e delle facoltà mentali è una liberazione dalla luna. La parte meccanica della nostra vita dipende dalla luna, è soggetta alla luna. Ma se noi sviluppiamo in noi stessi la coscienza e la volontà e sottomettiamo ad esse la nostra vita meccanica e tutte le nostre manifestazioni meccaniche, sfuggiremo al potere della luna.

Piotr Demianovich Ouspensky

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Chi si ferma è salvato http://www.criticamente.it/2018/03/12/si-ferma-salvato/ http://www.criticamente.it/2018/03/12/si-ferma-salvato/#comments Mon, 12 Mar 2018 08:07:48 +0000 http://www.criticamente.it/?p=20783 (…) Vai in un centro commerciale, il moderno campo di concentramento del consumo. Osserva la gente, il luogo, l’energia. Le persone sembrano come ipnotizzate, istupidite...

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(…) Vai in un centro commerciale, il moderno campo di concentramento del consumo.

Osserva la gente, il luogo, l’energia. Le persone sembrano come ipnotizzate, istupidite dagli oggetti, attaccate alle cose, agli aggeggi che sembrano essere sempre nuovi e pieni di promesse.

Perché si accampano in coda per l’ultimo Iphone? Che cosa fanno con tutti quei carrelli pieni di cose, molte delle quali inutili cazzate che dimenticheranno in fretta? Che cosa fanno?

Scappano. Scappano da se stesse.

Siccome non vogliono vedere il vuoto del Nulla che le avvolge, cercano di scappare con le poche cose rimaste, dopo che dio, il partito e tutto il resto sono morti.

Sono disposte a lavorare dieci ore al giorno con fatica e disgusto, perdere ore per guidare e parcheggiare, stare nella confusione, spendere quello che hanno guadagnato lavorando di malavoglia, per ingozzarsi di cose nocive, per comprare prodotti tecnologici che dopo tre mesi diventeranno obsoleti…

Scappano attraverso il consumo, incatenati da uno stimolo al possesso dopo l’altro, sedotti dalla promessa inconscia e vuota di appagamento che la società ha abilmente costruito.

Ora puoi capire meglio da cosa è causato il trionfo della società dei consumi, che avevamo in precedenza identificato come uno dei nemici esteriori più potenti.

Il fascismo della società dei consumi è creato dal Nulla

Che cosa rimane se non c’è nessun dio, nessuna ideologia, nessuna promessa futura, nessun investimento di valore, nessun fondamento interiore, nessun appagamento reale, se non attaccarsi al possesso, al denaro, al consumo, all’esibizione, al potere e al sesso?
Non sono un moralista (solo ogni tanto, giusto per divertirmi).

Non sto dicendo che è meglio credere in Dio, professare un’ideologia, ritornare ai valori del passato o diventare un eremita. Non ti sto incitando al rifiuto degli oggetti, del denaro, del sesso, non sto dicendo che possedere oggetti, godere delle cose e delle sensazioni sia peccato. Quello l’hanno fatto per secoli i religiosi ipocriti, e io sono il primo a mandarli a quel paese.

Noi siamo nati per godere e celebrare la bellezza dell’Universo

Ma tu non stai godendo, fai solo finta di godere. Non è questo il vero godimento.

C’è differenza tra la brama incessante e automatica della sensazione e il Sentire.

Il Sentire è la porta di accesso al vero godimento. Sentire è attenzione al proprio corpo, consapevolezza di se stessi e delle sensazioni, riconoscimento dello spazio interiore e intelligenza emotiva. Il Sentire è la porta di accesso alla saggezza e alla beatitudine.

Apprezzare, godere di un oggetto, provare piacere nell’utilizzo di una cosa ma sapere che l’oggetto non aggiunge e non toglie nulla alla propria felicità cambia l’approccio alla vita e spezza l’attaccamento al consumo.

La ricerca forsennata della sensazione, invece, è scappare dal Sentire. L’ansia del consumo è figlia della disperazione.

Dentro di te c’è un meccanismo che ti fa desiderare un oggetto (materiale o immateriale) perché nel tuo computer interno c’è un virus che ti promette che è lì che troverai il tuo totale appagamento.

Che il tuo attaccamento sia un uomo, una donna, un gelato, una villa al mare, un posto in Parlamento, o l’illuminazione spirituale, tu stai bramando un oggetto.

Sai cosa vuol dire questo? Significa che la società dei consumi l’hai creata tu.

Tu hai creato la società dei consumi

Condoglianze.
Facciamo un momento di silenzio per questa tragica notizia.

Il fascismo della società dei consumi non è una sventura venuta dall’alto, non è solo il diabolico piano studiato a tavolino dai potenti del mondo. La società dei consumi si origina nella tua mente.

Cercare soddisfazione nel consumo è sicuramente una strategia proposta e imposta dal paradigma sociale della modernità ma non potrebbe esistere se non trovasse uno spazio preponderante dentro di te.

Il materialismo consumista è un impulso fortissimo che parte prima di tutto dalla tua mente, e la società dei consumi è la manifestazione esteriore della (tua) mente calcolante che non trova pace in se stessa e cerca sollievo nell’oggetto e nel possesso.

Il nemico esterno è generato da un nemico interno.
Tu crei la società dei consumi a partire da questo attaccamento al desiderio e allo stimolo permanente.

Non a caso la modernità consumistica è basata sullo stimolo ad oltranza.

Tutto è costruito per stimolarti in modi sempre nuovi. Tutto è sempre più veloce, immediato, istantaneo; i tempi imposti sono quelli della pubblicità, elaborati abilmente per iniettarti il desiderio e non darti il tempo di riflettere. Il silenzio imbarazza, i momenti vuoti ti agitano, la noia è da evitare.

Tutto deve essere riempito da qualche stimolo, basta non fermarsi. Il casino, il traffico, il rumore, la Tv, i telefonini sempre accesi, la tecnologia inarrestabile, sono i tentativi inconsci di cancellare il terrore degli spazi vuoti.

Il lavoro, le ferie, la spesa, il cibo, la multisala, la disco, la tv, la partita, facebook : chi si ferma è perduto.

La modernità è una corsa folle allo stimolo.
I can’t get no satisfaction and i try, and i try and i try[1]
Ma la modernità impazzita non è altro che il riflesso della tua mente folle.

La tua mente è terrorizzata dal silenzio, dal vuoto, dal non sapere, dal non far niente, dal nulla, dall’assenza di stimolo, dal non pensiero. Per questo cerca incessantemente uno stimolo dopo un’altro, si attacca a un pensiero dopo un’altro, cerca in continuazione una prospettiva di sollievo: vuole una pizza, poi l’ipad, poi la tv al plasma, poi la settimana bianca, un marito ricco, diventare qualcosa o qualcuno di diverso, potere sesso denaro, e tutti gli oggetti visibili o pensabili di questo mondo e di quell’altro.

E come ben sai, non si arresterà nemmeno se otterrà ciò che desidera. Anzi, diventerà più capricciosa.

A questo mondo vi sono solo due tragedie: una è non ottenere ciò che si vuole, l’altra è ottenerlo.  Questa seconda è la peggiore, la vera tragedia.[2]

Grazie all’avidità della mente tutta la tua vita diventa il rincorrere affannoso di uno stimolo dopo l’altro senza reale soddisfazione.
Sei trascinato, manipolato, pilotato.
La società dei consumi utilizza la fame egoica della mente inducendoti all’attaccamento e potenziandolo dentro di te.
Ma in definitiva chi ti tiene al guinzaglio, chi ti sfrutta, chi ti induce a consumare, non è la pubblicità, non è la società, non sono i politici.
È la mente.

La mente è il luogo dove cercare il Nemico.
La mente è il luogo dove ha origine la società dei consumi, ed è anche il luogo dove si origina il Nulla.
Non resta che osservare la folla rincorsa allo stimolo insoddisfacente e affrontare chi ti spinge in quella direzione.
Chi si ferma è salvato.

[1] “Non riesco ad avere nessuna soddisfazione, e ci provo, e ci provo…”; (I Can’t Get No) Satisfaction, Mick Jagger, Keith Richards (Rolling Stones),
[2] Frase attribuita a Oscar Wilde o a George Bernard Show, (scegli tu chi preferisci).
Fonte:
 manualedelpartigianozen.wordpress.com

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Come hanno fottuto i trenta/quarantenni http://www.criticamente.it/2018/02/11/fottuto-trenta-quarantenni/ http://www.criticamente.it/2018/02/11/fottuto-trenta-quarantenni/#respond Sun, 11 Feb 2018 10:56:25 +0000 http://www.criticamente.it/?p=20780 di Ciccio Rigoli Quando ero piccolo io negli anni Ottanta, bastava studiare e la questione era risolta. Una vita gloriosa si stendeva davanti a noi, che...

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di Ciccio Rigoli
Quando ero piccolo io negli anni Ottanta, bastava studiare e la questione era risolta. Una vita gloriosa si stendeva davanti a noi, che avremmo potuto studiare, non avremmo dovuto emigrare, avremmo avuto una vita piena e ricca di soddisfazioni. 

L’Italia pompava fatturato, i Mondiali di Italia 90 erano la rappresentazione chiarissima di come stava evolvendo e crescendo e godendo questo Paese.

Poi, sarà che siamo arrivati terzi ai Mondiali, sarà che all’improvviso il Pentapartito non c’era più con il bel faccione di Craxi a rassicurarci, sarà che quello che era considerato il più grande imprenditore italiano si è buttato in politica, insomma, la situazione è degenerata.
E non solo qui da noi, che alla fine dei conti eravamo abituati ad arrangiarci, ma in tutto l’Occidente, mentre il rising billion del Terzo mondo cominciava a dirci “Ehi, pure noi vogliamo le robe fighe che avete voi!”.

I segnali c’erano ma non li sapevamo cogliere, quando ancora Roberto Baggio sbagliava i rigori a Usa 94…

Insomma, ci siamo ritrovati laureati e abbiamo cominciato a scrivere “Dott.” o “Dott.ssa” alla fine dei curriculum ma a nessuno fregava più niente del fatto che fossimo Dott. o Dott.ssa. 

Bisognava studiare ancora, fare un Master, fare i debiti, e poi raccapezzarsi a passare una vita saltando da un lavoro all’altro.

Insomma, dopo che tutti ci avevano detto “Studia così starai bene”, ci siamo accorti che non era così.

E hanno pure cominciato a dire che era colpa nostra che eravamo stati abituati bene e che dovevamo adattarci. E a me viene da dire che non l’avevamo chiesto noi di essere trattati bene, non eravamo stati noi a creare le pubblicità del Mulino Bianco dove tutto andava sempre bene, non eravamo noi ad aver girato i film con Jerry Calà ed Ezio Greggio che ci avevano riempito la testa di successo, di vita bella e soldi facili. L’avevate fatto voi, che oggi siete sessantenni o settantenni e dopo averci riempito di palle sul fatto che voi avevate lavorato duramente ma adesso noi non avremmo fatto la stessa fine vi siete ritrovati con la casa di proprietà mentre noi fatichiamo a mettere insieme il pranzo con la cena. Vi siete ritrovati con più macchine nel garage mentre noi faticavamo a fare l’abbonamento dei mezzi.
Ci avete bruciato, maledizione, e ci abbiamo messo anni ad accorgercene. E non avete fatto nulla per prepararci allo sfascio, ce lo siamo ritrovati davanti, e l’unica cosa che avete saputo dirci era: “Adeguati, non c’è budget”.
E dove cazzo sono finiti tutti quei soldi? 
Stanno lì, nelle vostre pensioni con il sistema retributivo, nei pensionati a 50 anni che poi hanno aperto un’altra attività, stanno negli aiuti di Stato alle aziende che mettono gli operai in cassa integrazione, nei telegiornali che appena c’è uno sciopero in un qualsiasi cazzo di stabilimento FIAT fanno parlare i sindacati che se ne escono dicendo “Gli operai!!! Il lavoro!!! Le pensioni!!!” e poi quando vai a parlare con loro dicendo “Sono un precario, mi servirebbe una mano per un prestito” ti rispondono che non sei un operaio, che dovresti imparare a lavorare, che loro non sono preparati sui contratti atipici, che non sanno di cosa stai parlando perché loro devono preoccuparsi degli operai, degli insegnanti di ruolo e dei pensionati.
E se vai a parlare in banca ti chiedono se hai una casa di proprietà, e ti ritrovi a quarant’anni a far firmare dei documenti ai tuoi che devono garantire per te neanche fossimo ancora al liceo a farci firmare le giustificazioni.

Sapete che c’è? Avete vinto voi. Questa guerra l’avete vinta voi. Ora, però, basta.

Perché dopo averci riempito la testa di cacate sul posto fisso, sul lavoro, su tutto, abbiamo capito che oggi non funziona così. Noi l’abbiamo capito, voi no.

E quindi ci siamo adattati, ma non come volevate voi.

Abbiamo messo su famiglia lo stesso, abbiamo cominciato a fare 15 lavori diversi, lavori che non riusciamo manco a descrivervi e che a un certo punto ci saremmo anche rotti il cazzo di descrivervi mentre siamo lì ad aiutarvi perché “Non funziona Google”, e a 30 anni abbiamo più voci noi nel curriculum che voi a 60.
E quasi mai, se ci offrono il posto fisso, lo vediamo come il posto in cui lavoreremo fino alla fine dei nostri giorni, ma come il posto in cui abbiamo qualche certezza di lavorare per qualche anno senza essere sbattuti fuori a calci appena il vento gira, e dopo qualche anno siamo noi che ce ne andiamo, perché non abbiamo più stimoli e vogliamo averne di nuovi.

Siamo noi che sappiamo come usare i social network che voi usate solo per giocare e mandarvi i buongiornissimi, sappiamo che alcuni giornali sono attendibili e altri no, non ci facciamo fregare dai titoli del Corriere e di Repubblica o dal telegiornale su Rai Uno che pensavate dicesse sempre la verità.

Volevamo fare quello che sognavamo da piccoli, e lo facciamo. Magari non ci prendiamo dei soldi ma continuiamo perché vogliamo farlo, non abbandoniamo quello che volevamo fare solo perché vorreste vederci sistemati.

Non ci sistemeremo, fatevene una ragione, non per ribellione ma perché è impossibile fare quello che avete fatto voi negli ultimi anni del Novecento. Purtroppo o per fortuna, non è dato saperlo.
(Nella foto, il gruppo Iron Maiden)

Abbiamo quarantanni e ci vestiamo ancora con le magliette dei gruppi rock e andiamo ancora ai concerti e guardiamo i film e le serie tv perché il limite della giovinezza si è spostato, anche se voi ci considerate giovani fino a 35 anni se dobbiamo chiedere un prestito o partecipare a un bando di concorso, giovane fino a 50 se invece dobbiamo chiedere un aumento al lavoro.

Siamo noi che stiamo sistemando la situazione anche se ci avete regalato una macchina rotta. E non ci avete fatto neanche gli auguri quando ci siamo saliti sopra ma ci avete detto “Vai piano”. Col cazzo che andiamo piano, non possiamo andare piano, rendetevene conto.

Abbiamo fatto pace con quello che ci avevate promesso e non avete mantenuto. Non avremo la pensione? E vaffanculo, faremo senza. Non avremo una casa di proprietà? E vaffanculo, ce ne andremo da un’altra parte dove gli affitti costano meno.

Non avremo la macchina? E vaffanculo, tanto la macchina non serve più a nessuno.

Lavoriamo spesso più duramente di voi, perché voi davanti avevate il sogno realizzabile di sistemarvi, noi invece abbiamo il sogno irrealizzabile di mettere in banca qualcosa una volta pagato tutto. E non ce la faremo, e quindi vaffanculo, andiamo avanti lo stesso.

Metteremo in piedi startup, aziende, studi e cooperative, e assumeremo i ventenni pagandoli davvero perché non passino le stesse disgrazie che abbiamo passato noi, e se non riusciremo a pagarli per qualche motivo non ci nasconderemo dietro il “Almeno fai esperienza” oppure dietro il “Fai un lavoro che ti piace, vuoi anche essere pagato?” come troppo spesso fate voi che pensate che oggi sia possibile lavorare come una volta.

Insegneremo ai nostri figli che la vita è difficile, molto difficile, ma che possono fare qualsiasi cosa e non gli romperemo il cazzo dicendo “E allora quando ti sposi?” oppure “Non vieni mai a trovarci!”. Si sposeranno e faranno figli quando vorranno, se vorranno, e non ci metteremo in mezzo. Ci verranno a trovare quando avranno voglia loro, non costringendoli col ricatto sentimentale dopo avergli costruito attorno la gabbia della famiglia che ancora oggi continua a ingabbiare migliaia di persone che a cinquantanni si sentono ancora figli prima che uomini o donne.

Nessuno dovrà passare quello che abbiamo passato e stiamo passando noi, quello che voi non riuscite ancora a capire perché per voi gli anni Settanta non sono mai finiti, pensate ci siano ancora le lotte operaie, Guccini alla Festa dell’Unità e il Festival di Sanremo con il superospite internazionale.

Sapete che c’è? Avete vinto quella guerra, ma quella che stiamo combattendo noi, voi non sapete neanche che è in corso. Cazzi vostri, non possiamo starvi appresso in eterno, abbiamo da fare.

Fonte: medium.com

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La Gran Bretagna mai così in salute: crolla la disoccupazione http://www.criticamente.it/2018/01/25/la-gran-bretagna-mai-cosi-salute-crolla-la-disoccupazione/ http://www.criticamente.it/2018/01/25/la-gran-bretagna-mai-cosi-salute-crolla-la-disoccupazione/#respond Thu, 25 Jan 2018 11:05:31 +0000 http://www.criticamente.it/?p=20778 L’addio all’Unione europea non sembra proprio far tremare l’economia britannica e la cura di Theresa May sembra funzionare. Il tasso di disoccupazione del Regno Unito...

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L’addio all’Unione europea non sembra proprio far tremare l’economia britannica e la cura di Theresa May sembra funzionare. Il tasso di disoccupazione del Regno Unito è sceso al 4,3% nel terzo trimestre del 2017, dato confermato per il mese di ottobre. Ma la vera notizia l’ha sussurrata un uomo della Bank of England che solo una manciata di giorni fa ha detto che le previsioni per il futuro sono rosee: il tasso di disoccupazione potrebbe presto scendere sotto l’asticella del 4%. Cosa che non avviene dal gennaio del 1975. http://www.truenumbers.it/disoccupazione-del-regno-unito/

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Bologna, blitz del collettivo Hobo a incontro Pd: “Avete rovinato il futuro, vendete Italia ai fascisti”. “Vergognatevi” http://www.criticamente.it/2018/01/25/bologna-blitz-del-collettivo-hobo-incontro-pd-avete-rovinato-futuro-vendete-italia-ai-fascisti-vergognatevi/ http://www.criticamente.it/2018/01/25/bologna-blitz-del-collettivo-hobo-incontro-pd-avete-rovinato-futuro-vendete-italia-ai-fascisti-vergognatevi/#respond Thu, 25 Jan 2018 11:03:15 +0000 http://www.criticamente.it/?p=20775 Il collettivo universitario Hobo, già noto per le diverse contestazioni a Matteo Salvini e alla Lega, ha fatto irruzione durante un incontro elettorale organizzato dal Pd...

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Il collettivo universitario Hobo, già noto per le diverse contestazioni a Matteo Salvini e alla Lega, ha fatto irruzione durante un incontro elettorale organizzato dal Pd locale nel centro di Bologna, nella serata di martedì 23 gennaio. Ne è nata una discussione molto animata tra i giovani, che hanno accusato i dem e il deputato Andrea De Maria.  Fonte: Il Fatto Quotidiano – Link al video–> www.ilfattoquotidiano.it/2018/01/24/bologna-blitz-del-collettivo-hobo-a-incontro-pd-avete-rovinato-il-futuro-e-ora-vendete-litalia-ai-fascisti-vergognatevi/4112719/

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Danimarca, il segreto della felicità è il fattore “Hygge” http://www.criticamente.it/2018/01/06/danimarca-segreto-della-felicita-fattore-hygge/ http://www.criticamente.it/2018/01/06/danimarca-segreto-della-felicita-fattore-hygge/#respond Sat, 06 Jan 2018 18:33:26 +0000 http://www.criticamente.it/?p=20769 (Fonte: www.huffingtonpost.it) Da oltre 40 anni, la Danimarca risulta uno dei Paesi più felici del mondo.  Durante il dibattito delle primarie del partito democratico di questo...

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(Fonte: www.huffingtonpost.it)

Da oltre 40 anni, la Danimarca risulta uno dei Paesi più felici del mondo. 

Durante il dibattito delle primarie del partito democratico di questo mese (articolo del 2015 – NdC) il candidato Bernie Sanders ha detto: “Se vogliamo rendere gli Stati Uniti un luogo più felice, dobbiamo guardare a Paesi come la Danimarca”. Questo commento ha scatenato un acceso dibattito sulle politiche pubbliche della Danimarca.

Qual è il segreto del successo di questo piccolo Paese del Nord Europa? Nel nostro libro, The Danish Way of Parenting: A Guide To Raising The Happiest Kids in the World, ho esplorato la questione con il mio co-autore, psicoterapeuta danese Iben Sandahl.

La risposta si trova nella parola danese “hygge”.

Il termine risale al 19° secolo e deriva dalla parola germanica “hyggja” che significa pensare o sentirsi soddisfatti. Non ci sono traduzioni esatte di questo termine. “Accogliente” potrebbe essere un tentativo di tradurre il termine ma non è sufficiente a spiegarne in modo esaustivo il concetto …

Hygge è qualcosa di tanto danese che non si può tradurre. Per provare a spiegarla, diciamo che significa creare un’atmosfera accogliente, piacevole, intima mentre si assaporano i piaceri della vita circondati dall’affetto delle persone care.

Questo concetto è considerata un fattore così determinante per la felicità che alcune università del Regno Unito e degli Stati Uniti hanno iniziato ad offrire dei corsi “hygge”. Molti pensano che significhi accendere le candele, preparare buon cibo, o creare di una bella atmosfera. Ma questo è solo l’aspetto superficiale di “hygge”. La verità è che è un concetto molto più profondo.

Ma quindi cos’è l’hygge?

Provate a immaginare una riunione di famiglia senza “drammi”. Non ci sono discussioni a proposito della politica, problemi familiari, o i bambini rompiscatole della zia Jenny. Non ci sono commenti maligni o una pesante negatività. Ognuno aiuta l’altro in modo che non sia solo una persona a fare tutto il lavoro. Nessuno si vanta spropositatamente dei propri successi, nessuno attacca nessuno, o è in concorrenza con un altro. Si tratta di una interazione equilibrata che si basa sul godimento del momento, del cibo, dello stare insieme. In breve, un rifugio dal mondo esterno.

Per alcuni, quella appena descritta può sembrare una normalissima riunione di famiglia. Per molti, invece, non lo è.

Queste regole non scritte sul fattore “hygge” sono esattamente ciò che lo rende così speciale. Gli Antropologi americani sono stati colpiti dalle interazioni “Hyggelig” e dal fatto che nessuno cerca di prendere il centro della scena. È un momento in cui ognuno si toglie la maschera e lascia le difficoltà dietro la porta cercando di apprezzare la potenza della presenza degli altri.

Ci sono montagne di ricerche che sostengono l’importanza dei legami sociali per il benessere. I sentimenti ricevuti e donati agli altri sono il senso e lo scopo della vita. I legami sociali possono aumentare la longevità, ridurre lo stress e anche aumentare il nostro sistema immunitario.

I ricercatori hanno anche scoperto che l’egualitarismo della Danimarca gioca un ruolo importante. Ad esempio, uno studio del 2009 di Robert Biswas-Diener ha trovato che mentre i ricchi americani e danesi sono felici in modo uguale, ciò non è così per i danesi a basso reddito che sono, invece, molto più felici rispetto ai loro omologhi americani.

Ecco cinque regole “hygge” che si consiglia di applicare alla propria vita.

1. Sii te stesso. Abbassa la guardia. Non cercare di dimostrare quello che non sei.

2. Dimentica le controversie. Prediligi discussioni spensierate ed equilibrate. Godi del cibo e della compagnia.

3. Pensa di essere un membro del team. Lavora insieme ai membri della famiglia o della comitiva. Aiutali a preparare la cena.

4. Guarda il fattore hygge come un rifugio dal mondo esterno. Un luogo dove tutti possono rilassarsi e aprire il proprio cuore senza giudicare ed essere giudicati, non importa quello che sta succedendo nella vostra vita. Nel bene e nel male, questo luogo è sacro e i problemi possono essere lasciato fuori.

5. Ricorda che il fattore hygge è limitato nel tempo. Fare hygge può essere difficile per un non danese. Prendere il centro della scena, vantarsi o lamentarsi, essere troppo negativi e cercandare di essere presenti senza discutere? Questi sono comportamenti molto difficili da applicare, ma la ricompensa potrebbe essere enorme. È una sensazione incredibile condividere questi momenti senza scocciature con le persone che più ti piacciono.

Questo post/articolo è comparso per la prima volta su HuffPost Us ed è stato poi tradotto dall’inglese da Valentina Trifiletti

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