Sabato, 4 Settembre 2010
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    Quei quarantenni immaturi tutti corna, belle auto e illusioni

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    Salvo le rughe, mogli e mariti di Baciami ancora di Gabriele Muccino sono come nell'Ultimo bacio. Dieci anni dopo vagano per le loro esistenze senza aver dimenticato nulla, senza aver imparato nulla: ancora scambiano l'innamoramento, piu' breve che una gravidanza, con una prospettiva duratura di felicita', quando gia' raggiunger la serenita' sarebbe un'apoteosi.
    Da un'infanzia non piu' tanto recente, i nostri non-eroi del ceto medio romano procedono verso una vecchiaia meno remota dell'adolescenza. Dribblata la maturita', ora sostano per stanchezza, come fa il personaggio di Accorsi. L'alter ego di Muccino ronza attorno alla moglie (Vittoria Puccini) un po' perche' le ragazze che si sceglie sono moleste come lei, un po' perche', vivendo con un amante (Adriano Giannini), e' lei che ora rappresenta un'avventura.
    Esistono in Italia tanti quarantenni con caratteristiche puerili da giustificare questi personaggi? Per Muccino si, a cominciare da lui e dagli amici stretti. Avrebbe riversato anche qualcosa degli interpreti nei personaggi. Se e' cosi, peccato: da una generazione risentita verso i genitori sessantottardi come quella di Muccino ci si aspettava che non finisse col somigliarle. Le quarantenni odierne sono come quelle di ieri. Prima possessive, poi disgustate. Pero' anche nella commedia all'italiana l'uomo aveva un punto di riferimento: il lavoro. Nemmeno piu' questo e' vero per i personaggi di Baciami ancora, che lavorano solo per ingannare il tempo, fra un'illusione sentimentale e l'altra, fra una velleita' esistenziale e l'altra.
    Baciami ancora riflette una frazione d'Italia? Si e come specchio funziona. Ma e' il rifacimento senior, piu' che il seguito, dell'Ultimo bacio. Talora evoca l'ultimo Ozpetek, quindi il regista Muccino congedi lo sceneggiatore Gabriele e promuova Daniela Piazza. Esenti i bimbi dalla scuola almeno d'estate, gli adulti dalle auto nuove e torni alla cifra dei film precedenti, che finivano al momento giusto. Puo' permetterselo. (Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)


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