Le nanoparticelle si trovano ormai ovunque, dalla barretta di cioccolato ai calzini, dalle creme solari ai telai per le biciNoi tutti le mangiamo, le indossiamo e ce le spalmiamo in faccia. Le nanoparticelle si trovano ormai ovunque, dalla barretta di cioccolato ai calzini, dalle creme solari ai telai per le bici. Mercoledi 28 ottobre l'Ufficio federale tedesco dell'Ambiente (UBA) ha pubblicato uno studio sulle nanoparticelle. Sono infatti gia' 800 le aziende tedesche che le inseriscono nei loro prodotti.
Ma cosa succede quando delle particelle mille volte piu' piccole del diametro di un capello penetrano nel nostro corpo? Gli effetti sull'organismo non sono ancora chiari, ma nel frattempo l'UBA consiglia di 'evitare l'utilizzo di prodotti che contengono e che possono liberare nanoparticelle'. Siccome queste sostanze vengono inserite in un crescente numero di prodotti, l'Ufficio federale richiede un'iscrizione che informi il cliente.

Ancora non si conoscono i rischi causati dalle nanoparticelle per la salute e l'ambienteL'uso crescente di queste particelle implica rischi sia per la salute, che per l'ambiente.
Le nanoparticelle penetrano nell'organismo attraverso la pelle o la bocca: per questa via potrebbero intaccare l'apparato gastrointestinale. Attraverso le vie respiratorie entrano nei polmoni, e - essendo cosi piccole - arrivano fino alle sacche alveolari (che costituiscono il terminale a cui giunge l'aria) causando possibili infezioni.
Dagli alveoli poi, assieme all'ossigeno, le nanoparticelle penetrano nel sangue, raggiungendo cosi ogni organo del nostro corpo. La dimensione minima permette loro di proseguire fino al nucleo delle cellule, dove possono modificare il DNA (come e' stato notato in esperimenti sui ratti).
Luigi Manzo, direttore della scuola di specializzazione in tossicologia medica dell'Universita' di Pavia ha pubblicato uno studio che descrive come possono causare disturbi cardiovascolari.

La nota marca Lancome ha ritirato alcuni prodotti dal mercatoI rischi per l'ambiente sono invece ancora sconosciuti, ma non da escludere. Le nanoparticelle vengono ad esempio inserite nelle calze per uccidere i batteri, riducendo cosi gli odori. Ad ogni lavaggio meta' delle nanoparticelle presenti nei calzini finisce nelle acque di scarico. Qui pero' sono controproducenti: la presenza di batteri infatti e' necessaria per decomporre sostanze indesiderate.
Non e' inoltre chiaro cosa succeda quando le nanoparticelle entrano nel concime e successivamente nelle piante.
Mentre la diffusione di nanoparticelle e' stata rapidissima, la ricerca sui loro effetti si trova solo agli inizi. Queste ultime non dovrebbero avvenire prima dell'inserimento di prodotti sul mercato?

L'UBA sconsiglia di comprare calze che promettono di rimanere inodoriNel frattempo i cinesi bevono orgogliosamente ‘nano-milkshake' e ‘nano-the'', prodotti che non hanno molta probabilita' di arrivare in Europa poiche' l'Unione ammette l'uso di nano-materiali solo in casi di dimostrata necessita'.
Sulla base di questo principio alcuni cosmetici, della marca Lancome ad esempio, sono stati vietati. Inoltre un decreto dell'UE prevede la contrassegnazione di tutti i nano-cosmetici entro il 2012.
L'accumulo di nano-materiali nel nostro corpo e nei nostri organi - in particolare nei polmoni, nella milza e nel fegato - e' gia' iniziato da tempo. A tal proposito l'UBA sconsiglia anche di comprare calze che promettono di rimanere inodori.
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